ATTUALITÀ

UN FILO NERO NEL NOME DI TRAINI LEGA UMBRIA E MARCHE

Maurizio Verdenelli
“Macerata è solo l’inizio”: trovato un cartello oltraggioso sotto il ritratto del poeta della non violenza Paolo Vinti in pieno centro storico a Perugia. Indaga la Digos. Rifondazione parla di ‘imbecillità dei fans del fascista’ il cui avvocato pur condannando l’azione ‘scellerata’ del suo assistito punta l’indice contro la Politica che non ha saputo finora dare risposte al problema epocale dei migranti



C’è un filo nero che continua a legare Macerata e Perugia sin dai tempi del ‘68. Ieri mattina nel capoluogo umbro in pieno centro storico, in via Cartolari, sotto l’immagine del poeta Paolo Vinti, scomparso qualche anno fa, qualcuno ha scritto: “Macerata è solo l’inizio…”. “Un atto odioso, davvero grave” l’ha definito la governatrice Catiuscia Marini che ha chiesto alla Digos che indaga, il massimo sforzo per arrivare all’identificazione degli autori. Per Rifondazione comunista è uno ‘sfregio alla storia antifascista della città” e alla memoria “del compagno Paolo Vinti che ai temi della pace e della tolleranza” ha dedicato tutta la sua opera letteraria. In particolare il segretario di Rifondazione, Oscar Monaco ha dichiarato: “Di fronte all’imbecillità dei fans del fascista che ha seminato il panico a Macerata, ricordiamo le parole della madre di Pamela che rivendicando piena giustizia per la figlia, ha condannato fermamente l’attacco: ‘Non siamo razzisti ed anche Pamela se fosse ancora viva sarebbe inorridita di fronte a questo atto di odio’”. Da parte sua l’Udu, la sinistra universitaria lancia l’allarme: “Nuovi fascismi da combattere”. E il Pd condanna chi “nella culla del pacifismo capitiniano (il nipote del grande filosofo Aldo, vive a Pesaro e fu per qualche tempo segretario nazionale dei Verdi ndr) e della politica della tolleranza e del confronto, ha compiuto un gesto di una violenza grave ed inaudita”.
Già i ‘fans’ di Luca Traini: messaggi di solidarietà vengono indirizzati en plein air, per strada al suo legale, Giancarlo Giulianelli. Che li definisce ‘allarmanti’ giudicando ‘scellerata l’azione del suo assistito’, ma che pure danno la misura del dramma del problema immigrazione e del fallimento, finora, della politica nel trovare una soluzione. “Destra, sinistra e centro come hanno trattato il problema dei migranti? Se questo è il risultato…Traini è solo la punta di un iceberg, la più eclatante da condannare ma la base è molto più vasta” ha dichiarato il penalista maceratese. Che sarà oggi ad Ancona al fianco di Traini, accusato di strage aggravata dall’odio razziale, sottoposto nel carcere di Montacuto (il suo vicino di cella è il coetaneo nigeriano Oseghale) all’interrogatorio di garanzia. Il tolentinate non ha mostrato alcun pentimento e ai giornalisti il procuratore capo di Macerata, Giovanni Giorgio ha rivelato che l’attacco in un primo momento era stato pensato contro Innocent Oseghale, fermato per l’omicidio di Pamela Mastropietro, sabato mattina in tribunale per la convalida del fermo. Poi vista l’impossibilità di superare il check in  all’ingresso del Palazzo di Giustizia, Traini a bordo dell’alfa nera aveva percorso le vie della città ‘a caccia’ di chi solo per il colore della pelle poteva essere legato al nigeriano indagato per la terribile morte di Pamela. Nel nome della ragazza, Traini sarebbe stato travolto in una mattinata di straordinaria follia -sulle prime la folla terrorizzata aveva pensato all’azione del fidanzato romano della Mastropietro.
Che il tolentinate non avesse in precedenza mostrato segni di personalità violenta, continuano ad esserci testimonianze. Come quella di Lucia Nardi, treiese, poetessa vincitrice di premi importanti in Italia, impegnata nella cura di eventi culturali la quale ha confidato come una sera fosse stata accompagnata in auto dal Traini, suo ottimo conoscente, preoccupato egli dalla possibilità che ad una giovane sola potesse capitare qualcosa di sgradevole nella pur tranquilla provincia maceratese.
Il caso Macerata ha fatto ‘irruzione’ anche a Bruxelles: commenti di condanna da parte della Commissione per un gesto che va, al di là dei rilievi criminali, contro lo spirito fondante dell’Unione. Intanto a Roma, Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia) ha puntato l’indice contro il ‘Palazzo’: in particolare per l’assenza di cordoglio mostrato dalle Istituzioni nei confronti della mamma di Pamela, la prima, straziata vittima  (assolutamente vittima) di questa spirale di odio. Che sta scoperchiando, nel nome di ‘Macerata città della Pace’ -segnala il cartello d’ingresso- un Paese ed un Continente interi rivelando in ogni caso il fallimento, finora, della politica (senza p maiuscola, per favore, proto) demandata dai popoli a risolvere nodi epocali e millenari, peraltro abbondantemente previsti.
06/02/2018 01:59:22

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