ATTUALITÀ

Dalla Pro Vida di Roma
importanti donazioni
a 'Il lume'
di Treia e Croce Rossa
di S.Severino

Maurizio Verdenelli
Treia e San Severino Marche a Roma per ricevere importanti donazioni. Un pulmino a nove posti per ‘Il Lume’ associazione presieduta da Angela Dea Tartarelli che dal Duemila gestisce un Centro d’ascolto ed un centro antiviolenza; un ospedale da campo (da 250/300 posti) per la Croce Rossa presente con la responsabile settempedana Elena Amici ed un gruppo di volontari in divisa rossa allo Scalo Prenestino dov’è avvenuta lunedì la cerimonia e dove ha sede la Pro Vida, la Centrale delle Decime d’Italia fondata nel 1979 in Brasile dal medico e filosofo Celso Charuri, di madre italiana. Una cerimonia che ha visto donazioni per altri otto enti di volontariato italiani e la presenza di due sindaci, tra questi il treiese Franco Capponi a titolo di primo socio fondatore de ‘Il Lume’, nel Duemila. “Mi disse: se c’è qualcun altro che vuole fare volontariato come te, invitalo in comune e stenderemo l’ atto costitutivo di un’associazione. Gli portai in sala consiliare 120 persone, erano anche lungo le scale. Così nacque Il Lume, nel 2.000” ricorda la Tartarelli. Che ha riscosso un’autentica standing ovation quando ha parlato della realtà treiese, che nel nome di quella che viene comunemente definita la ‘santa di Santa Maria in Selva’ , la venerabile Giuditta Montecchiari, morta nel 1916, ha realizzato cinque appartamenti in una dependance del Monastero delle Suore della Visitazione dove trascorse la sua adolescenza la grande scrittrice romana, Dolores Prato. Angela Dea ha ‘battezzato’ la dependance ristrutturata anche grazie ad un generoso contributo della Fondazione Carima: ‘Casa Giuditta’.  “Il primo aiuto? Spiritualmente dalla mistica, che aveva nel corpo le piaghe del Cristo: ogni volta che stavo per abbandonare un’impresa che mi sembrava ed era effettivamente più grande delle nostre minime risorse, sentivo la sua voce dentro di me. Dovevo andare avanti. Aiuti poi ne avuto dal sindaco Luigi Santalucia e sopratutto dall’imprenditore Ernesto Raponi e poi da tanti altri (la Lube, dieci anni fa, ci ha donato una cucina che sente ora tutto il peso dell’età). Tuttavia la nostra vera benefattrice è stata la badessa suor Rita Madeo che ci concesse in comodato d’uso i locali che utilizzammo per un Centro d’ascolto rivolto alle donne vittime di violenza” ricorda lei. “Giù la piazza non era vero che diciotto anni fa non c’era nessuno, per dirla con la Prato: c’erano giovani madri che la vita aveva travolto E ci siamo organizzati con un centro antiviolenza e poi sono ‘venuti’ un analogo centro per uomini maltrattanti e da ultimo per uomini maltrattati (che annunciato nella sala romana ha suscitato un leggero sorriso ndr). E’ vero: ne abbiamo due, uno di questi ci ha detto d’essere stato aggredito dalla moglie nel sonno. Avremmo bisogno di nuovi volontari rispetto ai venti in servizio: le esigenze crescono. A settembre riapriremo i corsi di preparazione”dice Angela Dea che devota alla Madonna di Medjugorje mette Maria, prima di tutto. “Devo tutto a Lei, anche questo pulmino che pure ci ha donato la Pro Vida. Come per tutti gli altri beni mobili, lo condurrò personalmente nell’ex Jugoslavia, nel Santuario che dista due ore da Spalato, per una speciale benedizione. Lo metterò a disposizione dei bambini, soprattutto, e delle loro mamme in difficoltà sono nei nostri alloggi: gite, momenti di relax e di meditazione all’aria aperta e giochi aperti. E confido davvero che si troverò una soluzione per il futuro considerati i propositi di vendita della Congregazione del Sud che fa capo all’arcivescovo di Napoli, cardinal Sepe. In soccorso ci sta venendo il Comune che ha manifestato concretamente propositi di acquisto per scopi istituzionali del monumentale Monastero, reso famoso da Dolores Prato”. A Roma ha preso la parola anche Franco Capponi ricordando come Treia e, più ancora San Severino Marche, facenti parte del cratere sismico, siano comuni colpiti dal terremoto del Centritalia. E che dunque le donazioni della Centrale delle Decime d’Italia siano state provvidenziali a compensare le difficoltà dei vari comuni a far fronte a problematiche che esulano l’ordinaria amministrazione in situazioni tanto drammatiche.
E’ stata anche e soprattutto, lunedì, di parlare di Pro Vida, ovvero la Centrale delle Decime d’Italia. “Una bellissima sorpresa –dicono al Lume- avevamo mandato una mail con le nostre richieste e questa senza l’indicazione ‘d’Italia’ era arrivata a San Paolo del Brasile, sede centrale dell’organizzazione realizzata dal dottor Charuri”.  Presente da 40 anni anni in tante altre città brasiliane, e in Cile, Bolivia, Argentina, Usa. In Europa, in Spagna, Portogallo ed Italia, da 20 anni: a Roma, Milano, Verona e Latina. Tutto nasce da un’intuizione del medico psichiatra brasiliano e dal capovolgimento dell’assioma secondo cui l’uomo è prodotto dall’ambiente e dalla pratica – ha detto dal palco durante la cerimonia Vincenzo Quaranta- della Legge delle Decime, conosciuta da più di seimila anni e promulgata da circa duemila da Gesù Cristo. Dare il 10% del frutto del tuo lavoro a chi è nel bisogno”. Charuri, per dare attuazione a questo proposito, fondò la Centrale Generale delle Decime, il 12.10.1979. In Italia la Centrale è stata fondata il 17.12.2006 a Latina per realizzare donazioni in Italia e in Europa. “La Centrale non sollecita e nemmeno riceve aiuto o sovvenzioni pubbliche o private di qualsiasi tipo. Non sostiene alcun tipo di spesa: tutto il lavoro è volontario e tutte le installazioni, la strumentazione e i materiali sono donati dagli stessi collaboratori. Il 100% di quello che si riceve è destinato alle donazioni. L’analisi di credibilità dell’istituzione, la sua effettiva e riconosciuta attività, le sue reali necessità per assicurare cittadinanza e dignità agli individui e l’impatto che la donazione dei beni richiesti potrà generare nel migliorare e nella qualità dell’assistenza alle persone, viene realizzata durante il processo di donazione”.
E due ispettori di Pro Vida, recatisi da Roma a San Severino e Treia hanno ampiamente accertato la bontà delle richieste avanzate da CRI e ‘Il Lume’ poi al centro con altre 8 associazioni italiane della solenne cerimonia di donazione, l’11 giugno scorso, il giorno della nascita di Celso Charuri nel 1940, morto a soltanto 49 anni d’età.

13/06/2018 21:57:45

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