ATTUALITÀ

Il sogno di scrivere
(con il fantasma
della Ferrante)

Liana Maccari
Vengono da ogni parte, gli scrittori, pagano 50 euro al giorno più 30 euro per pernottare nell'elegante e semplice Domus San Giuliano, a Macerata, che è fornita della sala conferenze e degli spazi adatti all' evento che può costituire l'occasione di una vita: incontrare un editore, presentargli la propria opera.
E' domenica 10 giugno, il secondo giorno di Scriverefestival 2018, organizzato da Christiana B. Assouad e Jonathan Aspetti.
Alle 10 i lavori iniziano con una conferenza nella sala, adornata da una bellissima opera: la luna e i falò di Sirio Bellucci. L'attenzione alle parole dei relatori è tangibile.
Il primo intervento è di Alessandra Penna, editor di Newton & Compton, scouting for fiction and not fiction. Espone il punto della situazione, di una editoria in crisi, dove diminuiscono i lettori, e diminuiscono anche i profitti degli ebook e ogni casa editrice che esiste deve essere una casa editrice commerciale e avere una strategia vitale. Lei inoltre, sottolinea, non è l'editore (non ce ne sono, in realtà, nella Domus San Giuliano), è l'editor, che segue appunto la linea editoriale. Sottolinea la grande importanza di trovare la casa editrice adatta al proprio romanzo, al proprio lavoro. Introduce lei il fantasma di Elena Ferrante che aleggia su tutto il festival, la misteriosa scrittrice italiana dell' “Amica geniale” , ormai letta in tutto il mondo. Non avrebbe avuto successo se non in quella casa editrice lì. Pone il veto ai libri di poesie e a romanzi che parlino di: conflitti familiari e malattie!
Anna Pastore, di Sperling & Kupfer, storica editor che ha portato in Italia Stephen King, illustra il tema della stragrande prevalenza della letteratura americana e del caso più raro, in cui una buona traduzione decreta un grande successo all'estero. Romanzi! Romanzi fantasy! Ma stavolta apre uno spiraglio al sogno di diventare come Roberto Saviano, considerato un autore difficile, che scrive sul tema della mafia, che mette insieme nel romanzo fatti di cronaca e articoli di giornale, una lettura che pochi lettori inizierebbero. Raggiunto il successo, è stato ben tradotto all'estero, in tutte le lingue, e questo ha avuto a sua volta un ritorno in Italia e ora viaggia sui 3 milioni di copie. La editor individua i due elementi necessari: primo, che sia un buon libro, scritto bene, con una buona struttura, secondo, la novità, l'autore a 26 anni descrive la mafia, su cui era già stato scritto tutto, ma lo fa a modo suo.
Anche il successo di Elena Ferrante è dovuto agli Americani che hanno molto apprezzato il tema del riscatto sociale, specie nel romanzo “L'amore molesto”, dove la protagonista esce da un ambiente sociale periferico e desolato. (Del resto, le due ipotesi più accreditate sulla identità della misteriosa scrittrice sono: o la traduttrice italiana dall'americano, o la traduttrice americana dall'italiano!).
Claudio Ceciarelli, editor di E/O, risponde alla domanda sul grande successo di Elena Ferrante. Se in sala qualcuno sognava di seguire le orme della grande scrittrice che ormai viaggia sui 6 milioni di copie, viene frenato: la Ferrante non è stata scelta dall'editor, che abbiamo di fronte, ma direttamente dall'editore Sandro Ferri e dalla consorte Sandra Ozzola. Sono loro a scegliere il 90% dei manoscritti, poi però il lavoro dell'editor è fondamentale, per portare al meglio l'opera in modo che piaccia sia allo scrittore che al lettore. Probabilmente prima del suo lavoro – afferma con giusto orgoglio- i romanzi della Ferrante non sarebbero piaciuti a tanti milioni di persone.
E tuttavia non è lui a poter scegliere.
Ci sono anche famosi agenti letterari, come Alessandra Bazardi, il cui lavoro consiste nella valutazione di manoscritti, rappresentanza, editing. Sottolinea i due fattori che determinano il successo di un'opera: deve piacere all'autore, che deve scrivere ciò che è nelle sue corde, con originalità, e deve anche piacere al lettore. Questo è il compito dell'editore. Trovare il filone di successo, fare l'editing dell'opera, portandola nei canoni, ma anche trovare l'originalità dell'opera.
Anche aver avuto successo non conta. Il lettore a volte legge una volta e poi basta.
Alle 11, il suono di una campanella pone termine alla conferenza e inizia quello che è  il clou del festival, gli incontri tete-a-tete con gli autori, seduti a tavolinetti isolati in una vasta sala,  come per un esame universitario. Emozionanti faccia a faccia tra sogno e realtà.
Lontani i tempi in cui si scriveva con una penna su carta scricchiolante e poi si spediva alla posta!
Oggi tutto è rapido e tutto è impossibile. Nella hall della Domus gli scrittori, nell'attesa, cliccano  sull'indirizzo e-mail di ogni casa editrice, ad esempio Newton, per leggere il raggelante avviso “Al momento non prendiamo in considerazione nessun manoscritto”.
Altre case editrici, come la romana E/O, rimandano ad altro mese “Prendiamo in considerazione i manoscritti, ma solo inviati nel mese di febbraio 2017 e settembre 2018”. Addirittura ti aiutano a scoprire che “Se non hai inviato finora, la prossima data utile per te è: settembre 2018”.
Ora invece, al suono della campanella, puoi sederti al tavolino, di fronte all'editor, alla porta stessa della casa editrice, anzi, sei già nel loro ufficio! Anche fisicamente un' impressione di eugenetica, non ti chiedi per quale motivo stiano ai vertici di case editrici, tanto sono adatti, fisicamente, al ruolo.
Gli autori, visti dall'esterno, sono invece un po' più vecchi di quanto ci si aspetti per degli esordienti, un po' più vissuti, sfigati e con le occhiaie. Veramente i giovani e le belle ragazze non mancano. Saranno scelti loro, che possono fare meglio la parte di se stessi, quella presenza di attore che la società dell'immagine richiede? Ecco perché gli editor vantano di lavorare tanto ai romanzi!
In effetti solo gli agenti, come Alessandra Bazardi, o Luca Pantanetti di Scriptorama, lasciano un indirizzo e-mail. Gli altri lo prendono, poi, semmai, chiameranno!
Nelle poltrone della luminosa Hall, tra una campanella e l'altra, incontro Elisabetta Capeci, di Castelfidardo. Scrive romanzi fantasy, e amministra il gruppo Facebook Unlibroalchiarodiluna dove fa recensione di romanzi, soprattutto di self publishing, il delirio attuale del settore, e di piccola e media editoria.
Ha scritto un libro nuovo di fantascienza e tenta la carta della editoria tradizionale. Dice: “ E' una bella occasione! E' difficile arrivare a canali come Newton & Compton, Sperling & Kupfer, Rizzoli. Questo è un evento di valore che alimenta le speranze e aiuta a vivere un sogno!”
Dalla Liguria è arrivato Mario Vallerini, con un romanzo d'avventura “Salvi”, un alieno caduto sulla terra nell'800, che fa esperienza della vita e della storia”. Sul sito www.salvi.uno reperibile gratis sia  la presentazione che l'opera. Alto, allampanato, sembra davvero un extraterrestre e anche lui si è iscritto, sognando di vedere il suo romanzo scelto e stampato su bianca carta frusciante, racchiuso nella bella copertina cartonata di una autentica casa editrice.
13/06/2018 21:44:40

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