ECONOMIA

Umbria Export
e le strategie
di marketing

Corso di Internazionalizzazione 2017/2019 I.T.S. Academy, UMBRIA

Vlad Popa
Questo articolo conclude la serie di contributi che sono stati parte dell'unità didattica di Analisi Geopolitica nel corso di Internazionalizzazione dei Mercati presso l'ITS Academy Umbria, un istituto di formazione tecnica e professionale di alto spessore. La classe che ho avuto quest'anno è stata di 25 ragazzi creativi, intelligenti, con un grande desiderio di realizzare i propri obiettivi personali e di gruppo. Per questo ho deciso di premiarli chiedendo a CdS di pubblicare le loro analisi su tematiche da me suggerite, con l'augurio che alcuni di loro possano agire da protagonisti nella ripresa del grande Paese che è l' Italia.

Diego Antolini




L’umbria è una fra le più piccole, in termini di abitanti (885.081 individui nel 2017), regioni d’Italia, seguita solo da Molise, Basilicata e Valle d’Aosta. Essa è situata nel Centro Italia ed è l’unica regione italiana senza confini politici o marittimi dello Stato. Il PIL rispecchia la situazione demografica, ed infatti l’Umbria è negli ultimi posti della classifica delle regioni italiane, seguita, da come si potrebbe dedurre, dalle regioni sopracitate. Inoltre, è logico supporre che l’Umbria non sia il mercato adatto per lo sviluppo delle medie-grandi imprese della regione, considerando il fatto che la popolazione sia circa il 9% della Lombardia ed il PIL umbro sia circa il 6% rispetto a quello Lombardo. Tuttavia la dimensione media delle aziende rispecchia quella dell’Italia, ovvero il 95% delle aziende umbre è composto da piccole imprese (con meno di 10 dipendenti) operanti nei settori dell’agricoltura, industria e artigianato, turismo e servizi.
Escludendo le cooperative attive nella grande distribuzione organizzata (Conad, Coop, Emi etc), il “motore” dell’Umbria è l’azienda operante nel settore dell’industria, come Brunello Cucinelli S.p.A. e Fabiana Filippi S.p.A. nell’ambito del tessile, UmbraGroup S.p.A. per l’industria aerospaziale, Colacem S.p.A. per la produzione di cemento, oppure Fonderie Officine Tacconi S.p.A. operante nel settore della lavorazione del metallo e nell’edilizia.

Tutte queste aziende sono accumunate dal fatto che buona parte del loro fatturato è prodotto all’estero grazie a cospicui investimenti, un’ottima vision e anche un poco di fortuna. Tuttavia, come detto prima, ad oggi buona parte del 95% delle imprese umbre non ha la possibilità oppure non può permettersi di entrare in mercati esteri con solo le proprie risorse.
Per questo motivo, Confindustria Umbria, più di 40 anni fa ha fondato Umbria Export, la quale è una organizzazione no-profit che ha come missione statutaria ed istituzionale quella di supportare le imprese nel processo di internazionalizzazione. Ovvero, Umbria Export cerca di aiutare le imprese umbre ad aprire nuovi sbocchi commerciali, in modo da promuovere, innovare e migliorare, innanzitutto le imprese stesse, ed in contemporanea la regione Umbria.

Ad oggi, per conseguire il suo fine, Umbria Export organizza annualmente una vasta serie di attività: dalle country presentation all'organizzazione di missioni settoriali o plurisettoriali di operatori umbri all'estero; supporta e organizza tutti gli aspetti organizzativi per la partecipazione delle aziende a fiere e workshop in tutto il mondo; organizza e gestisce l’incoming di operatori stranieri, con lo scopo di promuovere a livello sociale, culturale ed economico l’Umbria e creare nuove opportunità di business, selezionando gli stessi operatori con il supporto di istituzioni locali estere come Ambasciate, Camera di Commercio Italiana all’estero, Ufficio ICE; garantendo così la possibilità di incontri B2B ed il supporto logistico di Umbria Export nei nuovi mercati.

Umbria Export è presente in tutto il mondo, e grazie a questo posizionamento, quasi capillare, riesce ad operare in più di 50 paesi.
Infatti la presenza di Umbria Export nelle più importanti fiere di settore nel mondo è quasi un MUST, e ogni anno, l’organizzazione cerca di ampliare i suoi orizzonti, partecipando a nuove fiere.

Alcune delle ultime missioni settoriali sono quelle in:
    • Vietnam, nei settori della meccanica strumentale, della meccanica agricola e del biomedicale
    • Turchia, nei settori della difesa e dell’aerospazio

Invece alcune delle ultime missioni plurisettoriali sono quelle in:
    • Indonesia e Malesia, ove hanno partecipato Axis Cucine, Cancelloni Food Service, Cantina Novelli, Cantina Tudernum, Casciari, Cufrol, Dondi, Fonderie Tacconi, Consorzio Irfeme, Monini, Muzzi
Servizi Industriali, Muzzi Pasticceria Srl, Nardi, Renzacci Industria Lavatrici, Studio Chiave
    • Sud Africa, incentrate soprattutto a Johannesburg.

Il lavoro che Umbria Export sta facendo è estremamente importante per la Regione e per le aziende umbre, le quali hanno un’opportunità da non perdere. Il problema è che, essendo una realtà di piccole aziende, purtroppo non sorprende la parziale mancanza della “Vision” e delle informazioni dei piccoli Imprenditori e delle piccole aziende familiari, oltre alla paura o l’incapacità di affrontare investimenti consistenti per entrare in altri mercati, a causa di vari motivi, tra cui anche l’elevata pressione fiscale italiana, il che causa una mancanza della “spinta” a un rischio d’impresa controllato che è necessario alla crescita dell’azienda.
Umbria Export, come già sta facendo, dovrebbe intensificare il coinvolgimento delle aziende umbre, “convincendole” e informandole delle potenzialità, elevate, che l’export umbro ha, in maniera da riuscire a rafforzare l’economia della Regione e le aziende in primis, consolidando così il Made in Italy, ma soprattutto il "Made in Umbria", nel mondo.
08/11/2018 09:26:55

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