STORIE

I settant’anni
di Marco Degl'Innocenti
alla corte dell’Avvocato
e dei Grandi
dello Sport
“anche se non voleva
fare il giornalista
sportivo”

Maurizio Verdenelli
In effetti Marco Degl’Innocenti (detto ‘Pinguino’ per l’eleganza) il giornalista sportiva non voleva farlo, tanto per prendere spunto dal titolo dell’autobiografia pubblicata in coincidenza del suo 70. Compleanno celebrato con vecchi e nuovi amici, anche e soprattutto dalla Germania, a Panicale. Era nato per fare il cronista di nera e giudiziaria, un cronista di razza d’intende: lo si era compreso subito da quando Giancarlo Scoccia subentrato a Silvano Romano (andato a Roma) come corrispondente de ‘Il Tempo’ l’aveva nominato sul campo, con i fratelli Urbano e Leonetto Medici ineguagliabili fotoreporter e notissimi ‘ritrattisti’ della Perugia degli anni 60 e seguenti. Al ‘Tempo’, durante una partita a poker in una redazione toscana post-lavoro, l’avevo indirizzato io sapendo dei movimenti interni alla redazione. Grandi scoop, raid vincenti un po’ dappertutto per Marco sempre sul posto giusto al momento sbagliato. Tuttavia aveva compreso alla fine che la strada della provincia era sbarrata e così si era felicemente incamminato, un’estate con la sua VW maggiolino, per la Germania. Scelta giustissima. Poi di nuovo in Italia, del Nord. Per l’essattezza. Il primo scoop con il Corriere d’Informazione il 9 ottobre 1974 bussando semplicemente ad una porta di Barcellona. Gli aveva risposto il ‘re di Spagna’, quella pallonara, Cruyff fotografato con moglie e figlioletti. Intervista esclusiva, firmata con uno pseudonimo. Poi alla Gazzetta dello Sport, pure all’Alto Adige. Ed ancora e soprattutto la stima di Gianni Agnelli. Un incontro a tre: l’Avvocato,  Giampiero Boniperti e Marco. Agnelli comprese al volo che aveva di fronte un cavallo o un Pinguino (fate voi) di razza. Dopo un po’ arrivò una telefonata da Torino: l’Avvocato lo voleva alla guida dell’ufficio stampa del gruppo Fiat a Francoforte, poi a Londra. Infine a Moncalieri nel ‘laboratori’ del guru Giugiaro, re dell’Italdesign. Amico di Schumi e di tanti altre divinità dello sport, avendo seguito campionati del mondo ed europei di calcio, olimpiadi di ogni colore, Marco ha scritto, prima della sua, tre biografie: di Rummenigge, di Warkuss (grande designer della Volkswagen) e di Vettel.
Scusate se è poco. E il 1. Giugno, ormai in pensione (continua a scrivere di motori per La Stampa per non perdere l’abitudine ma vuole smettere…di fumare, e cioè di fare il cronista, un bel giorno) e ricorrendo il suo genetliaco, con Gudrun, psicologa con la quale vive vicino Monaco, Degl'Innocenti ha festeggiato al ‘Masolino’ di Panicale con una torta nel segno della Ferrari ed un maxi Mum, lo stesso che viene stappato dai vincitori di ogni GP. Ma stavolta lo champagne non è finito addosso agli invitati!
A coordinare la festa è stato Luca Degl'Innocenti, il nipote (figlio di Stefano) che  ha seguito le orme dello zio, giornalista al ‘Giorno’ e con una ‘regina’ speciale: la madre, 93enne, che Marco ha ricordato nel libro “Una tragedia dimenticata” dedicata dal sottoscritto e da Luciano Magnalbò ai terremoti del Centritalia -la signora Degl'Innocenti è stata per molte estati ospite di San Ginesio, uno dei centri dell’Alto maceratese più colpite dalle scosse telluriche.
A tutti, Pinguino ha donato una copia del suo libro, prefata dall’amico Gianfranco Ricci, presidente della commissione giuridica della Fnsi. Presente anch’egli con Enzo Ferrini, già redattore capo Ansa (amico d’infanzia), Giuseppe Occhioni (con cui ha diviso la prima militanza giornalistica al ‘Tempo’) e con il sottoscritto…

04/06/2018 07:32:11

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