SPORT

Ex campioni di calcio
(anche al telefono)
nel ricordo
della Maceratese
‘che non c’è’

Maurizio Verdenelli
Pino Brizi, Lorenzo Minotti, Nevio Scala all’Arena Sferisterio. E qualcuno lancia una sottoscrizione come i ‘cento consorti’ che costruirono l’Arena per il giuoco del Bracciale




“Tre anni splendidi (alla Fiorentina dal 1971 al ’73 ndr) insieme, indimenticabili, Nevio! Che bello risentirti, tutto bene in famiglia? Hai una tenuta agricola? Fai il vino? No, non vengo tuttavia, ho timore ad ubriacarmi, pensa un po…”. Parole, scherzi ed emozioni tra due grandi campioni di calcio. In diretta davanti ad una platea di tifosi ed insieme ad un vicecampione del mondo (’94, allenatore Arrigo Sacchi), Lorenzo Minotti, bandiera del Parma e con il sindaco di Macerata, Romano Carancini, e il presidente ‘Amici della Rata’, Giovanni Orlandi e il giornalista Benedetto Verdenelli a condurre un pomeriggio altamente emozionante nella sala coperta dell’Arena Sferisterio di Macerata. Al telefono, dal capoluogo marchigiano, Pino Brizi, l’unico maceratese campione d’Italia di calcio, colonna della difesa viola, dall’altra mister Nevio Scala, allenatore di Minotti al Parma superstar degli anni ’90 (dove nel ’95 lanciò un diciassettenne Gigi Buffon) e centrocampista ‘di razza’ e giramondo, con un triennio alla corte della Firenze calcistica. A ricordare quegli anni d’oro della provincia pallonara una gigantografia nella quale Brizi svetta di testa sul grande Gigi Riva, ‘Rombo di tuono’ come l’aveva definito Gianni Brera, nell’area della Viola. E poi il palmares con tante coppe internazionali vinte (tra cui una Uefa) da Minotti che a Macerata è venuto a raccontare la storia di una ‘rinascita’: quella del Parma che dal crollo dell’impresa di Tanzi (prima sponsor, successivamente patron della società) è risalita dagli inferi della serie D ad un’insperata promozione in A, quest’anno. “Gli ultimi tempi non riguardano tuttavia più noi –racconta Minotti- i nostri sono stati fino a poco fa i tempi del calcio ‘biologico’, puro, così definito e voluto da mister Scala ritornato con noi ‘vecchie glorie’ sul vecchio terreno d’allenamento parmense di Collecchio, preda ormai di erbacce ed abbandonato da tempo”.
Ricordi che fanno bene all’anima calcistica della nazione e soprattutto agli sportivi della ‘Rata’, la Maceratese che non c’è più dopo una breve ma intensa primavera in lega Pro, gli anni scorsi. “Non c’è neppur il titolo sportivo visto che la società è fallita” ricorda Carancini con un passato da arcigno difensore nel Tolentino. Si dovrebbe ripartire da zero o forse dall’Helvia Recina che gioca tra i dilettanti “!tuttavia manca  anche un solo imprenditore pronto a scommettere sulla ripartenza della Maceratese” rivela il sindaco. E qualcuno, generosamente, visto il contesto sferisteriale ricorda i ‘cento consorti’ che diedero avvio al giuoco del pallone al bracciale a Macerata costruendo l’Arena. “Tassiamoci anche noi, con 500  anche 1.000 euro a testa. Servirà per ricominciare”.
Nella penultima ‘adunata’ del tifo erano state circa 400 le presenze, molto meno stavolta gli ultras si dividono anche nel ricordo bruciante di un passato troppo recente. Né servono le suggestioni “Fare squadra per fare il nostro gioco” benissimo, peraltro, evocate in un piacevole scenario dove il ‘pistacoppo’ sembra recitare la parte dell’…aquila, per ridare l’idea di un  nuovo inizio. Il sindaco smentisce anche l’ipotesi Canil, l’influente imprenditore che a Matelica ha risvegliato la passione per il calcio. Ma chissà…? Nella ‘città di Mattei’ intanto dicono a mò di smentita: “Saremmo sorpresi se Canil ci lasciasse”. Vedremo.
In conclusione, ecco la cornamusa e la chitarra e la voce dei Vincisgrassi che hanno composto l’inno ufficiale per una squadra ‘che non c’è’ ma che tutti vorrebbero di nuovo calcare uno stadio che era stato rimesso a posto per la serie C. Il titolo: “Scì, però…” a cura di Luciano Monceri e Maurizio Serafini che lancia una battuta agrodolce in sala riguardo ad ipotetici, molto ipotetici, nuovi finanziatori. Con riferimento ai ‘Fatti di Macerata’ che quest’inverno hanno sconvolto l’Italia, e non solo, e che lascia qualche brivido in sala non solo nel sindaco.

27/05/2018 08:25:18

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