ECONOMIA

GEI
Lo Smart Grid cinese
e la caduta
dell'Olimpo
americano

Parte Terza

Libri Computer Polaroid Micro SD Disco SSD Illuminazione
Diego Antolini
Fonte: Punto Zero N.10 (Nexus Edizioni)
Continua dalla seconda parte

L’iniziativa cinese del GEI presso l’ONU e’ stata accolta positivamente da diverse figure chiave nello scenario geopolitico internazionale: oltre al Segretario Generale hanno espresso apprezzamento anche Shamshad Akhtar, sottosegretario generale ONU (“E’ una grande visione”), Kwesi Quartey, vice direttore dell’African Union Commission (“Un’iniziativa di grande spessore”), l’ambasciatore Kamal Hassan Ali, assistente Segretario Generale della League of Arab States (“Parteciperemo a tutti gli importanti eventi organizzati dalla GEIDCO”), Fatih Birol, direttore esecutivo dell’International Energy Agency (“La Cina sta promuovendo molte iniziative per aiutare i governi del mondo”); Yanovsky Anatoly, vice ministro dell’energia russo (“GEIDCO può avanzare la promozione dello sviluppo sostenibile dell’energia globale”).
Infine Steve Chu, vice direttore del GEIDCO e vincitore del Premio Nobel per la Fisica, ha detto che un “grid”, cioè’ una griglia, formata di linee di trasmissione a lungo raggio e ad elevato voltaggio possono connettere vaste risorse di energia rinnovabile con centri ad alta densità’ demografica sparsi nel mondo:

Forgiamo insieme un nuovo futuro del mondo, un futuro dove ci sia abbondanza di energia pulita per ognuno, un futuro dove il nostro ambiente sia preservato e un futuro dove tutti noi possiamo respirare aria pulita”.

Dalla serie di convegni promossi e dalla risposta dell’ONU all’iniziativa cinese del GEI (che va di pari passo con quella del BRI, come già’ detto) sembra che la creazione dello “Smart Grid” sia la soluzione ai problemi del mondo. Ora, personalmente vedo due questioni che dovrebbero essere evidenziate e analizzate in merito.
La prima riguarda gli USA. E’ pur vero che l’avvento dell’Amministrazione Trump ha rappresentato l’inizio del declino dell’egemonia americana a livello geopolitico. La Cina ha saputo attendere pazientemente il momento giusto per assestare due colpi magistrali come il BRI e il GEI che, anche se non venissero implementati, hanno di fatto rinnovato l’immagine della potenza asiatica agli occhi del mondo: una nazione propositiva, cooperativa, altruista, con una visione geopolitica di equilibri e prosperità’ per tutti. La domanda e’: come reagiranno gli USA?

Il più potente paese occidentale sembra, secondo il trend analitico occidentale, in risalita mentre Pechino sarebbe con le spalle al muro. Ma, ancora una volta, devo dire che il mio punto di vista diverge dal mainstream geopolitico occidentale. Donald Trump venne quasi subito messo sotto accusa per aver ottenuto la presidenza grazie alla manipolazione dei voti favorita dalla...Russia. Che questa affermazione sia vera o meno, la Cina può solo ringraziare Putin (Xi Jinping e il leader del Kremlino condividono molte idee su energia e gestione dell’Eurasia), perché con l’Elezione di Trump l’America sta adottando una politica protezionista, nazionalista e di stabilizzazione interna che può solo favorire l’avanzare delle iniziative economiche di altri paesi altrettanto potenti. Può essere un caso che la Cina ha proposto le due iniziative più importanti della sua storia recente proprio nell’anno in cui Trump saliva alla Casa Bianca?
Gli USA hanno iniziato il loro declino nella gestione delle politiche internazionali dal dopo Reagan, e le politiche di aggressione armata e imposizione del modello Americano nei paesi Mediorientali  degli ultimi decenni ha solo indebolito ulteriormente l’immagine internazionale del paese occidentale.
Gli stessi gruppi di pressione o Lobby che da sempre sono presenti dietro ogni elezione presidenziale hanno da tempo trasferito i proprio interessi in Asia. Ma non è a livello governativo che si gioca questa partita oggi, bensì a livello economico e tecnologico.

Per adesso regna lo scetticismo e un'aggressività’ passiva che si e’ palesata nelle critiche di Gran Bretagna, Francia e America all’iniziativa della “Nuova Via della Seta” o BRI. Ma c'è’ stato anche un altro segnale, che ha dimostrato come attualmente gli USA non hanno il potere economico ne’ la statura per contrastare la penetrazione “virale” della Cina sul continente Euroasiatico e Africano: l’aumento delle tariffe doganali voluto da Trump allo scopo di danneggiare la Cina, e una propaganda ultra nazionalista dell’ “America agli americani” e “Gli Americani vengono prima”. Queste due mosse, se da un lato tentano di risollevare gli USA moralmente ed economicamente, da un punto di vista geopolitico  evidenziano una debolezza intrinseca del sistema Americano, che negli ultimi settant’anni ha basato il suo predominio globale su guerre, sui prodotti farmaceutici e sullo sfruttamento dell’energia a base fossile. Se l’ “Olimpo” Americano cadrà’ non sarà’, come descritto in molti blockbuster d’oltreoceano, per un attacco terroristico o per un’invasione nemica ma molto probabilmente per via delle parole profetiche di Abraham Lincoln che ebbe a dire “solo l’America potrà’ distruggere se stessa”.

Lo scenario e’ cambiato con la “Rivoluzione Tecnologica” che possiamo dividere a mio parere in tre parti: Internet (fine anni ‘90), Apparecchi Smart (primo decennio del 2000) e Intelligenza Artificiale (secondo decennio del 2000). Sono tutte tecnologie che non si comprendono ancora appieno, eppure la Cina e’ riuscita a “vendere” all’ONU un pacchetto dallo scenario rivoluzionario: il GEI e’ solo la facciata, il core rivoluzionario e’ il “Grid”, questa griglia energetica che potrà’ portare energia pulita in ogni parte del mondo. Come sarà’ implementata ancora e’ tutto da vedere ma, solo per il gusto di azzardare un’ipotesi, mi viene in mente che la Terra e’ già’ immersa in un campo elettromagnetico. Il “Grida” esiste già’, serve solo la tecnologia adatta per “connettersi”, utilizzando il magnetismo come carrier per trasportare energia elettrica senza praticamente costi. Servono punti di “raccolta” o “snodo” energetici per dirottare la quantità’ energetica richiesta nelle varie zone del mondo, e infrastrutture in grado di mantenere la connessione tra “Smart Grid” e il “Grid Geomagnetico”.

Dimentichiamoci cavi e fili elettrici, probabilmente non vedremmo niente. Gli oleodotti ad alto impatto ambientale o l’utilizzo dell’energia nucleare che producono by-products letali per l’uomo (petrolio e radioattività’) non serviranno più’. Lo ‘Smart Grid” potrà’ essere utilizzato maniere diverse anche per i trasporti: treni magnetici, macchine elettriche, velivoli antigravitazionali. Si può’ parlare davvero di una “Rivoluzione Magnetica” (perché’ e’ il magnetismo la forza chiave) che servirà’, ma questo non si potrebbe scrivere, anche a facilitare il lancio di missili e sonde nello spazio, la stessa esplorazione planetaria e lo sfruttamento delle risorse presenti nei vari corpi celesti del nostro sistema solare.
La seconda domanda e’: chi avrà’ il potere di controllare lo “Smart Grid”? Sara’ davvero possibile assegnare un equa gestione di questo immenso sistema alle nazioni del mondo?

13/02/2019 05:38:28

http://www.cronachedeisibillini.com/cdsarticolo.aspx?idArt=1141
I testi presenti sul sito sono liberamente utilizzabili per fini culturali e comunque non di lucro, a patto di citare chiaramente la fonte di provenienza Cronache Dei Sibillini (cronachedeisibillini.com), gli eventuali autori del testo, quando indicati, le date di redazione ed aggiornamento e l'url relativa. Il Gruppo The X-Plan gestisce la comunicazione per conto di CdS ma non e' responsabile per la selezione e la pubblicazione dei suoi contenuti.