STORIE

‘FELIX AUSTRIA’ E PURE PALERMO: GIOSUE' CALACIURA: 'LA MAFIA E' STATA SCONFITTA, MA CHE PAURA QUELLA PISTOLA ALLA TEMPIA DURANTE IL MAXIPROCESSO!'

Ad un convegno a Macerata sponsorizzato da Franco Moschini (ex Frau ora Thonet Vienna) le rivelazioni del giornalista/scrittore siciliano

Maurizio Verdenelli
Felix Austria e ‘Macerata granne’: per una sera si può. Franco Moschini torna nella sua città, nel quartiere natio de ‘Le Casette’ il borgo dei popolani fuori dalle mura lasciato per amore della tolentinate Isabella Brandi, figlia del mitico Nazareno Gabrielli. L’ex patron di ‘Frau’, amico personale di Luca Montezemolo, è stato l’ospite d’onore, come main sponsor, della serata conclusiva de ‘I giorni della merla’ nell’auditorium al coperto dello Sferisterio -fu sala di film non propriamente rimasti nella storia della cinematografia. Nel nome e per amore di ‘Macerata granne’ ha detto Moschini che ha fatto rinascere a Tolentino il Politeama e sta contribuendo al restauro dello storico teatro Vaccaj. Ed ora sta dando nuova vita ad un marchio celebre: Gebruder Thonet Vienna (acquisita dalla Holding Moschini spa) produttore dal 1853 della seduta minimalista più nota al mondo: il modello 14, di cui sono state venduti 50 milioni di esemplari. E ieri sera tutto è risultato incentrato nel nome di quel prodotto cult che costava appena come 36 uova o un litro e mezzo di vino -Thonet come molto più tardi Ingvar Kamprad il fondatore di Ikea, deceduto ieri- è stato ricordato- facendo rivivere i caffè letterari dove si incontravano intellettuali, artisti, musicisti, scienziati, architetti e filosofi.

Un tardo pomeriggio ‘viennese’ dunque con la Felix Austria a far capolino per la prima volta a Macerata che si appresta a vivere il rush finale da finalista –è nelle top ten- di Capitale della Cultura il 165 prossimo. “Il 5 prossimo abbiamo l’audizione a Roma” annuncia il sindaco Romano Carancini presente con l’assessora alla Cultura, Stefania Monteverde “e la lectio stasera di Giosuè Calaciura, giornalista e scrittore palermitano, ci servirà. E molto”. Infatti per una stravaganza apparente, o meglio come è stato detto, per una ‘doppio salto’ mortale la Vienna ‘liberale’ di Francesco Giuseppe (“che per due volte si rifiutò di stringere la mano al borgomastro del capoluogo, antisemita”) è stata accomunata alla Sicilia. Che, per la complessiva cura di Lucia Tancredi e Loredana Lipperini (tema:, ha fatto irruzione sul palcoscenico con un bel libro dello stesso Calaciura: “Borgovecchio” (Premio Volponi 2017) quartiere palermitano poverissimo ad 800 metri dal Mediterraneo “dove i ragazzi non conoscono il mare”. Calaciura, collaboratore de ‘Il Giornale di Sicilia’, dove il padre era cronista di giudiziaria, poi redattore a ‘L’Ora’, ha raccontato per la prima volta un episodio drammatico di cui è stato vittima durante il maxiprocesso. “All’improvviso, appena fuori l’aula bunker, sentii la bocca fredda di una pistola che contemporaneamente veniva caricata da chi l’impugnava.

Mi parlò in siciliano stretto: era una chiara minaccia per mio padre. Ma ora vi reco la buona notizia della sconfitta della mafia. La sua struttura verticistica, i gruppi che si creano e subito si sfasciano in una faida continua, le intercettazioni telefoniche, il pentitismo (sconosciuto, purtroppo, nell’ndrangheta ndr) ne hanno determinato il crollo totale”. E sui giovani che lasciano l’isola: “La fuga non è salvazione, lo dico da emigrante”.

Una “serata particolare” ha detto Loredana Lipperini mentre una radiosa Lucia Tancredi veniva attorniata alla fine da tutti i suoi allievi del Liceo Scientifico. Sul palco anche lo storico della ‘Thonet0, Giovanni renzi e pure i modelli: oltre al n.14, anche Postparkasse, Czech, Targa Sofa, Loos Cafè Museum, Hideout Chair e perfino una seduta dedicata al Maresciallo dell’Imperatore; Radetzky Stuhl.

Tanti i giovani in sala come i due attori, Pamela Olivieri e Rodolfo Ripa che hanno interpretato pezzi da ‘Le sedie’ di Jonesco e, altrettanto talentuose, al piano Arabella Cortesi e (voce) Gaia Petrone.

Una serata che conclude la trilogia di questo piccolo festival d’inverfno, il cui successo –ha dichiarato Carancini- lo rende ormai ‘inevitabile’ nel panorama culturale cittadino. “L’inverno è fatto per scoprire” le cose ha detto da parte sua la vicesindaca e se come recitava il titolo dell’evento: “Macerata non è Vienna, ma..” poco ci è mancato ieri. Con ricordi ed aneddoti di grande appeal, come Sigmund Freud che, morto l’amico Gustav Mahler, richiese ad Alma Schindler, già moglie del grande musicista il pagamento di una consulenza professionale. Cosa era successo? Mahler aveva scoperto una lettera piena di passione di Gropius ad Alma e n’era rimasto turbato. Uscito di casa ed incontrato Freud ne aveva parlato ricevendone consigli…

In conclusione tutti a ringraziare il patron Moschini, mecenate dell’arte: da Tolentino al Festival dei Due mondi a Spoleto ed ora nelle sue mai dimenticate ‘Casette’ da cui partì per diventare uno dei manager di maggior successo in Europa.

29/01/2018 01:14:07

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