ECONOMIA

IL CODICE DEL MINOTAURO – BANCA MARCHE, PICCOLA BANCA, GRANDE CASO

La sistematica 'epurazione' delle minoranze creditizie per mantenere l'Italia in ginocchio

Diego Antolini
La premessa sta in un articolo de Il Fatto Quotidiano del 17 ottobre 2015. All'epoca BM era gia' in piena crisi ma attendeva una ricapitalizzazione del Fondo Interbancario sulla Garanzia dei Depositi di 1.2 miliardi per evitare la bancarotta.
Il Fatto Quotidiano scriveva: "Dietro la sistematica distruzione del sistema bancario italiano ci sono storie a cui la fantasia di un romanziere non arriverebbe."
Il pezzo e' incentrato su Franco D'Angelo e i suoi tour in Porsche per riscuotere una percentuale (5%) su ogni prestito che veniva chiesto all'Istituto creditizio gestito da Massimo Bianconi.
D'Angelo, commercialista di alto bordo (sindaco revisore di BM, tesoriere del Rotary Club, revisore dei conti nei maggiori gruppi industriali della zona come Scavolini e Berloni, della municipalizzata Pesaro Parcheggi e del Rossini Opera Festival).

Prosegue l'articolo:"Nelle Marche domina l'indifferenza. La storia e' stata raccontata sul Resto del Carlino da Roberto Damiani. Nessuno si e' scandalizzato ne' sorpreso."

e ancora:"I commissari che da due anni le fanno la respirazione bocca a bocca hanno detto che 'quello di Banca Marche e' il maggiore disastro bancario italiano dopo quelli di Roberto Calvi e Michele Sindona'."

E, conclude:"Quindi e' andata cosi': Banca Marche chiede 180 milioni al mercato nascondendo la diagnosi infausta di Bankitalia, la Consob (a cui Bankitalia tiene nascoste le sue lettere) autorizza l'aumento di capitale, Bankitalia non fiata (la vigilanza forse non legge i Prospetti), e gli azionisti di Banca Marche buttano via 180 milioni senza che nessuno li fermi. Pero' dopo tre anni (a cose fatte, anzi sfatte) Consob e Bankitalia multano gli amministratori e la magistratura li indaga per "ostacolo alla vigilanza". Se questa storia non e' un'eccezione (e sappiamo che non lo e') per il futuro del sistema bancario c'e' da avere paura.
In queste parole si cela molto dello scenario inquietante che descrive un sistema bancario come il sistema "facile" del far girare moneta per interessi personali piuttosto che per esercitare il business del credito che possa portare vantaggi economici alla comunita'.
Due cose mi colpiscono in modo particolare: l'indifferenza della gente e la piena consapevolezza degli operatori del settore.
Indifferenza. Ma si tratta davvero di questo? O e' piu' semplicemente timore e insicurezza che rasenta l'omerta'? La banche da sempre sono viste, dalla gente comune, come un calderone labirintico in cui il denaro segue percorsi incomprensibili sia in entrata che in uscita. Molta e' l'ignoranza sul funzionamento del meccanismo del credito (e le "regole di trasparenza" pubblicate dagli istituti evidentemente aiutano molto poco), ed e' arcinoto che si ha paura di cio' che non si conosce. Di fronte a una societa' che non sembra sostenere i piccoli risparmiatori ma "gioca in borsa" anche con i loro soldi, la gente comune non ha strumenti per poter reagire tempestivamente. E' su questo che gioca l'altra parte, la categoria dei "manager" e loro figure satelliti (sempre sull'articolo che ho inserito in premessa, l'avvocato difensore di D'Angelo ha detto di non preoccuparsi particolarmente del processo, tanto sarebbe andato presto in prescrizione).

Piena consapevolezza. E' il fatto piu' grave, essere parte del sistema bancario, conoscerne le regole e usarle per "piegarle" ai propri voleri con la consapevolezza di farla franca nove volte su dieci. E se una volta va male pazienza, tanto c'e' la prescrizione (istituto giuridico piu' usato della carta igienica, e per esigenze simili).
E' un sistema, quello bancario, che esiste in forme piu' o meno simili dai tempi delle Crociate, quando si davano pezzi di carta ai viaggiatori che dall'Europa andavano in Terra Santa, e che potevano tenere la propria merce preziosa "al sicuro" in patria, sotto l'occhio vigile del funzionario.
E' un sistema che, diciamolo, puo' garantire sicurezza per certi versi, ma non e' mai riuscito a conquistare la piena fiducia di chi lo utilizza.
Ma la storia e i meccanismi bancari merita un approfondimento a parte.

[CONTINUA...]
07/02/2018 17:37:35

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