ATTUALITÀ

PAMELA, INNOCENT E LUCA

Luciano Magnalbo'
Lucia Annunziata in un suo editoriale assimila Macerata ad una città del Far West, violenta e senza regole, dove un esaltato ha tentato di fare una strage di neri con sulle spalle la bandiera italiana, sparatoria conclusa con un saluto fascista al Monumento dei Caduti . Ritiene l’Annunziata che questa città di provincia, che molti prima nemmeno sapevano dove stesse, sia divenuta l’emblema di una Italia imbastardita e razzista, dove cova l’odio per gli immigrati, dove questi non vengono accolti, e dove si ostacola la loro integrazione. Non è così, Macerata è la sede del Gus, che quest’anno per la custodia degli immigrati nel territorio fattura  più di venti milioni di euro, è città retta da una giunta del tutto propensa all’accoglienza ed alla integrazione, e con un Vescovo molto attivo e dinamico che segue i canoni di Papa Francesco. Macerata – ha dichiarato il sindaco – è una delle città più accoglienti d’Italia.
Purtroppo però che accanto a questa grande accoglienza manchino opere di prevenzione e controllo, i  giardini Pubblici di Macerata, i giardini Diaz dove andavano le madri con le carrozzine e i bambini, sono diventati un inviolabile supermercato della droga in cui spadroneggiano  incontrastati soggetti  di colore che, con permesso di soggiorno o meno, comunque sempre in attesa di qualcosa dalle lentezze burocratiche, sono condannati – nel regime di grande accoglienza - a passare le loro giornate senza un lavoro e senza saper cosa fare. Sono soggetti giovani, senza famiglia, senza donna e senza denaro, privi di qualsiasi risorsa e affetto, che trovano come unica via d’uscita lo spaccio di droga, loro sicuramente fornita dalle organizzazioni che notoriamente gestiscono tali mercati; in un dossier pervenuto due anni fa alla Procura di Fermo da fonti attendibili si riferisce di una mafia nigeriana che gestisce in Italia il traffico di esseri umani, l'immigrazione clandestina e un giro di denaro miliardario; il rito di iniziazione prevede che il candidato a farne parte beva del sangue umano,  e gli affiliati sono soliti ricorrere a tortura e vendette.
Qualcosa nel delitto di Pamela ricorda tali canoni, e ciò mette ancora più preoccupazione e paura.
I giardini – come abbiamo già detto –  Fontescodella, la stazione ferroviaria e quella delle corriere,  sono in città le sedi operative, conosciute da tutti, e dove sono state fatte ultimamente, tra il plauso dei cittadini, delle retate e chiuso un bar, misure purtroppo inutili, perché qualche giorno dopo il giro è ricominciato come prima, in quanto in Italia i prevenuti  vengono subito rimessi in libertà e ritornano delinquere. Inoltre se un senza permesso di soggiorno viene condannato o riceve un foglio di via, gli basta fare appello o ricorso al Tar perché abbia il diritto di restare  ancora per molto, secondo i tempi della nostra  Giustizia.
S’inseriscono in questo contesto la morte di Pamela nella casa del pusher  – forse per overdose o forse per omicidio – e l’orribile e feroce suo  smembramento, questo sicuramente opera del padrone di casa da solo o con complici. La città è inorridita, l’orrore si è trasferito in sede nazionale, molti sono stati i commenti, alcuni dei quali molto garantisti nei confronti del nigeriano, e anche l’Annunziata scrive.. La polizia pare sicura della colpevolezza; ha fatto seguito a questa efferata violenza  il folle raid di Luca Traini, deciso a compiere una strage di neri per vendicare il martirio di Pamela, un raid cui lui stesso ha voluto attribuire una impronta di stampo fascista, con tanto di conclusivo saluto romano, circostanza che ha scatenato sciacallaggi elettorali ad ogni livello, Presidente del Consiglio compreso. Per questo raid è accorso immediatamente il Ministro Minniti, a dare a Macerata la solidarietà del Governo contro l’incalzante montare della violenza di destra, mentre per Pamela, sezionata e messa in valigia, vittima del giro nero della droga, nessuno si è mosso per vedere come stavano le cose, e quali collegamenti ci potessero essere tra il pusher  squartatore, le bande dei giardini e di Fontescodella nonché con i loro fornitori; nemmeno la Boldrini ha ritenuto di accorrere, lei che si era mossa immediatamente per la morte di Emmanuel Chidi Nnamdi a Fermo, un nigeriano aggredito da un bianco. A Macerata quindi  il problema non è il razzismo, bensì  lo spaccio della droga in ogni angolo della città gestito da gente di colore. Pochi giorni fa un ragazzino che è arrivato in classe fatto, incapace di intendere e di volere, aveva incontrato uno di questi  pusher  che si aggirano intorno alle scuole; i padri e le madri cominciano ad avere molta paura, e sono sdegnati che non vi sia un  coordinamento tra Comune, Forza Pubblica e Magistratura per estirpare alla radice tale fenomeno, bonificando una volta per tutte  le arcinote zone sensibili. La politica dell’accoglienza a oltranza e senza limiti, fonte anche di speculazione e di malaffare, si rifiuta però di fare tali collegamenti, denuncia il razzismo fascista di un singolo esaltato ma non lo smembramento di un corpo, forse secondo un preciso rito, in collegamento con  il dilagare in città di droga nera,  in un continuo scollamento con il sentire della gente comune che vive le vicende sulla propria pelle, a cominciare dalle inconsulte preferenze di cui gli immigrati godono rispetto agli italiani, vedi case popolari e varie liste di attesa, per finire con il pusher piazzato indisturbato vicino alla scuola o accanto al portone di casa. 
06/02/2018 02:07:56

http://www.cronachedeisibillini.com/cdsarticolo.aspx?idArt=81
I testi presenti sul sito sono liberamente utilizzabili per fini culturali e comunque non di lucro, a patto di citare chiaramente la fonte di provenienza Cronache Dei Sibillini (cronachedeisibillini.com), gli eventuali autori del testo, quando indicati, le date di redazione ed aggiornamento e l'url relativa. Il Gruppo The X-Plan gestisce la comunicazione per conto di CdS ma non e' responsabile per la selezione e la pubblicazione dei suoi contenuti.