STORIE

Il '68 e il Liceo
Classico Mariotti
Incontrarsi
dopo 50 anni
è bello

Maurizio Verdenelli
Fonte: Foto di Giancarlo Belfiore
La Contestazione a Perugia/Una storia importante: al centro 'Lo Zibaldone', il periodico studentesco che anticipò 'La Zanzara' del Liceo Parini di Milano 


Cinquant'anni fa il sessantotto: il Movimento studentesco fu protagonista a Perugia, in particolare al Ginnasio-Liceo Classico 'Annibale Mariotti, la scuola che fino ad allora (ma pure dopo) dal dopoguerra aveva fornito la classe dirigente della città: avvocati, medici, politici e pure giornalisti anche di livello nazionale grazie, quest'ultimi, all'apprendistato presso 'Lo Zibaldone', il periodico studentesco voluto e finanziato dalla famiglia Spagnoli. Nell'articolo che pubblichiamo a distanza di quasi sette anni, c'è proprio quel giornale che anticipò i temi della Contestazione. Quando scoppiò il '68, il liceo venne occupato, tra i protagonisti Enzo Santucci, poi amministratore pubblico di rilievo. Fatti e storie che saranno presenti nel Gran Raduno dei Maturati di quell'anno fatidico che si celebrerà domenica 10 giugno alla 'Posta dei Donini' a San Martino in Campo, per volontà di un nutrito gruppo di ex Mariottini; al centro del motore organizzativo Anna Rufini. Ragione e Rivoluzione, per dirla con Herbert Marcuse, o meglio Amicizia (che ritorna) e Rivoluzione (passata).

Perugia ha sentito sempre un pò 'suo' Giacomo Leopardi, dunque Recanati e Macerata come proprie città d'affezione. A sostenere la 'maceratesità' nel cuore e negli studi del capoluogo umbro tanti intellettuali e docenti marchigiani. Al Liceo Classico 'Mariotti' di Perugia, ad esempio, nella stagione calcistica (di grazia) 1966/'67 che vide il Perugia andare in serie B a 'scorno' della super Maceratese di Turchetto e Dugini  il maceratese prof. Nello Carini, tifoso biancorosso, ci faceva 'leggere' in classe sulla 'Gazzetta dello Sport' le cronache della gesta degli undici di Giammarinaro che nel girone d'andata non sembravano avere ostacoli.

Il tavolo dei relatori: Pier Giorgio Giacchè, Cecilia Cristofori, Lucio Biagioni, Massimo Bucchi, Gerardo Gatti

Nel nome del Grande Recanatese, inoltre, era stato 'intitolato' il giornale studentesco del Liceo: un vero cult nel panorama scolastico dell'Umbria.  “Lo Zibaldone” nato nel 1952 venne diretto da Eugenio Spagnoli che morendo di lì a poco tragicamente 'offrì' indirettamente l'immortalità al foglio. Per ricordarlo, la famiglia del giovane Spagnoli -titolare della celebre omonima industria- mise infatti a disposizione in modo illimitato il finanziamento necessario per mandare in stampa “lo Zibaldone”. Sollecitando anzi alle varie redazioni che si succedevano negli anni, il rispetto della qualità e un numero crescente di uscite. Da giornalista, con oltre 4 decenni di esperienza, non avrei conosciuto mai più un'opportunità simile rispetto a quella che vissi come redattore e poi direttore de 'Lo Zibaldone'  nel biennio '67/'68:  nel comitato direttivo c'era pure la 'maceratese' prof. Silvia Ferretti, docente di estetica alla facoltà di Scienze della Comunicazione all'Unimc.

In prima fila, secondo da destra, il sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali

Un giornale che tuttavia non si è perso pur dopo l'eclisse negli anni seguiti alla Contestazione studentesca ritornando da 10 anni al centro del dibattito interno del liceo perugino, come ha detto il preside Maiolo che l'altro giorno è intervenuto con i suoi studenti alla presentazione a Perugia di un monumentale tomo per i tipi di 'Futura edizioni'. Ancora una reminiscenza leopardiana “Sempre caro ci fu lo Zibaldone” per il titolo di questa fortunatissima raccolta storica: dal 1952 al 1969 (l'ultimo anno del 'grande' Zibaldone) a cura di Patrizia Brutti e Giorgio Panduri, anch'essi redattori del mitico 'foglio'. In precedenza un'altra pubblicazione, non così completa nella documentazione, aveva raccolto intorno agli anni 80 gli 'annales' de Lo Zibaldone. Un volume accolto con grande favore ed andato praticamente esaurito.

'L'immortalità' al giornale 'leopardiano' verrà in ogni caso assicurata dal museo del Liceo cui sono stati consegnati 60 clichet lignei dell'epoca e la copia digitale di ciascun numero e sopratutto dalla Biblioteca comunale 'Augusta' che conserverà le copie originali a testimonianza della storia di una classe dirigente che si è fatta onore in Umbria ed in Italia. Due ministri della Cultura, Domenico Fisichella e Giuliano Urbani, sindaci del capoluogo, presidenti di istituzioni, assessori regionali, protagonisti nelle professioni e 'firme' del giornalismoi sono stati, via via, inesorabilmente 'direttori de Lo Zibaldone'.


A quella scuola si è formato anche una delle firme più prestigiose del giornalismo, Massimo Bucchi (La Repubblica) che disegnò due 'testate' del giornale scolastico e ci scrisse a cavallo tra gli anni '50 e i '60. “Quelli di Perugia sono stati gli anni determinanti della mia formazione nell'eterno girovagare della mia famiglia da una parte e l'altra del Paese, tanto che io mi definisco Apolide italiano. Pochi anni, non più di quattro, ma decisivi. Lo Zibaldone è stato al centro di questa mia educazione al giornalismo: era una sfera di cristallo affascinante e piena di insegnamenti. Molto devo a questo giornale” ha detto Bucchi in occasione del 'lancio' del libro che mostra in copertina un suo disegno della Fontana Maggiore. Tanti sono intervenuti all'auditorium S.Cecilia dove si è tenuta la cerimonia: il sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali; l'assessore regionale alla Cultura, Fabrizio Bracco, l'ex sindaco di Perugia ed assessore regionale alla Cultura Gianfranco Maddoli, l'ex assessore provinciale Enzo Santucci (gli ultimi due ex redattori del foglio 'mariottino'). In sala pure Nicoletta Spagnoli, titolare della 'Luisa Spagnoli', nipote di Eugenio: un filo affettivo che non si è perduto.

Alla tavola rotonda di presentazione, introdotta e coordinata brillantemente dal capo Ufficio Stampa della Regione Umbria, Lucio Biagioni (un altro dei redattori 'storici') hanno partecipato con Bucchi, la sociologa Cecilia Cristofori ed altri due direttori de 'Lo Zibaldone': il docente universitario Pier Giorgio Giacchè e l'avv. Gerardo Gatti che aveva curato la prima raccolta. Gatti ha introdotto doverosamente nel suo intervento un  grande 'maceratese' d'adozione, il cui ricordo ancora vive nella scuola di questa provincia che lui, da provveditore negli anni post bellici, ricostruì e riorganizzò egregiamente. Il dottor Aldo Tornese -che finì  la sua eccezionale carriera come presidente di sezione della Corte dei Conti- dopo aver retto così bene il Provveditorato di Macerata, venne promosso ed inviato al vicino capoluogo dell'Umbria. E qui, fra tanti problemi, si trovò con la 'grana' “Zibaldone'. Che era accaduto? Nel 1959 precedendo di 7 anni  il caso de 'La Zanzara' (la pubblicazione di un articolo sulla sessualità dei giovani) che avrebbe aperto le porte alla Contestazione Studentesca, il giornale del Liceo Classico di Perugia aveva 'strillato' in prima pagina un 'pezzo' sul controllo delle nascite. Suscitando subito le proteste dell'arcivescovo mons. Parente -sarebbe diventato cardinale- che coinvolse il preside e il provveditore. Per lo Zibaldone si paventò la chiusura. Fu un momento solo però, perchè la nerissima prospettiva venne fugata dal 'maceratese” dottor Aldo Tornese -con questa terra, fino all'ultimo, lui ha tenuto rapporti costanti ed affettuosi con tanti. Il provveditore convocò tutti nel suo studio, parò a lungo, poi ordinò al vicino bar vermuth e pasticcini. Con un brindisi venne 'firmata' la 'pax'.  Il caso perugino sarebbe servito poi al dottor Tornese a 'salvare' anche i redattori de 'La Zanzara' finiti in Tribunale. Lui, che dopo Perugia era stato nominato a Milano (sarebbe andato poi di Roma), con la sua testimonianza appassionata fece di fatto 'assolvere' il 2 aprile 1966 i ragazzi del giornale del Liceo Parini.

L'intervento di Massimo Bucchi

Insomma tante suggestioni, tanti nomi ed una storia d'Italia nel crocevia di un giornale scolastico il cui fascino resta. Tanto che c'è stata anche un'unanime 'riabilitazione', a distanza di 43 anni, a conclusione del lancio di 'Sempre caro ci fu Lo Zibaldone'. Ha riguardato chi scrive, privato nel corso di una riunione 'bulgara' (guidata da Lucio Biagioni, Giorgio Panduri ed Enzo Santucci) dalla direzione del giornale a causa di 'posizioni moderate' espresse in occasione dell'occupazione del Liceo Classico nella primavera del '68. Cacciato anche dalla redazione, a ludibrio ulteriore la mia firma venne storpiata. Così come quella della 'maceratese' Silvia Ferretti, l'unica ad aver difeso le mie ragioni nella 'congiura' di redazione. Eccessi sessantottini ma poi ... amici come prima e con l'incubo dell'incombente esame di maturità ancora non riformato, tornammo quieti alle leopardiane 'sudate carte'. Per quanto mi riguarda Lo Zibaldone mi fece vedere chiaro il mio futuro. Dopo il 'siluramento' e dopo la Maturità, passai infatti stabilmente a 'La Nazione' di Firenze. Tuttavia ancora mi chiedo se il giornalismo per me (e sopratutto per i miei lettori) sia stato un bene o un male...

Per gentile concessioni di www.cronachemaceratesi.it

31/05/2018 20:24:12

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