INCOGNITA

Le memorie
di Rosciano

Parte Quinta

Ufficio Stampa
Fonte: thexplan.net
VISITE DALLA DIMENSIONE PARALLELA

Scrive Fausta nei suoi quaderni: “Oggi dall’alto del Castello vivo ogni giorno la mia fiaba e mi sorprendo di tanta bellezza, quasi incredula che tutto sia vero. E sono grata per questo sogno realizzato, per il Castello ritrovato, al mio Principe, ai miei figli e a tutti quelli che vengono a condividere questa realta’ e hanno creduto in essa...E’ come se la mia vita si fosse espansa, ritrovando da una parte il passato e proiettandosi nel futuro, come il mio sguardo all’orizzonte.
Il Castello e’ sempre aperto e accoglie coloro che giungono da ogni luogo e dona fortuna,benessere e serenita’. L’importante e’ credere nelle fiabe e nei sogni, anche in quelli piu’ impossibili”.

Abbiamo visitato il Castello di Rosciano e il bosco diverse volte, passando un giorno e una notte all’interno della stanza della Tessitrice d’Oro, della Sala Lingarda e lungo l’anello nel bosco. Abbiamo ascoltato varie testimonianze della famiglia ma quello che piu’ ci ha colpito e’ stata certamente la personalita’ di Fausta: una donna forte, di ampia cultura, una psicoterapeuta tutt’ora in attivita’ ma che non si spaventa di fronte ai lavori manuali o alle incombenze domestiche. La sua mente scientifica si integra perfettamente con un’estrema sensibilita’ interiore, una dolcezza spontanea e un grande amore che si traduce in generosita’ e altruismo. Da quando il castello e’ rinato, Fausta e’ diventata “la Castellana”; o meglio, si e’ riappropriata di un ruolo che le apparteneva da sempre. L’intima connessione tra lei e il castello, che non si e’ mai spezzata nemmeno nei trent’anni in cui ne e’ rimasta lontana, ci hanno portato ad ascoltare i racconti e le leggende di Rosciano sotto un certo punto di vista, e cioe’ quello del magnetismo psichico. Crediamo infatti che le presenze descritteci da Fausta si manifestino con particolare intensita’ soprattutto attorno a lei, quasi a volerla proteggere e assicurarle che e’ lei la “custode” scelta per preservare il delicato equilibrio del castello. Un equilibrio che va ben oltre la nostra dimensione fisica.
Il racconto piu’ affascinante riguarda infatti un’esperienza vissuta da Fausta una decina di anni fa. La donna stava percorrendo la strada che dal castello sale fino all’altopiano del “grande leccio”. Giunta nei pressi di una curva, Fausta senti’ delle voci di persone che si avvicinavano. Non potendo ancora vederli, si sposto’ sul lato della strada per farli passare. Quando questi comparvero da dietro la svolta, si trattava di una processione di persone: giovani donne che portavano cesti di fiori e frutta, boscaioli, cacciatori, contadini con i loro rispettivi attrezzi, gente nobile o ben vestita che camminavano nella direzione del castello. La cosa straordinaria erano i vestiti, che sembravano appartenere all’epoca medievale. Nessuno sembro’ accorgersi di Fausta, le passarono accanto come se niente fosse e proseguirono. Fu a quel punto che la donna si accorse di una figura tozza e deforme che caracollava in coda alla processione. Sembrava un nano o un giullare o una persona di alto lignaggio, forse di sesso femminile. Il nano invece si accorse di Fausta perche’ si volto’ verso di lei per osservarla con un’espressione enigmatica sul viso.
Fausta segui’ quello strano gruppo fino alla porta del castello, Ma anche la struttura era completamente diversa da come la conosceva: vi erano torce sulle mura, soldati a guardia del ponte levatoio, e l’aria era pregna dell’odore intenso di carne arrostita, di legna bruciata e del suono di incudine e martello. Anche se stava scendendo la sera vi era abbastanza luce per osservare tutti i dettagli. Giunta sul ponte levatoio, la figura deforme si giro’ nuovamente verso Fausta come per invitarla ad entrare, ma a quel punto una nuova immagine si sovrappose al nano e, al suo posto, la donna pote’ vedere un grosso istrice.
Questo racconto ci sembra un episodio chiave per tentare di dare una spiegazione a tutti gli eventi che sono accaduti a Rosciano. Il fatto che, in altre occasioni oltre a quella descritta sopra, Fausta abbia potuto intravedere immagini della vita del Castello come doveva essere secoli prima, rafforza l’idea che ci si trovi di fronte ad un caso di “sovrapposizione dimensionale”. A Rosciano, per qualche ignota ragione, due realta’ parallele non sono perfettamente separate ma in alcuni punti si sovrappongono e addirittura possono “invadere” il loro reciproco spazio/tempo. In presenza di Fausta tali “porte” sembrano aprirsi con piu’ facilita’ (e stiamo ancora investigando le ragioni di questo), ma effetti simili si verificano anche alla presenza di altre persone.

[CONTINUA]
09/10/2018 19:27:16

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