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MACERATA CON IL FIATO SOSPESO: E' IL GIORNO PIU' LUNGO

Intanto la mamma di Pamela si appella alla comunità nera: date alla Procura notizie ‘utili’

Maurizio Verdenelli
Capoluogo bloccato per sei ore. Scuole chiuse nella mattinata. Il corteo contro fascismo e razzismo sarò guidata da Gino Strada e Sabina Guzzanti




Sei ore che rischiano di travolgere Macerata che oggi dalle 14 alle 20 -ma sin da questa mattina- si ferma letteralmente tenendo il fiato sospeso con la mente e il cuore rivolti ai Giardini Diaz (il nome del generale è solo una sfortunata coincidenza rispetto a Genova, 17 anni fa) dove quattromila giovani, si stima provenienti dalla Penisola e pure dal nord Europa si ammasseranno per manifestare contro fascismo e razzismo. E’ il D-Day. Chiuse le scuole sin dalla mattinata, chiuse le chiese nel pomeriggio (su indicazione del vescovo, il tifernate Marconi), fermi i mezzi pubblici, pedonalizzato il ‘giro’ delle mura, mobilitato l’ospedale che non accoglierà trasferimenti di malati da altri presidi. Il manager dell’Area Vasta, Maccioni ha chiesto all’intero personale sanitario, di rendersi reperibile in caso di emergenza. Ferie e ‘corte’ saranno nel caso recuperate. Rinviato al 18 anche il Carnevale previsto con la madrina Stefania Orlando (Francesca Fialdini aveva già declinato) nell’ovale degli stessi Giardini comunali, domani e pure tante altre manifestazioni, queste di ordine culturali, già programmate.
Gli organizzatori hanno intanto promesso che sarà una manifestazione pacifica: in testa Gino Strada (Emergency), la regista ed attrice Sabina Guzzanti e il leader del SI, Fratojanni. Il sindaco ha autorizzato il corteo che non sarò però ammesso nella parte alta della città. Ed ora la ‘piccola’ Macerata, candidata ad essere Capitale della Cultura (lunedì scorso al Mibact, il sindaco/avvocato ha concluso un’appassionata arringa: tutte le città finaliste meritano il titolo, tuttavia Macerata, caso nazionale e mondiale, di più) è diventata un laboratorio di avvenimenti più grandi di lei. Una cristalleria, insomma, di appena… un metro quadro.
Nella mattinata di ieri intanto è stato rimosso un altro striscione inneggiante a Luca Traini, lungo la rotatoria viaria di Morrovalle scalo. E sarà una giornata di possibili svolte per le indagini: a Macerata è stato fermato un altro nigeriano e a Milano un altro ancora in compagnia della moglie, alla stazione centrale. L’orrore dell’autopsia sul cadavere smembrato di Pamela fa parlare l’Italia dei forum tv. Gianluigi Nuzzi si è addirittura (e per la prima volta) commosso ieri sera davanti al dolore di Alessandra Verni, la mamma della diciottenne romana. Ha avuto parole amare, sostenuta da Stefano, contro tutti la signora: “Mia figlia voleva vivere, addirittura le sarebbe piaciuto diventare criminologa. Invece è morta con un atto di estrema violenza e il suo cadavere oggetto di un vilipendio assurdo, da parte di uno ‘specialista’”. Ed è caccia senza quartiere allo ‘specialista’ che con orrendo metodo scientifico ha sezionato, dissanguato e lavato con 10 litri di varechina il corpo che presenta due coltellate: al fegato e al basso  ventre, un forte colpo al capo. Alessandra Verni, sollecitata da Nuzzi, ha lanciato un appello; che la comunità nigeriana si riveli solidale con il suo dramma dando informazioni ‘utili’ alla Procura.
Macerata non dimentica certo la ‘sua’ Pamela, la ragazza venuta nel suo hinterland per un percorso di cura resosi necessario per essere anch’ella precipitata nella stessa ‘malattia’ di un amico che lei intendeva salvare. Nessuno dovrà strumentalizzare la storia di questa ragazza che è diventato un lutto cittadino per ciascun maceratese. Di ciascun cittadino cioè di una città che delitti tanto ‘efferati’ non li aveva mai conosciuti, così come ha dovuto spiegare la vicesindaca Stefania Monteverde ad un’inviata che pensava di rovistare negli armadi ‘degli scheletri’ del capoluogo.
10/02/2018 02:25:22

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