ATTUALITÀ

SE LA QUADRILATERO FINISCE IN UN TAPPO ANCONA E' LA SOLUZIONE

Marco Ribechi

VIABILITA' - L'opera, tra le più costose della storia d'Italia, permette di percorrere il tratto Foligno - Civitanova in un'ora circa per poi restare bloccati nel traffico all'uscita a causa di un semaforo e di un passaggio a livello. Colpa anche delle amministrazioni locali che cambiano colore e non si decidono sui progetti urbanistici. E intanto a luglio aprirà la Perugia Ancona



Ha rivoluzionato la viabilità del centro Italia, collegando Perugia alla costa maceratese in circa un'ora e contribuendo alla visione di una macroregione che accorpi le due realtà affratellate dai monti Sibillini. La possibilità di raggiungere velocemente il litorale, che per gli umbri appariva quasi come una chimera, è da un anno già realtà. Purtroppo però una delle opere più imponenti e costose della storia di'Italia termina in un vero e proprio tappo, di bottiglia o di pentola a pressione fa poca differenza. Come avranno notato le migliaia di vacanzieri che hanno popolato Civitanova Marche in estate gran parte del tempo risparmiato nel percorso viene sprecato di nuovo nel tentativo di uscire dalla superstrada. Colpevoli della coda infinita sono un semaforo demoniaco in accoppiata ad un passaggio a livello infernale che bloccano il defluire del traffico gettando gli automobilisti in gironi danteschi. Un problema spinoso ben conosciuto dai maceratesi che soffrivano di costipazione automobilistica anche prima della conclusione della Quadrilatero e che ora, specie durante la bella stagione, appare come un ostacolo da superare il prima possibile.

Il problema è però soprattutto politico e legato alle amministrazioni locali. Come ben disse Guido Perosino, amministratore unico di Quadrilatero Spa, nei giorni della carta di Sassoferrato tanto invocata dai sindaci del terremoto: "I lavori andrebbero molto più spediti se i Comuni decidessero una volta per tutte cosa vogliono". Parole sagge che in molti hanno interpretato come una frecciatina proprio alla giunta di Civitanova, e forse non solo. Già perchè nella città costiera una delle pietre di volta della campagna elettorale, costata la testa all'amministrazione di Tommaso Corvatta, è stata proprio sul tipo di opere da effettuare all'uscita della "Transappenninica". Da un lato la vecchia giunta, che aveva legato la costruzione di una rotatoria (al posto dei semafori) alla creazione di un ulteriore sottopasso (Civitanova è la città dei sottopassi che si trovano ad ogni accesso al centro) per arginare il blocco della ferrovia. Dall'altro le opposizioni fomentate dal comitato No Sottopasso che vedeva raggruppati residenti e commercianti della zona spaventati dalla possibilità di essere marginalizzati e isolati. La questione fu talmente delicata che esattamente due anni fa, il 29 gennaio 2016, il viceministro ai trasporti Riccardo Nencini venne a Civitanova per far chiarezza sui 12 milioni stanziati per entrambe le opere. Incontro che tra l'altro costò l'epurazione dell'allora vicesindaco Ivo Costamagna che già da mesi dava per certa la realizzazione di sottopasso e rotatoria e la disponibilità del denaro.

Talmente certa che oggi, a distanza di due anni, tutto è rimasto uguale e sembra non muoversi più una pietra. Il comitato No Sottopasso, unito all'attuale sindaco Fabrizio Ciarapica, tace e si accontenta di lasciare le cose come stanno. Il primo cittadino cerca soluzioni alternative trasformando il sottopasso in un sovrappasso all'ingresso zona stadio, opera fantasiosa attualmente senza progetto. Sta di fatto che per non perdere sei milioni di fondi qualcosa dovrà essere costruito ma su tempistiche e sostanza c'è solo il vuoto assoluto. Ad alzare la voce il consigliere comunale Sergio Marzetti che, dopo essersi opposto strenuamente al sottopasso corvattiano ora fa intravedere la possibilità di un sottopasso ciarapichiano con le parole: "Il sindaco chiarisca, dica se esistono alternative o accetti il sottovia". E mentre a Civitanova regna l'empasse la soluzione alternativa c'è eccome: si chiama Ancona – Perugia, la strada che sarà aperta a luglio su promessa dello stesso Perosino e che permetterà agli umbri di raggiungere nel medesimo tempo un altro litorale, quello anconetano, sicuramente paesaggisticamente più bello e ricco di strutture ricettive. Forse la riduzione drastica del flusso turistico e la perdita di numerosi appetibili clienti basterà per dare la sveglia all'amministrazione civitanovese abituata a molti contrasti e poca collaborazione. Per ora, dato che la stagione balneare ancora appare lontana, si può continuare a far finta di niente e a sopportare gli ingorghi durante lo shopping del fine settimana o per le partite della Lube, sconfitta in coppa Italia proprio da Perugia.

30/01/2018 18:41:36

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