CRATERE SISMICO

Storia sismica
e ricostruzione
in Umbria

Corso di Internazionalizzazione 2017/2019 I.T.S. Academy, UMBRIA.

Alessandro Calabresi
Questo e gli articoli che verranno pubblicati nelle prossime settimane rappresentano una fase dell'unità didattica di Analisi Geopolitica nel corso di Internazionalizzazione dei Mercati presso l'ITS Academy Umbria, un istituto di formazione tecnica e professionale di alto spessore. La classe che ho avuto quest'anno è stata di 25 ragazzi creativi, intelligenti, con un grande desiderio di realizzare i propri obiettivi personali e di gruppo. Per questo ho deciso di premiarli chiedendo a CdS di pubblicare le loro analisi su tematiche da me suggerite, con l'augurio che alcuni di loro possano agire da protagonisti nella ripresa del grande Paese che è l' Italia.

Diego Antolini


L'Umbria è una regione italiana situata nel cuore della penisola, caratterizzata da una spiccata varietà paesaggistica, città medievali , folti boschi e tanta tranquillità. Ma a volte questa tranquillità  viene disturbata da qualcosa di più grande ,qualcosa che  anche Giacomo Leopardi definiva  “Bella e Terribile”: la Natura. Possiamo infatti cogliere quest'ultimo aspetto nella sua spaventosa forza, che si manifesta ad esempio attraverso le scosse sismiche.
La prima rilevazione di un terremoto è datata 436 a.C., l'evento ebbe tale portata da essere avvertito non solo nel territorio umbro, ma anche in quello romano.
Le scosse più recenti, quelle che gli italiani  ricordano ancora con timore, riprendono nel 1997,  il 26 settembre alle 2:33, quando una scossa di magnitudo 5.7, con epicentro a Cesi, provocò 11 morti, più di 100 feriti e numerose case furono danneggiate gravemente dal sisma, specialmente quelle dei comuni di Foligno e di Nocera Umbra (alla fine risultò inagibile circa l'85% degli immobili).
Successivamente nel 2009 vi fu un intenso sciame sismico che attraversò la regione umbra, ma la scossa principale, che distrusse l'Aquila, si registrò alle 3:32 del 6 aprile 2009. La scossa, di magnitudo 5,9, sorprese  molti umbri che non fecero in tempo ad accorgersi del pericolo e fuggire in strada, restando quindi intrappolati tra le macerie. Il bilancio finale della tragedia fu devastante: 309 morti, 1.600 feriti e 80 mila sfollati.
La natura dunque non ha mai smesso di tormentare la tranquillità di questa regione, basti pensare che solo due anni fa il terremoto è tornato a terrorizzare gli abitanti del centro Italia, con uno sciame sismico di oltre 300 scosse.
La prima, il 26 agosto 2016 alle 3:36 con magnitudo 6,0 ed epicentro situato lungo la Valle del Tronto (tra i comuni di  Accumuli ed Arquata del Tronto), distrusse completamente le città Amatrice e Camerino, provocando numerosissimi danni anche a Norcia, Castelluccio e Ussita. Questa scossa venne avvertita lungo tutta la penisola, da Rimini fino a Napoli.
Tutto ciò era solo l'inizio di mesi ricchi di angoscia e paura .Pochi mesi dopo infatti, il 26 e 30 ottobre 2016, due forti scosse  colpirono nuovamente il centro Italia. Si ricorda soprattutto la seconda poiché fece registrare alle 7:40 di mattina una magnitudo di 6,5 e causò il crollo della basilica di San Benedetto, simbolo storico della città di Norcia. Il sisma ebbe importanti effetti anche sul territorio: una grossa frana si staccò lungo il fiume Nera, causando la deviazione del corso d’acqua che invase le strade e impedì un rapido aiuto da parte della protezione civile.
Infine, il 18 gennaio 2017, tre scosse di magnitudo compreso tra 5 e 5,5 misero nuovamente in ginocchio l'Italia centrale. La terra tremò alle 10,24, alle 11,14 e alle 11,25 con epicentro tra Aquila e Rieti, le scosse si avvertirono fino a Roma, Firenze e Napoli.
Lo sciame sismico che colpi l'Italia nel 2016-2017 provocò 299 morti e danni per 23,5 miliardi di euro.
Gli abitanti dell'Italia Centrale sin da subito si sono messi a lavoro per cominciare a  ricostruire ciò che il terremoto aveva distrutto, gli umbri sono un popolo che ha le mani nella terra ma lo sguardo è sempre volto al futuro.
Purtroppo però in Italia la “burocrazia” rallenta ogni cosa.
Basti pensare che, dopo 10 mesi dalla prima scossa, non solo erano state consegnate solo 400 case prefabbricate sulle 3800 richieste, ma ad oggi sono state rimosse appena il 50% delle macerie totali e consegnate 1900 casette . Lo Stato ha garantito il totale risarcimento per gli edifici pubblici e privati, ma al momento possiede solo la metà dei fondi necessari per coprire le spese ed il Fondo Europeo di Solidarietà ha già stanziato il massimo possibile. In questi termini, quando la ricostruzione prenderà davvero il via?
Proprio a causa di questo momento di difficoltà molti imprenditori, soprattutto umbri, mossi dalla passione verso  la propria terra, hanno deciso di aiutare la ricostruzione del cuore verde d'Italia con ingenti donazioni e organizzando importanti eventi nelle piazze delle città colpite dal sisma.

15/06/2018 08:34:34

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