ATTUALITÀ

MACERATA, TRASFERITO IL QUESTORE

Maurizio Verdenelli
Il ministero: avvicendamento previsto. Vuono si era fatto apprezzare per il pugno duro prima che il capoluogo entrasse nel ‘tritacarne’. Pignataro il successore è stato fino ad oggi direttore della seconda sezione antidroga. Anche ieri ‘I Fatti di Macerata’ nell’hit parade di Blob. Pamela, quarto indagato e si attendono i risultati delle analisi, inevasa però la domanda principale:  Quale movente? Intanto lo zio della ragazza uccisa lancia un appello alla comunità nigeriana e al comune di Macerata




Trasferito dopo neppure tre mesi dal suo insediamento il questore di Macerata. Vincenzo Vuono, una lunga esperienza nei commissariati di Roma, richiamato nella Capitale lascia il posto ad Antonio Pignataro, fino ad oggi direttore della seconda sezione antidroga. Normale avvicendamento, dicono al ministero degli Interni retto da Marco Minniti -che qualche giorno fa aveva presieduto a Macerata il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Anzi, era previsto. Niente, in apparenza, dunque a che vedere con l’ormai planetario, mediaticamente parlando, ‘Fatti di Macerata’. Ma a ben vedere non è proprio così. Vuono, nel capoluogo marchigiano ormai più famoso d’Europa –ad Amsterdam si è marciato per Macerata- era arrivato il 20 novembre e si era fatto subito apprezzare per il pugno duro nella lotta alla droga prima che il capoluogo entrasse in un ‘tritacarne mediatico’ senza precedenti seguito soprattutto alla vicenda di Luca Traini e al ferimento di sei giovani di colore. Al suo successore spetta un compito triplicato, tuttavia Pignataro appare la persona più indicata in questo momento, per la sua lunga esperienza professionale proprio in questo delicatissimo settore, a combattere il ‘moloch droga’ in città. Non a caso proprio dal vescovo Marconi era giunta sabato sera un accorato appello per aiutare Macerata nell’affrontare questa emergenza pericolosissima, la stessa che ha aperto la strada tutta in discesa dell’attuale dramma in cui sta annegando il capoluogo. Catapultato non solo nelle prime pagine di tutto il mondo ma pure nella hit parade di Blob. Ieri in onda sono andati gli spezzoni dell’arresto di Luca Traini, dello scontro in piazza della Libertà tra Forza Nuova (in campagna elettorale con il leader Roberto Fiore) e la polizia in tenuta antisommossa e dell’ormai notissimo messaggio/allarme alla popolazione, il 3 febbraio scorso, del sindaco Carancini (“Uno squilibrato s’aggira sparando…”). Ed oggi Macerata s’interroga sul corteo pacifico, così come pure definito da Pietro Grasso, dei diecimila (trovata una quadra sul numero dei partecipanti: dai 12.000 della Ps ai 30.000 degli organizzatori). Pacifico, sì, non del tutto sereno a causa degli orribili coretti pro-foibe nella Giornata del Ricordo intonati dallo stesso gruppo antagonista veneto che -rivelano Il Carlino e Il Giornale- avrebbe lanciato mozziconi di sigarette contro funzionari della Digos, invitando inoltre alcuni carabinieri che presidiavano il centro dalle mura, a gettarsi …di sotto.
Nel mirino anche la troupe Rai… “servi del governo”. Poco o nulla comunque rispetto a Piacenza dove un carabiniere è stato isolato e picchiato. Comunque in città, il giorno dopo, ‘si additano’ i pochi maceratesi che hanno preso parte al corteo antifascista ed antirazzista (il Pd ha chiesto addirittura il rimpasto in giunta a causa della presenza della vicesindaca) mentre lo stesso primo cittadino ha segnalato un clima da ‘ultras’ e di ‘grande divisione’ mai in precedenza vissuto. Sulla stessa linea ‘isolazionista’  (“Lasciate in pace Macerata” ha titolato un sito, con pressoché unanime consenso) anche l’opposizione. E questa mattina sulla vicenda è intervenuta Radio radicale con un’intervista al maceratese ex viceministro delle Finanze, prof. Mario Baldassarri. Mentre ieri sera a  ‘Che tempo che fa’ Alessandro Di Battista ha definito ‘una tragedia umana’ i Fatti di Macerata a domanda iniziale di Fabio Fazio (non nominata Pamela, ‘ricordata’ a ‘Pomeriggio 5’ da Giorgio Meloni) e a Firenze Matteo Renzi ha dribblato il cronista che gli chiedeva come mai il Pd non avesse partecipato al corteo di Macerata considerato pure che il partito aveva denunciato in mattinata Luca Traini per gli spari contro la sede in via Spalato. Una strada davvero tragica dove ieri è stato visto passeggiare tranquillamente un asino prima d’essere catturato. Al civico 124 della via, le ultime terribili ore della giovane Mastropietro. In attesa delle analisi scientifiche –per cui la Procura contro ‘ogni giustizia sommaria’ (ha detto il dottor Giorgio) non dichiara chiuso il caso avendo intanto indagato una quarta persona- i cronisti hanno ricostruito i fatti. Il calvario della diciottenne sarebbe avvenuto in sette ore: dalle 12 alle 19. Uccisa e smembrata. L’accusa, celle telefoniche alla mano, punta il dito sui tre nigeriani in carcere che smentiscono da parte loro ogni responsabilità mentre un difensore parla di contraddittorietà tra la prima e la seconda autopsia a proposito delle coltellate al fegato (inferte mentre la ragazza era ancora viva?). Insomma ordinaria macelleria peritale. Manca tuttavia la risposta alla domanda più importante: perché? Quale il movente di questo orribile delitto. Perché i tre arrestati ‘persone tranquillissime’ secondo i vicini (del quarto indagato non si conoscono le ipotesi di reato) avrebbero voluto uccidere Pamela?
In un’intervista a QN l’avv. Marco Valerio Verni, zio di Pamela, annunciando l’intenzione della famiglia di costituirsi parte civile, chiede intanto alla comunità nigeriana e al comune di Macerata di passare dalle parole di solidarietà ai fatti concreti. “Si costituiscano anch’essi in giudizio contro gli imputati dell’omicidio della nostra Pamela”.   
Intanto, a completare un infinito elenco di interventi mediatici, sul web impazza l’intervista al noto criminologo Alessandro Meluzzi circa il potere della mafia nigeriana, più pericolosa di quella cinese, e del suo tribalismo cannibalico.
‘La Verità’ da parte sua ‘ha sparato’, a firma del direttore Maurizio Belpietro, un’inchiesta esclusiva -ripresa in extremis dalla stampa maceratese- su una nota onlus locale specializzata nell’accoglienza dei migranti ora nel mirino della Finanza. La onlus con centinaia di dipendenti ed un bilancio in forte crescita negli ultimi anni, è per dimensioni tra le più importanti aziende del maceratese.
La onlus, intanto tramite un lungo comunicato, ha dichiarato di aver sempre rispettato le norme: "Continuiamo in ciò che è giusto, con il nostro lavoro quotidiano, come facciamo da 25 anni".
12/02/2018 15:31:01

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