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L'EFFERATA VIOLENZA

Due donne al centro di altrettanti casi in tranquilli capoluoghi del Centritalia: Pamela a Macerata, Meredith a Perugia

Luciano Magnalbo'
La vicenda di Pamela, ritrovata a pezzi dentro due trolley, suscita orrore e rimbalza da Macerata sulla cronaca nazionale, un femminicidio particolarmente efferato, concluso con una perizia ed una cura che sfuggono a una mente comune: fare a pezzi un corpo umano, tagliargli la testa, lavarlo  e sistemarlo  in una valigia, non è opera semplice, occorre fredda attitudine e lucida determinazione.
Non voglio entrare nei commenti politici, ne ho già letti parecchi, alcuni ne condivido, alcuni altri negazionisti a oltranza di ogni razionale connessione mi hanno messo malinconia; quello che è sicuro è che dobbiamo ringraziare Questura, Ros, Carabineri e ogni forza intervenuta per la  fulminea operazione che ha portato al fermo del nigeriano.
In riguardo a Pamela stabiliranno i medici legali  e la Scientifica come la ragazza sia morta,  se il fermato abbia agito da solo o abbia avuto l’aiuto e la solidarietà della banda che si è impadronita dell’area che va dai giardini a Fontescodella; gli abitanti di via Spalato sono impauriti, credo che lo sia  tutta la città, tanto che il Sindaco ha ritenuto di fare un appello, chiedendo ai maceratesi di mantenere la tradizionale calma e di non dì farsi trascinare dall’odio: perché queste cose succedono, sono sempre successe, e non è questione di accoglienza e di razza come tanti vorrebbero.
Certo, questo di Macerata non è un caso unico, spesso si legge di povere donne impacchettate  e depositate ai bordi di un fiume, in un campo, o ai margini di una strada  poco frequentata, ma dietro al crimine si avverte in genere la presenza di una organizzazione che punisce per uno sgarro, una di quelle organizzazioni di import - export di esseri umani che senza nessuna pietà schiavizzano  anime disperate e spezzano vite.
Ora la vera domanda che ci dobbiamo porre, abbastanza inquietante, è se una di queste organizzazioni abbia messo base a Macerata, una città fino a ieri pacifica, quasi addormentata, dove ci si conosceva tutti e dove difficilmente succedeva qualcosa, e se succedeva era di piccolo cabotaggio: solo circa 30 anni fa avvenne un fatto grave,  un sarto  uccise la moglie, e fu difeso da Mimì Valori, il più valente dei penalisti del circondario; e dopo molti anni un altro fattaccio scosse la città, una moglie ancora viva fu tirata fuori da un cassonetto, una storia tristissima vissuta da tutti con sgomento.
Quello che è certo è che siamo in un momento di passaggio, da una antica realtà prevalentemente agricola siamo passati nel dopoguerra ad una società industriale, ed ora ci stiamo immergendo nel virtuale, un fenomeno culturalmente parificatore e globalizzatore che a poco a poco ci fa perdere le nostre origini ed i nostri principi: quindi Macerata con Pamela, e Perugia con Meredith, due città dove la violenza e la morte con violenza erano quasi sconosciute, che si accorgono che certi confini sono stati superati e che anche nel loro ambito oggi tutto è possibile: non più quindi chiavi sulla porta di casa, ma chiusure blindate.
Voglio chiudere con una nota dolente che riguarda l’uomo in genere: questo essere, questo animale speciale, ancora ha nel DNA il primitivo seme della violenza e della ferocia, due istinti  che i Romani fissarono nel detto homo homini lupus e dominanti anche nel divertimento: così gli schiavi e le belve al Colosseo, così le esecuzioni capitali a Castel Sant’Angelo nella Roma Pontificia, che avvenivano alla presenza di un popolo festante, e che fece una delle feste più memorabili quando un falso prete accusato di aver detto messa fu fatto squartare da quattro cavalli nel non lontano 1850.
Oggi, nell’epoca del virtuale, l’istinto della violenza e della ferocia viene alimentato da seguitissimi film che raccontano tragedie familiari, schiaffi, pugni e calci, sfide all’ultimo sangue, pestamenti, omicidi e torture, bambini che muoiono e donne seviziate, mentre per i più piccoli che lavorano alla play Station ci sono i video interattivi con uomini armati che si rincorrono e si sparano tra loro; il grande pericolo è che questa quotidiano stimolo alla violenza e alla ferocia porti ad un indifferente cinismo, e possa essere  facilmente trasferito dal virtuale al reale, cosa che purtroppo accade, come abbiamo visto con Pamela e con Meredith.  
   

  
02/02/2018 10:10:46

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