ATTUALITÀ

IL CIELO SOPRA MACERATA

Un sabato di straordinaria follia

Maurizio Verdenelli
Un sabato di straordinaria follia. “Segno di un disagio sociale che nasce dall’insicurezza e dalla paura” ha dichiarato ieri sera il presidente della Ce ed arcivescovo di Perugia, cardinal Bassetti. Tra i feriti, tutti di colore, poteva esserci anche un bianco: la drammatica testimonianza dello scrittore e poeta Maurizio Angeletti. “Salvo grazie ad un incontro fortuito”




“Segno di un disagio sociale”. Il presidente della conferenza episcopale italiana ed arcivescovo di Perugia, cardinal Gualtiero Bassetti, ha preso posizione ieri sera, alla vigilia della ‘Giornata della Vita’ “sull’episodio di Macerata”. Che per il cardinale umbro è “segno di un disagio sociale che nasce dall’insicurezza e dalla paura e non può trovare però giustificazione alcuna né essere sottovalutato nella sua oggettiva gravità”. ‘La Giornata della Vita’ (oggi) “ci impone anche di operare per custodire la qualità della vita nelle nostre città, favorendo inclusione e sicurezza”.
Dopo una mattina di straordinaria follia, è stato il sabato più difficile nella sua storia moderna per Macerata, fino a qualche giorno fa per antonomasia e nella media italiana ‘uno dei più tranquilli capoluoghi di provincia’ (sisma escludendo). I colpi della pistola semiautomatica di Luca Traini, 28 anni, sparati dalla sua Alfa nera 147, e i sei feriti tutti di colore, hanno finito per rompere una leggenda ‘di serenità sociale’ peraltro incrinata alle recenti, impressionanti statistiche sul consumo di droga tra i giovani. Ed infine e soprattutto, dal corpo fatto a pezzi di Pamela, 18anni, per cui è adesso detenuto un nigeriano coetaneo di Traini, Innocent Oseghale. Questi, fino alla scorsa settimana, ‘un bravo ragazzo che andava aiutato nel suo tentativo di avvicinarsi alla Chiesa’. “Traini e Pamela” non si conoscevano hanno comunicato nel pomeriggio madre e familiari della ragazza, smentendo la ‘voce’ circolata insistentemente secondo cui il giovane fosse innamorato di lei.
Il cielo sopra Macerata era plumbeo, ieri pomeriggio, ad annunciare la neve sulle montagne vicine e l’arrivo d’urgenza di Marco Minniti. Che ha presieduto il comitato provinciale della Sicurezza e dell’Ordine pubblico in una città, dov’era sceso improvvisamente un silenzio surreale, senza quasi più traffico né pedoni, blindata da decine di auto di polizia e carabinieri nei punti ‘caldi’ (sgomberato lo spazio di fronte alla statua di Garibaldi e del Bar King, uno dei luoghi ‘caldi’ della toponomastica della violenza estrema) e transennata piazza della Vittoria con gli uomini della Scientifica in tuta bianca a fare prelievi sull’alfa ‘parcheggiata’ davanti al Monumento ai Caduti di mussoliniana memoria. “E’ stata la violenza di un uomo solo, nessuno deve cavalcare l’odio” ha ammonito il ministro prima di rientrare a Roma. Un’esortazione che probabilmente cadrà nel nulla considerati i video fatti poi girare nei siti che ritraggono Luca Traini, candidato per la ega alle comunali 2017 di Corridonia per la Lega, insieme anche per qualche attimo con Matteo Salvini.
Tra i feriti, tutti di colore (“l’unico legame con il caso di Pamela” ha dichiarato Minniti), poteva esserci anche un bianco. Si tratta del 63enne passotreiese Maurizio Angeletti, già noto in tutta la provincia come imprenditore del ramo carto-librario ed ex titolare di una frequentatissima edicola di fronte all’Istituto dei Salesiani, in via don Bosco. Ospite della madre in questi giorni, nella casa di famiglia di via della Pace, Angeletti – ora scrittore e poeta (“La maschera delle ombre” presentato a Macerata Racconta e “Cassandra”)- deve ad un incontro casuale in via Maffeo Pantaleoni la buona sorte di non aver incrociato solo per qualche istante l’auto, in transito in corso Cairoli, da cui Traini stava esplodendo colpi con la sua semiautomatica. “Ho visto all’altezza del negozio di ferramenta Piermarini un amico del mio caro amico passotreiese Genesio Medori. E dunque con lui, fatti altri passi verso la rotatoria allo Sferisterio, mi sono fermato il tempo giusto perché non mi trovassi in corso Cairoli coincidentemente con l’alfa nera. E quando abbiamo sentito sparare da così vicino, la paura è stata tanta. Lo choc è rimasto per l’intera giornata”.  
04/02/2018 02:27:41

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