STORIE

Il Sessantotto?
Iniziò nel '61 a Perugia

Fu Lo Zibaldone giornale del Liceo Classico ad approfondire i temi proibiti che poi fatti propri da La Zanzara scatenarono la Contestazione sette anni piu tardi. Un protagonista: il provveditore agli Studi Aldi Tornese

M. V.
A pranzo con la Storia, o meglio con il ’68. Non è un semplice dinner tra ‘diversamente giovani’ quello che si prospetta domenica prossima al Posta Donini di San Martino in Campo, tra suggestioni vecchie (le trascorse convention di Dalema e Prodi ad esempio) e nuove; quelle che saranno evocate dai sessantottini di mezzo secolo fa al traguardo dei 70 anni. No, non è un semplice raduno di ‘reduci’, di ex ragazzi un po’ agitati: negli occhi e nel cuore lo …specchio di Dorian Gray. "Il coraggio di essere vivi" aveva strillato in quel marzo 1968 il leggendario ‘Zibaldone’ l’house organ degli studenti del liceo classico ‘Annibale Mariotti" - perché, ahinoi, di loro si tratta! - generosamente finanziato dalla famiglia Spagnoli in memoria di Eugenio, redattore del giornale deceduto prematuramente. "Il coraggio…" già: un titolo, un pezzo firmato da Enzo Santucci, una foto a corredo con lo stesso Santucci a capo di una schiera di ‘facinorosi’ occupanti dell’Istituto: la prima volta nella sua veneranda storia. La prima pagina, par condicio ante litteram, conteneva anche un’educata presa di posizione ‘a contrariis’ a firma Silvia Ferretti. Il titolo, imposto e segnaletico, suonava così: la Voce dei crumiri. All’interno altri articoli ‘incendiari’: uno soprattutto, a firma Gabrio Gambuli con una foto senza precedenti: il preside, Francesco Francescaglia, in sala professori a colloquio non già con gli illustri colleghi docenti ma addirittura con gli studenti stessi! Accanto al carismatico capo d’Istituto, in piedi Piero Maria Mascalzoni che ora, passati gli anni della Contestazione, ha mutato il cognome nel più rassicurante Calzoni. In pagina un altro titolo chiariva: "Qualcosa s’ è mosso’ a firma Massimo Boschi. L’articolo del vicedirettore Maurizio Verdenelli: "Una coscienza nuova" era stato considerato dal direttorio degli insorti troppo ‘prudente’ e quindi era stato confinato in ultima pagina: sanzione prodromica di più severi provvedimenti da parte della redazione che aveva assunto ‘pieni poteri’. Era il ’68, bellezze. Ed era anche e soprattutto l’epilogo di un work in progress iniziato ben sette anni prima, pronubi i giovani Pier Giorgio Giacchè e Gerardo Gatti che avevano confezionato un esplosivo ‘Zibaldone’. In prima pagina un’inchiesta sul controllo delle nascite. Ben prima dunque dello storico periodico ‘La Zanzara’ del Liceo Parini di Milano che con la sua indagine sulla sessualità degli studenti aveva dato avvio alla Contestazione studentesca, allo stesso '68, e pure alcuni rinvii a giudizio in tribunale a carico degli spericolati autori. Comunicazioni giudiziarie che per fortuna non avevano fatto parte invece dell’antesignano caso Zibaldone. Nel 1961 per i redattori del giornale perugino c’era stato un …non luogo a procedere. Un motivo c’era per quella ‘sanatoria’: il provveditore agli studi, dottor Aldo Tornese. Se a Milano si erano sentiti tuoni e fulmini ed…un vago tintinnar di manette per ‘La Zanzara’ in versione tigre, a Perugia un incontro cordiale al Provveditorato tra Tornese, preside, professori e studenti/redattori aveva risolto extragiudizialmente la ‘vertenza’. Vermuth e pasticcini siglarono la pax e…il rinvio dello scoppio del ’68 in chiave perugina. Ancora pompiere provvidenziale e paterno si sarebbe rivelato lo splendido dottor Tornese quando promosso da Perugia (prima ancora era stato a capo del provveditorato di Macerata) a Milano, aveva testimoniato a favore dei ragazzi del ‘Parini’ nell’aula di Giustizia del capoluogo lombardo. Tuttavia in quel mese di (mala)grazia del marzo di 50 anni fa, i fuochi davanti alla vecchia sede del ‘Mariotti’ erano statti riaccesi. Ma il rogo sarebbe stato di breve durata spento di lì a brevissimo dai timori che non a caso incuteva l’esame di Stato, non ancora riformato. Un mese dopo infatti ‘Lo Zibaldone’ ripeteva la foto dell’occupazione solo per sottolineare nella didascalia: "Ce l’abbiamo messa per ricordarvi’ che è successo. Il titolo del pezzo principale chiariva leopardianamente: "La quiete dopo la tempesta" a firma di Lucio Biagioni. Tutti tornarono agli studi usati e il '68 venne ricordato allora soltanto come l’anno delle bocciature: intere classi, con ammessi dai voti eccellenti, furono decimate da commissioni gravemente severe. La brace però…covava sotto la cenere del '69. Ma questa è un’altra storia. Nel ricordo di quell’anno formidabile i ragazzi di allora, tutte le terze classi, si ritroveranno insieme (grazie all’impegno di Anna Rufini e Francesca Abbozzo: "Del '68 faremo memoria con documenti, filmati ed immagini" promettono) perché il ‘coraggio di essere vivi’ loro non l’hanno perduto. Per niente. Così come il Classico fucina di leve che ha dato via via due ministri (Domenico Fisichella e Giuliano Urbani), sindaci, amministratori locali, presidenti di istituzioni, docenti universitari, schiere di professionisti di gran nome e giornalisti, tanti a cominciare da Massimo Bucchi (La Repubblica), continuando con il compianto Florido Borzicchi, valoroso inviato de ‘Il Resto del Carlino’ nel cui nome la sua Umbertide ha voluto un premio destinato ai migliori cronisti, e concludendo con Gianfranco Ricci attuale presidente della Commissione giuridica della Federazione nazionale della Stampa (FnSI).
06/06/2018 15:32:57

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