ECONOMIA

PROVOCAZIONE STELLARE

Luciano Magnalbo'
Sicuramente qualcosa non funziona, il sistema si aggiorna di continuo, diviene sempre più tecnologico, e l'uomo - che con il suo tablet ed il suo smartphone naviga per tutto il mondo tra social, app e news - dimentica spesso se stesso: l’emotività non è più rivolta a viaggi interiori, né la curiosità alle cose e alle persone che ti stanno intorno, ma tutta l’attenzione è dedicata a quelle veloci immagini che scorrono sul video, che a volte governi e produci ma molto più spesso subisci.
All'umanesimo scientifico, giuridico e letterario si è sostituito, in una forma di controriforma epocale, un culto per le immagini, un mostro oggi venerato come divinità , di natura però perfida e punitiva, che non trova riscontro mitologico in alcuno dei Numi dell'Olimpo, e tantomeno storico in alcun Dio di tutte le epoche successive.
A questo culto dell’aspetto e del provvisorio, perfido e punitivo perché l’immagine e la bellezza svaniscono con il tempo, e quindi avanti un altro, si associa un culto due, che è quello del denaro, e del possederne sempre più a tutti i costi, sempre navigando nel virtuale; questo mostro due è la finanza planetaria, i cui flussi sono in continuo movimento alla ricerca degli scambi migliori.
Sappiamo che l'economia iniziò con lo scambio di cose, proseguì con la creazione di
un oggetto simbolico abilitato a circolare al posto della roba, proseguì ancora con delle varianti e deviazioni che attribuirono a quel circolante una pluralità di funzioni, fino alla convenzione che il denaro può generare carta, carta che genera carta e poi anche semplici numeri che appaiono negli schermi, carta e numeri che puoi comprare e vendere senza possederli, in una spirale snaturante la funzione primaria del denaro, e cioè il pagamento in cambio di produzione e di lavoro.
Il problema dei problemi è comunque costituito dalla limitazione della moneta in corso, non si può stampare moneta in quantità infinita senza procurare inflazione, e mentre la finanza anche oggi ne assorbe la maggior parte per farla volare in tutto il mondo, la quota destinata alle opere e al lavoro diminuisce sempre di più, creando disoccupazione e povertà; la finanza in realtà ha sempre imperato, anche molti Re divennero suoi schiavi, basta ricordare le masse di denaro per le guerre procurate loro dai banchieri tra il XIV e il XVI secolo, primo fra tutti a Carlo V, sul cui impero non tramontava mai il sole, ma che si reggeva su di un enorme e vorticoso giro giornaliero di cambiali e di altri titoli di credito destinati ad essere trasformati in liquido mediante operazioni di sconto a tassi di rischio molto sostenuti.
Ma la differenza tra allora ed oggi sta qui: con la telematica, e con tutti i processi virtuali di comunicazione e di conoscenza sempre più sofisticati e basati su stimoli di accelerazione, e con i dati che viaggiano in tempo reale da un capo all'altro del mondo, siamo divenuti preda di una speculazione senza sedi e senza confini, al di fuori di ogni controllo, in cui poche potenti centrali finanziarie riescono a decidere del destino monetario dei paesi più deboli, e quindi del destino economico e sociale di intere comunità.
E mentre Dio creò l'Universo con l'acqua e la terra, gli alberi ed i monti, la luce e i colori, donando agli esseri viventi un provvisorio e precario destino, l'uomo, la più stramba e forse più malvagia delle sue creature, e forse anche la più stupida, è sempre prigioniero della vana brama di accumulo e di potere come se non dovesse mai morire; inoltre s’è costruito intorno una enorme ragnatela di leggi e di regole, sempre più confuse e sempre meno ragionevoli (vedi la burocrazia) da cui dovrebbe essere garantito, ma da cui invece è sovrastato e reso schiavo.
Anche la moneta europea, che fu introdotta in Italia con una operazione che dimezzò il potere di acquisto ci ha punito, una cessione di sovranità che ha comportato più povertà e debolezza nei confronti del PIL, dello spread e delle altre negatività finanziarie; ed ora, per l’insofferenza verso lo strapotere della Commissione, che con le sue regole tende a soffocare le economie dei Paesi più deboli e a rendere stagnante la generale condizione dell’Europa, si sta producendo il rafforzarsi di una forza centrifuga, e molti dei Paesi membri vorrebbero svincolarsi e ritornare a comandare in casa propria.
Ma forse tra non molto anche l’euro, che comunque ha le sue positività, entrerà a far parte della archeologia monetaria, sovrastato dal potere di acquisto di economie di Paesi come India e Cina in forte espansione; e banchieri ed operatori della finanza saranno costretti a volare sempre più in alto, e a costruire un qualcosa di monetario che trovi la sua regola in norme di carattere extraterrestre collocate fuori dai confini legislativi del nostro pianeta; per porre tali vincoli questi operatori si riuniranno in una piattaforma nell'etere a studiare come comprimere i diritti umani anche in quegli spazi, dando alla moneta, sempre più virtuale, una quotazione valevole anche per la luna e per tutti i pianeti, qualora in essi ci sia qualche forma di vita: una normativa universale diretta a creare un sistema monetario solare, di fronte al quale quello terrestre diverrà una voce roca come quella dell'altoparlante di un mercato rionale.
A fonte di tutto questo, tra realtà e fantascienza, l’unico modo per difendersi è ritornare alla storia dell'idea, dell'anima, della flessibilità del pensiero, della speranza, della pietà, dell'irrazionale, dell'ignoto, dell'immenso, della relatività e della fede, una storia che nasce e muore con ogni uomo, una storia che si rigenera continuamente, e per questo eterna e insopprimibile.
 

30/01/2018 14:45:04

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