ATTUALITÀ

PAMELA E LA CIVITAS MARIAE

Pietro Pistelli*
Porre fine al quotidiano ‘permissivismo’ di un’ex tranquilla città di provincia: i Giardini Diaz trasformati in un market della droga a cielo aperto. Tutto l’orrore di un ‘fattaccio’ che mai avremmo voluto vivere. E’ restato per troppo tempo inascoltato il profetico monito di papa san Giovanni Paolo II, nella sua storica visita a Macerata nel nome di padre Matteo Ricci



Macerata, la Civitas Mariae, si sta a malapena in questi giorni risvegliando da un incubo. L’episodio di cronaca che la vede, suo malgrado, protagonista sta facendo il giro del mondo non solo d’Italia. Il ‘fattaccio’ pieno d’orrore è ormai notissimo. Pamela, una ragazza romana di 18 anni, bellissima e sfortunata, frutto della nostra società malata, è stata ritrovata, tagliata a pezzi, dentro due valigie, lungo la strada della zona industriale di Pollenza. Da maceratese, seppure da oltre trent’anni fuori dalla città natia, mi sorge l’obbligo di fare una riflessione. Leggendo le cronache cittadine, vengo a sapere che i giardini Armando Diaz, il duce della vittoria della Prima Guerra Mondiale, sono diventati luogo di spaccio. Quei giardini dove ho trascorso la mia spensierata gioventù, tra giri di atletica e partite di pallone nell’ovale, oltre ai ricordi delle prime ragazze del luna park. Era una società molto più controllata, dove tutti si conoscevano e c’era un rispetto dettato dall’educazione familiare che si intersecava con quella scolastica e religiosa. Oggi invece, quei Giardini sono diventati terra di nessuno, come del resto la stazione ferroviaria, dove è lecito salire sul treno, sfidando il controllore senza pagare il biglietto, e che se intervieni hai paura di prendere qualche coltellata. Macerata ormai è una città piena di extracomunitari, molti di più di altre località italiane, così dicono le statistiche (e forse ce ne sono più di quello che dicono).

Perché tutto questo? Cosa fanno per sbarcare il lunario questi ospiti? All’estero gli Italiani venivano fatti arrivare solo dopo la stipula di regolare contratto di lavoro: Svizzera, Germania, Stati Uniti e Francia avevano bisogno di braccia. Invece noi, oggi in piena crisi economica, non riusciamo a far lavorare nemmeno i nostri figli, i quali passano da uno stage all’altro o si ritrovano “parcheggiati” presso le nostre antiche Università. Si parla tanto di accoglienza, ma senza una regola questo termine da positivo diventa, oltremodo, negativo. Il risultato è il populismo, un moto di sdegno che avrà il suo apice dopo le votazioni politiche. La nostra concittadina Laura Boldrini, che ricordo insignita a San Ginesio del premio Fornarina, è nell’occhio del ciclone per supportare una politica che oggettivamente ha grossi limiti.

Civitas Mariae” è un titolo importante ma, allo stesso tempo, pesante “da meritare” disse il grande papa sn Giovanni Paolo II in visita alla città agli inizi quando annunciò nel nome del maceratese padre Matteo Ricci il desiderio di un viaggio in Cina che però in quegli anni 90 non fu possibile realizzare. Un appellativo che dunque deve essere meritato. Ebbene, la Chiesa attraverso l’educazione al rispetto di sé e degli altri, deve ritornare al centro del progetto di Formazione dei nostri figli. Tale proponimento deve essere supportato da una politica di lotta fattiva alla droga, colpendo ‘in primis’ con leggi severissime e reclusive, gli spacciatori che devono essere individuati e colpiti senza pietà e con magistrati che non possono più, applicando leggi permissive, lasciar liberi soggetti spacciatori di professione.

Non è questo un discorso di destra o di sinistra, ma che scaturisce da un autentico cuore maceratese che si sente ‘colpevole’ in prima persona, di questo fatto di cronaca (le locandine hanno utilizzato non a caso il termine ‘Orrore’ a caratteri di scatola) che ci deve far riflettere sui veri valori della vita e del rispetto verso la nostra comunità.

*Giornalista e Storico

03/02/2018 02:38:49

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