CULTURA/Libri

"Assassinio in villa", romanzo

Capitolo Quarto - Parte Seconda

Luciano Magnalbò
Quando i carabinieri tornarono in barca Giulia era al bordo della piscina del secondo ponte tutta bella svestita a prendere il sole.
Tramite citofono fu avvisata della visita dal capitano e, avvolta nel luminoso pareo che teneva sempre a portata di mano, scese al quadrato di poppa.
L’architetto e Martina ancora erano a Roma e sarebbero ritornati quella sera; a bordo oltre al capitano c’erano Girma e due soli uomini dell’equipaggio.
Giulia trovò i carabinieri seduti all’ombra, con il capitano in piedi di fronte a loro con aria grave e preoccupata, e fra le mani un pezzo di carta.
- Cerchiamo l’etiope, a bordo avete quell’etiope, il mozzo etiope, Girma...
- E che ci fate dell’etiope maresciallo, domandò Giulia mettendosi seduta su di una poltrona di fronte a lui.
- Il medico legale ha letto sui libri che gli etiopi hanno lo… il… il liquido biologico nero, e ora dobbiamo verificare prima di tutto se è vero, e poi se quello del vostro mozzetto corrisponde al DNA di quello trovato nel fazzolettino che era sotto il cuscino della morta e sul lenzuolo.
- E come fate a controllare questa corrispondenza, maresciallo, chi è che effettuerà il prelievo, chi è che se occuperà? - domandò ironica Giulia.
- Volete un aperitivo? - aggiunse poi, tirando fuori una bottiglia dal frigobar.
Il Maresciallo si strinse sulle spalle accettando il Cristal, che in barca insieme ai tozzetti al caviale non mancava mai e, passandone un calice anche all ‘appuntato, rispose: - non so come faranno, al prelievo penserà la signora Ines che sta in laboratorio, forse con una siringa…ma si capiva che anche lui pensava a altri metodi manuali, e gli veniva un po’ da ridere, anche perché la signora Ines in paese era considerata molto esperta in certe cose.
- Ma poi maresciallo, che scoperta è? Girma era addetto al servizio di Paola, entrava ed usciva dalla sua stanza come gli pareva, metteva a posto la sua roba, e naturalmente rifaceva anche il letto; ecco qui come ci è andato a finire il fazzolettino, che può essere stato usato dovunque e con chiunque!
- Già, e la povera signora Paola prestava i fazzolettini all'etiope per le sue avventure in giro! Oppure lui li trafugava! E le macchie sul lenzuolo? Guardi, io non so come siano andate le cose, se l'etiope abbia solo rifatto il letto o ci sia entrato dentro, so solo che debbo prenderlo e portarlo in guardina; poi ai chiarimenti ci penserà il sostituto, che è sempre più convinto che a far fuori la povera signora Paola sia stato questo immigrato
- Ma avete un mandato?
- Certo! Lo dobbiamo arrestare!
- Fate vedere.
- Non a voi, non siete la persona interessata; l’abbiamo mostrato al capitano che ha il governo del territorio di questa barca.
Il maresciallo era un tipo tutto di un pezzo, anche dopo due calici di Cristal e la visuale di un viso straordinario come quello di Giulia non deviava di un millimetro dalla retta via.
 - Gli prenderà un coccolone!
- Scusi eh, ma se ha ammazzato la signora Paola le fa tanta pena?
- Il ragazzo non ha ammazzato nessuno comandante, ci metterei la mano sul fuoco; sapete anche che ha un alibi, quella notte probabilmente non era alla villa.
- Ma chi lo dice! Nessuno sa dove stava tra le quattro e le quattro e un quarto, l’arco di tempo in cui si è concluso il delitto secondo il medico legale; per quello che si sa lui può solo dimostrare di aver accompagnato la signora Martina in barca alle due.
- Ma ha un’amica, una certa Carla, forse bisognerebbe sentirla.
- Ma quale amica! La signora Carla che dice lei - e il maresciallo calcò la voce sull’appellativo signora - è una escort d'alto bordo che noi abbiamo individuato, una donna di straordinaria bellezza, forse invischiata in torbidi giri di moneta falsa e di droga, e che ora si è dileguata, che da ieri è scomparsa dalla circolazione abbandonando l'hotel e l’ultima macchina che aveva in affitto; la signora Paola aveva molti soldi con se, trentamila euro che non si ritrovano, quella prostituta potrebbe essere piuttosto una complice dell’etiope; senza tralasciare un marocchino che sguazza nel mercato dei clandestini; a quello abbiamo trovato uno zaino pieno di pistole e coltelli in un tugurio dove dorme sopra Pedaso, la capanna di una casa colonica diroccata, una specie di grotta; quello traffica il porto, di notte si posiziona accanto ai locali e spaccia a tutto spiano; abbiamo arrestato pure lui; lui nega di conoscere l'etiope, ma vedremo.
- Non mi pare che Girma sia a questo livello, e non sarà difficile ritrovare la donna, basterà avere pazienza ed effettuare indagini approfondite controllando treni, corriere , auto private, hotel, pensioni, scali aerei e imbarchi.
Il maresciallo cominciava a spazientirsi, non sapeva questa signora che l’Arma e la Polizia di Stato a volte non avevano nemmeno i soldi per la benzina? Figurarsi quelli per cercare quella che in definitiva era una puttana di nessuna credibilità che potesse scagionare un etiope.
- Ma insomma ora dov’è? - tagliò corto il maresciallo - dobbiamo portarcelo via.
- Speriamo che non sia sceso - rispose provocatoriamente Giulia.
- L’avete fatto uscire voi con le vostre chiacchiere, voi lo state coprendo!
Giulia chiese al capitano di avvertire Girma.
Girma era sottocoperta nella sua cuccetta a battere i denti; lo arrestarono subito e lo portarono in caserma con il suo zainetto, mentre lui piangeva e tirava calci.
Il sostituto in effetti puntava su Girma, sia perché aveva transito libero nell’appartamento della vittima, sia perché lui era profondamente prevenuto nei confronti degli immigrati, i quali vengono a togliere il lavoro agli italiani e nelle case popolari sono i primi assegnatari;  ed era  implacabile nei confronti dei clandestini, i quali combinano grandi guai, rubano, rapinano e stuprano; lui era un uomo di sinistra, e quando stava in pubblico o parlava con qualcuno degli immigrati e dei clandestini  diceva tutte quelle cose di accoglienza e bontà che nei salotti si dicono e poi non si praticano; ma il suo vero pensiero era quello, che gli immigrati senza lavoro ed i clandestini, questi alla massima velocità, dovevano tornarsene a casa loro.
Girma, secondo lui, non aveva alibi ed era l'assassino: era uscito dalla villa alle due di notte per scendere al porto e ritornare, ma fino alle sette del mattino nessuno l’aveva visto né sentito, dal momento che tutti, compreso il ministro, dormivano nelle proprie camere; quindi s'era infilato nella stanza della signora Paola, magari avevano avuto un bel rapporto carnale,  e poi l'aveva uccisa mentre dormiva per prenderle tutti quei soldi; ma se la signora Paola dormiva, perché avrebbe dovuto ucciderla? O forse lei s’era svegliata, l’aveva visto con le mani nella borsa, e lui, preso dalla paura, l’aveva fatta fuori? Ma no, questo non si conciliava con la posizione e l'aria serena della morta.
Peraltro ora l’etiope era a disposizione, l'assassino era nel sacco, v’era tutto il tempo per chiarire i vari particolari, anche se ulteriori ricerche probabilmente sarebbero state inutili.
Il sostituto a pochi giorni dal delitto, e senza avere ancora i risultati del DNA, riteneva di aver risolto il caso; avrebbe quindi di lì a poco chiuso le indagini e richiesto al GIP il rinvio a giudizio dell'immigrato.
La mattina dopo comunque era passato il medico legale a confermare l'esattezza delle sue convinzioni, riferendo sugli accertamenti in corso relativi all'autopsia ed al test del DNA.
Le macchie del fazzolettino e quelle sul lenzuolo erano tutte riferibili allo sperma dell’etiope, e la ricostruzione dell’accaduto poteva essere questa: vi era stato sicuramente quel pomeriggio, il pomeriggio antecedente la cena, ma non dopo il burraco, un episodio amoroso tra la povera signora Paola e l’etiope; lei era una donna  molto eccitante e lui, trovandosi probabilmente come molti giovani un problema di eiaculatio precocis, era partito durante i preliminari, seminando in parte sul lenzuolo e in parte sul fazzolettino con cui si era asciugato o era stato  asciugato; e poi, come succede spesso in questi casi, e come si può  dedurre dalla autopsia, avevano avuto un secondo rapporto completo dal momento che erano state  trovate all’interno tracce del liquido seminale del ragazzo, al quale la donna  evidentemente aveva permesso di indugiare  dentro; e ciò si spiega con il fatto che lei in passato era stata sottoposta  ad una isterectomia, una totale asportazione dell’utero, e quindi non doveva adottare alcun tipo di protezione per evitare di essere fecondata; anche se avrebbe fatto bene a guardarsi da certe malattie in quanto l'etiope, per la sua provenienza, poteva considerarsi un soggetto ad alto rischio.
Le deduzioni del medico, a fronte delle quali il sostituto aveva ghignato con compiacimento, coincidevano esattamente con quanto lui fin dall'inizio aveva pensato.
La povera signora Paola dunque si faceva spassare allegramente dall' etiope, ma il fatto che l'ultima volta fosse avvenuto nel pomeriggio antecedente il burraco, e non la notte del delitto, non contribuiva ad avvalorare la tesi che l'immigrato fosse l'assassino. Ma pazienza.

10/06/2018 07:42:44

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