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PERUGIA E MACERATESE: COSI' VICINE, COSI' LONTANE

Benedetto Verdenelli
Legate ancora dal ricordo di una partita di 51 anni fa. Poi Bucchi e Giunti, i due tecnici lanciati dal club biancorosso ed approdati alla corte del Grifone. E l’amaro in neroazzurro di Ringhio Gattuso. Ma la sorpresa ora è dietro l’angolo: Matelica di Canil



Così vicine, così lontane. Quasi legate ancora da una partita disputata 51 anni fa. Come se ne avesse segnato i destini per più di mezzo secolo. Eppure c’è stato un momento in cui sembrava che ci fosse tempo per una clamorosa rivincita. La Maceratese oggi non esiste più ma i propri tifosi, si.  Partecipando in massa ad un’assemblea pubblica indetta proprio per fare chiarezza sul futuro, hanno dimostrato che il fuoco della passione non si è spento. Il Perugia attraversa, dal canto suo, una delle stagioni più sbiadite degli ultimi anni, nonostante le premesse. Tifoseria e società sono ai minimi storici. Pensare che per decenni i due club non si sono neppure sfiorati per via del divario tra categorie, e poi i biancorossi marchigiani che hanno “apparecchiato” gli ultimi due tecnici proprio al grifone:  Bucchi e Giunti (poi sostituito da Breda). Impensabile fino a qualche anno fa. Ancora più sorprendente fare un piccolo salto con la memoria di due stagioni con la Rata che ha cullato al ungo il sogno di approdare in serie B, frantumato da una società e da una squadra completamente destabilizzata al suo interno. Il resto lo ha fatto il Pisa di Gattuso. Neroazzurri che avevano già negato la cadetteria proprio al Grifo due anni prima (giugno del 2013) spuntandola in semifinale play-off con un gol in zona Cesarini al “Curi” gremito da 15.000 spettatori. Eppure nella storia della Maceratese un ricordo dolcissimo nell’impianto del capoluogo umbro c’è: 1-0 al Pontevecchio e controsorpasso in testa alla classifica di serie D al Forlì che una settimana prima aveva violato l’Helvia Recina caricato dagli 8.000. Alla fine fu C2, era il 1993. Rimane però quel 5 Marzo 1967 e quel 3-1 del Perugia a tenere cristallizzato nel tempo le distanze. La sorpresa però è dietro l’angolo e ha paradossalmente gli stessi colori: il Matelica di Canil. I biancorossi infatti, comandano con margine la D e nel caso di grande salto nei professionisti potrebbero affrontare i propri match gare interni all’Helvia Recina. Macerata è pronta ad accogliere e ci spera, plasmare una squadra con la quale l’intera provincia possa riconoscersi? Sarebbe uno straordinario segnale di unità di un territorio che ne ha davvero un gran bisogno. L’idea è in piedi. Perugia non sarà mai stata così vicina.   
06/02/2018 02:16:05

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