ATTUALITÀ

INNOCENT OSEGHALE IN CHIESA NELLA GIORNATA DEL MIGRANTE

Luca Traini? “Gli ho mandato un messaggino per dirgli di stare in guardia: un pazzo sparava ai passanti”

Maurizio Verdenelli
Pacco in parrocchia per il nigeriano, domenica 14 gennaio. La testimonianza di una giornalista sul tolentinate: “Ragazzo che per anni ho sempre creduto tranquillo. Che doccia gelata!”. Il vescovo, dopo la messa scampato alle pallottole: “E’ un nostro fallimento”




Luca Traini e Innocent Oseghale nello stesso carcere, quello di Montacuto. Per entrambi il regime di isolamento impedirà loro d’incrociarsi come potrebbe essere accaduto a Macerata, lungo l’anello di circonvallazione a pochi passi dal monumento alla Vittoria dove il “Giustiziere” è stato catturato. Lui, Traini, a farsi tatuare in un centro d’estetica, il secondo in un vicino locale di slot machines stando a chi l’avrebbe riconosciuto. Il 14 gennaio, Giornata del Migrante e del Rifugiato, a riconoscere ‘a posteriori’ il giovane nigeriano (coetaneo del tolentinate) fu l’assemblea dei fedeli al termine della messa cui Oseghale aveva partecipato ascoltando dal celebrante la parola di papa Francesco: “Accogliere, proteggere, promuovere ed integrare i migranti e i rifugiati”. Il parroco si era rivolto ai fedeli indicando il giovane migrante, che aveva conosciuto poco prima, per un aiuto, un gesto di umana solidarietà. Che era subito venuto pel tramite di un pacco contenente una coperta che insieme con altri generi di conforto e di prima necessità erano stati messi a disposizione di tutti i migranti presenti. Adempiendo così ad un dovere cristiano da parte di una popolosa ed attiva parrocchia (Santa Croce comprende via Spalato dove alloggiava Oseghale) di una città che ha come patrono Giuliano, il Santo Ospitaliere. “Questo è un nostro fallimento” ha detto ieri a Luigi Accattoli che l’intervistava sul Corriere della Sera, il vescovo di Macerata, il tifernate Nazzareno Marconi. “Povera vittima, povero (presunto) assassino, povero giustiziere. E povera società nostra che li ha generati. La vicenda della ragazza, di Pamela Mastropietro, ci dice che non siamo capaci di educarli” ha aggiunto monsignor Marconi scampato anch’egli (come Maurizio Angeletti, abbiamo rivelato) per poco dai colpi sparati da Traini dall’alfa nera che percorreva corso Cairoli nei cui pressi s’affaccia la chiesa dove il vescovo aveva appena celebrato messa. “Era un ragazzo buonissimo” ha detto ieri ai cronisti la madre di Luca, accusato di ‘strage aggravata’. Dice una collega “lo conosco sin da quando eravamo entrambi adolescenti. Sempre sorridente, mai una nuvola nera. Confesso che quando l’ho visto in foto e in tv quasi non lo riconoscevo: è stata una doccia gelata. Vuoi sapere una cosa? La nostra amicizia era così salda che mi sono preoccupata per lui, come per altri pochi, appena il sindaco ha inviato nelle redazioni, via whatsapp, l’allarme: nessuno esca da casa. Ed ho girato il messaggio a Luca… appena bloccato dalle forze dell’Ordine!”. Traini conosceva Pamela? “Assolutamente no!”.
Per Macerata è stato una domenica ‘bestiale: ancora su tutti i media italiani ed internazionali. Altre 24 ore da incubo mentre i commenti politici ‘piovevano’ senza soluzione di continuità sulle scrivanie delle redazioni; l’ultimo quello di Erdogan appena sbarcato a Roma. Il presidente della Turchia in riferimento all’episodio marchigiano ha paragonato la xenofobia al terrorismo.
Ai Giardini Diaz, dove qualche giorno prima s’erano incontrati Pamela ed Innocent, tanti maceratesi si sono dati convegno ieri sera. Il bel rettangolo verde è tornato per qualche ore in mano alla città che ha messo in fuga con la propria ‘fisicità’ l’ingombrante presenza dei pusher. “Sono madre e mamma di neri e ieri mia figlia tra le lacrime mi ha detto che non sarebbe più uscita di casa”. Non sono mancati anche commenti rivolti alla sicurezza sociale su una piazza diventata sovraffollata e dunque esplosiva.
Intanto fino a notte fonda in un centro storico blindato, in piazza della Libertà hanno stazionato numerosi mezzi di Polizia e Carabinieri. Nulla ha però rotto la calma piena di angoscia della città, come nei giorni post terremoto cui questi molto assomigliano: silenziata la ‘movida’, giovani smarriti e degli ospiti neri un’assenza che perdura da sabato per vie e piazzette. 
05/02/2018 03:19:13

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