ECONOMIA

Le opportunità economiche
tra Italia e UE

Corso di Internazionalizzazione 2017/2019 I.T.S. Academy, UMBRIA.

Damiano Adamo
Questo e gli articoli che verranno pubblicati nelle prossime settimane rappresentano una fase dell'unità didattica di Analisi Geopolitica nel corso di Internazionalizzazione dei Mercati presso l'ITS Academy Umbria, un istituto di formazione tecnica e professionale di alto spessore. La classe che ho avuto quest'anno è stata di 25 ragazzi creativi, intelligenti, con un grande desiderio di realizzare i propri obiettivi personali e di gruppo. Per questo ho deciso di premiarli chiedendo a CdS di pubblicare le loro analisi su tematiche da me suggerite, con l'augurio che alcuni di loro possano agire da protagonisti nella ripresa del grande Paese che è Italia.

Diego Antolini




Dal 1957 l’Italia fa parte di un unione monetaria sovranazionale diretta a creare una comunità che si sarebbe poi evoluta per agevolare il libero scambio di beni e capitali tra gli stati membri, un'idea che si è sviluppata dopo la seconda guerra mondiale, che vedeva la Germania totalmente massacrata dallo scontro bellico; ma è la stessa Germania, oggi, ad avere il pieno controllo di tutti gli stati europei, per garantire sicurezza e welfare, oppure per garantirSI ricchezza alle spalle dei paesi membri?

Come abbiamo già accennato l’Italia è uno dei membri fondatori dell'UE, come i nostri cugini tedeschi, ma non può vantare la stessa fortuna economica; viene dunque da pensare che l’Unione Europea sia nata con buoni propositi ma si sia sviluppata in un sistema per rendere il ricco ancora più ricco e il povero ancora più povero, un argomento sentito molto dai cittadini dell’unione ma in primis  dalla Gran Bretagna, visto il risultato del referendum del 23 giugno 2016 riguardante l’ormai famosa “Brexit”.
Eppure il Regno Unito, che ha  sempre avuto un tenore di vita e una ricchezza media invidiabile, quasi al pari di quella tedesca, ha ritenuto doveroso uscire dall’ Unione lamentandosi di pressioni fiscali troppo rigide.
Perché  allora l’Italia non è ancora uscita dall’UE? Non vuole o non se lo può permettere?

Da quando l’Italia fa parte del’ Unione è passata da essere un paese sorretto solamente dal settore primario ad un economia ben strutturata affidata ad un sistema misto, con un giusto connubio tra intervento statale e privato. I cospicui fondi erogati dalla BCE  possono dare ragione di questo drastico cambiamento tant’è che il boom economico degli anni ‘70 aveva garantito una posizione rilevante nello scenario economico mondiale; inoltre i continui incentivi della comunità per lo sviluppo di realtà economiche imprenditoriali o cultuali sono diventati essenziali per l’economia Italiana.
L’Europa non è però una sorta di “gallina dalle uova d’oro” che eroga soldi in continuazione ma, anzi, è un genitore severo e coscienzioso che chiede ai suoi stati di seguire delle regole ferree come la legge di bilancio o le continue politiche di tassazione che indirettamente impone ai suoi membri, non tenendo conto che come i figli anche gli stati sono diversi l’uno dall’altro sia a livello economico che di sviluppo. In Italia questo è stato un argomento molto sentito nelle ultime campagne elettorali, tant’è che la coalizione di centro destra (notoriamente non completamente a favore dell’ area Euro) è risultata spesso la prima del paese.
Ma sul concreto, quali sono le opportunità economiche che può regalare l’Europa?
Se sei un cittadino dell’ Unione disposto a cambiare paese natale e provare  ad iscriverti al bando per entrare a far parte dei 68000 dipendenti al servizio dell UE (un posto ambito per i cospicui stipendi che variano dai 2300 euro al mese da neo assunto ai 16000 per un amministratore di alto rango),  da italiano dovresti però essere consapevole di essere complice di una comunità che sta cercando di sotterrare il tuo stato, e che cerca di “spolpare” il tuo paese che, per quanto possa essere messo in “punizione”, porta sempre a casa pagelle con un Prodotto Interno Lordo crescente a differenza di altri, come la Grecia, che sono stati costretti a ripetere l’anno dallo stesso docente (UE) che  avrebbe dovuto preparargli dei “corsi di recupero”.
L’Europa  è diventata ormai questo; una perfetta macchina che, invece di aiutare e dare il meglio per far lavorare TUTTI i suoi stati-ingranaggio, è solo pronta a puntare il dito verso di loro.
L’ultimo espediente del’ Europa contro il “BEL PAESE” (ideato dall'ex ministro delle finanze e ora  presidente della Bundestag Wolfgang Schäuble) saranno politiche fiscali concentrate non sul deficit ma sul debito dei paesi e su una maggior attenzione all’esposizione degli istituti finanziari al debito del proprio paese, dimostrando ancora una volta la assidua rigidità tedesca usata come un velo per celare le vere intenzioni dell'Unione di destabilizzare l’intero sistema bancario Italiano.
L’ultima, ma non la più assurda tra le tecniche per mettere in difficoltà il paese, è ”l’eliminazione dell’obbligo  di indicare lo stabilimento di lavorazione dei prodotti alimentari, che si è concretizzata nel 2014 (aiutando il “Fake-Made In Italy” a proliferare), con una media di 176.000 euro al giorno (366 milioni di euro) versati all’UE per sanzioni all’Italia dovute a sgravi fiscali concessi alle aziende che creavano contratti di formazione e lavoro relativi ai giovani fino a 29 anni. Tra il 1995 e il 2000 aiuti di stato concessi a Venezia e Chioggia  sotto forma di riduzioni e sgravi degli oneri sociali perché considerati incompatibili con il mercato comunitario; in sostanza l’ Italia è stata "rimproverata" per aver cercato di aiutarsi , ma anche per l’emergenza rifiuti del 2011 in Campania. Ma la vera domanda è, come fanno queste multe ad  aiutare un paese a creare occupazione o smaltire i rifiuti partenopei? Chi può pensare che far pagare un stato “sovrano” lo possa aiutare a superare il problema invece che affossarlo ancora di più?
L’ Europa è un padre severo e giudizioso, che però ha preferenze tra i suoi figli e che  preferisce usare il bastone con quelli più bisognosi di attenzione e la carota con quelli più viziati.
07/06/2018 08:06:59

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