ATTUALITÀ

IL SISMA E LA CRIMINALITA' ORGANIZZATA

La Ricostruzione deve cominciare dalla coscienza civile: il PG Sottani segnala l’infiltrazione mafiosa di stampo camorristico e ‘ndraghetista.

Diego Antolini
Il perugino Sergio Sottani e' procuratore generale presso la Corte d'Appello di Ancona dal giugno 2017. Meno di un anno per capire, con la sua esperienza maturata tra Marche, Umbria e Romagna (dove ha diretto la Procura) nei trent'anni di lavoro spesi al servizio della magistratura, luci ed ombre di una regione ‘al plurale’ tra le piu' controverse d'Italia dove ha iniziato come pretore di San Ginesio (Macerata). Non parliamo soltanto del passato, dove l'area geografica che andava dall'Adriatico ai Sibillini era il punto d'incontro (e di scontro) tra diverse culture, Bizantina, Greca, Longobarda, Romana, Italica, o degli studi che in questi ultimi anni stanno confermando la teoria del prof. Giovanni Carnevale secondo cui Carlo Magno (e quindi l'Europa) sarebbe nata nella Valdichienti.
Parliamo anche del presente, dove il sisma del 2016 ha prodotto non soltanto una tragedia di enormi proporzioni a livello umano e sociale, ma e' coincisa anche con un altro sisma, quello finanziario, che ha avuto ripercussioni economico-politiche pesantissime che ancora non si sono pienamente sviluppate.
Come attrattiva turistica, storia e infrastrutture le Marche non sono seconde a nessuno, potrebbero anzi giocarsela alla pari con il Brand Toscana, che e' vero e' stata culla del Rinascimento e dominio della Famiglia dei Medici, ma piu' che altro ha avuto il merito di essersi aperta al "Free Market" stando al passo con la globalizzazione e il "Pluralismo 4.0", quello che combina Arte e Tecnologia, tradizioni e futuro.
Le Marche, come l'Umbria, sono state da sempre "sacre" al Divino Stato Pontificio, esclusivo appannaggio di Cardinali e spartiacque tra la Chiesa e il resto del mondo. Forse e' stato questo conservatorismo, un eremitaggio, se vogliamo, "strategico" che ha scavato un lungo solco tra queste due regioni e la modernita'. Ritroviamo questo "Ritardo d'Immagine" in molti aspetti delle strategie politico-economiche di Marche e Umbria. Il corporativismo, ad esempio, ma anche le "vecchie abitudini" che faticano a scomparire.

Ci voleva percio' un perugino doc di 59 anni, il dott. Sergio Sottani, che si e' distinto nel corso della sua carriera per aver indagato su casi giudiziari di larga scala, come il G8, i presunti illeciti negli appalti dei Grandi Eventi, o sul passaggio (a senso unico) di capitale dall'Italia a San Marino.
Sottani ha aperto lo scorso 27 gennaio l'anno giudiziario con un concetto semplice e diretto: "tenere desta la coscienza civile". Una frase che basta da sola a comunicare un messaggio a vari livelli: attenzione, realismo e speranza.
Non culliamoci sull'immagine che stiamo dando al mondo per tenerci al passo con i tempi, si potrebbe interpretare quella frase. Perche' senza solide basi sociali di senso civico e responsabilita' etica, ogni castello, per quanto attraente, e' destinato a crollare alla prima scossa. E di scosse ce ne sono state a sufficienza per consigliare un cambio di rotta.
Attenzione ai pericoli del mercato nero, della microcriminalita' e dei reati informatici. Sono pericoli che possono facilmente penetrare il tessuto di una comunita' che non possiede gli strumenti culturali per identificarla e contrastarla. Figuriamoci per prevenirla.
Realismo. Le Marche non sono un'Isola Felice, ha detto il PG. Il pericolo, l'urlo gridato al cielo dai Sibillini quella sera d'estate del 2015, viene dalle profondita', ma non solo del terreno. Ci sono dinamiche sotterranee difficili da vedere ma che minano alla base ogni tentativo di modernizzazione. La ricostruzione post-sisma ha prodotto un ingetto di denaro importante nelle Marche, un nettare che attira ogni sorta di insetti.
Vi sono dei dati che non possono essere ignorati, e nel giorno dell'apertura dell'anno giudiziario ne e' stata fatta una carrellata impietosa: fenomeno allarmante delle violenza sessuali (ma questo, va detto, e' un fenomeno che cresce a macchia d'olio ovunque e non ha confini) e delle violenze domestiche.
Alla diminuzione dei furti e delle rapine (non tanto piu' lucrative come una volta) aumentano i falsi in bilancio e le truffe informatiche (i crimini sono sempre all'avanguardia e ci si dovrebbe chiedere perche'), ma anche lo spaccio di droghe (un "evergreen" fintanto che esisteranno i trend, la Pop Culture e le star).
Questo quadro statistico e' un segnale importante, perche', ci ricorda il dott. Sottani, la microcriminalita' e' il grimaldello dell'infiltrazione mafiosa: “Le infiltrazioni di stampo camorristico e ‘ìndraghetista“ –ha detto il Procuratore generale- hanno subito un netto e recente aggravamento proprio in riferimento alle attività legate alla ricostruzione post sismica”. Proprio a fine novembre, il dottor Gratteri, Procuratore capo di Catanzaro aveva affermato: “Le ‘ndrine arrivano sui luoghi devastati dalle scosse prima ancora della Protezione Civile”.
A corollario dell'analisi "sismica", non poteva mancare il riferimento al crac di Banca Marche, che ha avuto un impatto "devastante" sulla procura di Ancona (aggettivo usato dall'ex procuratore capo di Ancona Elisabetta Melotti).

La speranza, nelle parole del presidente della Corte di Appello dott. Eugenio Cetro, e' tutta nei risultati ottenuti dalla giustizia nell'anno appena concluso, nonostante le difficolta' di organico (tagli al budget) e l'inadeguatezza delle sedi ("Ritardo d'Immagine"), vecchi problemi sistemici che affliggono l'Italia in generale, anche se alcune regioni riescono a "galleggiare" meglio di altre.
La ragionevole durata (biennale) dei processi e l'aumento dei procedimenti di riconoscimento dello status di rifugiati richiedenti asilo (ma su quest'ultimo tema, annoverato come "successo", si dovrebbe elaborare un'analisi a parte).
Un po' poco come speranza. Forse i cittadini si attendono qualcosa di piu', ma la chiave per la "ricostruzione" passa, ancora una volta, per le parole del dottor Sottani: serve coscienza civile.
Da parte di tutti ma, aggiunge chi scrive, serve un potenziamento etico e culturale di base che possa produrla, una tale coscienza. Se non e' cosi', tra meno di due generazioni una frase del genere potrebbe diventare solo una filastrocca che si racconta ai bambini per farli addormentare
28/01/2018 16:09:53

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