ATTUALITÀ

Così Macerata
ha perduto
Pinocchio e Lev Tolstoj!
(e pure una storica
collezione di medaglie)

Maurizio Verdenelli
Nel giorno del 31. Compleanno di Pinocchio, oggi a Pescia, a cura della fondazione Carlo Collodi




Nel giorno del 31. ‘Compleanno di Pinocchio’ che oggi si celebra a Collodi a cura della fondazione Carlo Collodi, si scopre che Macerata si è perduta oltre all’immortale Burattino, Lev Tolstoj e pure una collezione di medaglie celebrative dal ‘600 ad oggi (valore ottantamila euro): un ‘tesoro’ storico artistico che avrebbe accresciuto alla grande l’importanza della biblioteca comunale ‘Mozzi Borgetti’, una delle più importanti delle Marche.
Ma torniamo alla perdita, incredibile, del fondo Marinelli-Volpe che nel nome del Burattino consta di 950 pubblicazioni ‘storiche’ tra le quali la traduzione di Tolstoj in russo dell’opera di Carlo Lorenzini. Edizioni complete e riduzioni illustrate per bambini, fumetti e trascrizioni in italiano e in varie lingue del mondo e pure in dialetto. L’abbiamo scritto nei giorni scorsi: la raccolta iniziata nel 1902 dall’on. Oddo Marinelli, anconetano, avvocato, giornalista e padre costituente (promotore nel 1954 della scultura di Pinocchio che ha dato nome ad un intero quartiere all’ingresso del capoluogo marchigiano) ed implementata dal nipote, il prof. Alberto Volpe, medico psichiatra, è stata ceduta dagli eredi maceratesi (i tre figli del professionista) alla Fondazione Carlo Collodi. Alla notizia sul nostro giornale, nei giorni scorsi, c’è stata una levata di scudi, comprensibile, di alcuni maceratesi: “Ma come?! Un fondo di questa importanza non poteva restare in città, accolta dalla nostra storica Biblioteca?! Perché gli eredi non ci hanno pensato, perché hanno voluto privare la città di un tale tesoretto?”.
Alla fine, la prof. Gabriella Volpe, a  nome della sorella e del fratello ha voluto fare chiarezza. “Già nel 1972 gli eredi dell’avv. Marinelli proposero al comune di Macerata la donazione della biblioteca del suddetto, ricchissima di testi di grandissimo rilievo soprattutto per quel che riguarda l’apicoltura. E il comune non volle riceverla. In tempi più recenti è stata offerta al comune e alla direzione dei musei (cambiano i suonatori ma la musica è sempre quella!) la collezione di medaglie commemorative dal ‘600 ai nostri giorni di mio padre di un valore intorno agli 80.000 euro. Nonostante sia stato offerto anche l’acquisto degli espositori e dopo tre anni di inutili trattative il comune non ha mai formalmente risposto adducendo scuse capziose”.
Insomma Pinocchio sarebbe stato messo alla porta dell’Atene delle Marche, come un tempo, veniva definita Macerata sede di tutte le scuole superiori, di un’Accademia di Belle Arti e soprattutto di un’antichissima università: proprio oggi a Pescia alla prof.ssa Francesca Chiusaroli, docente di Unimc sarà conferito il titolo di ‘Amica di Pinocchio’ per le studi, pubblicazioni e ricerche. Tra le manifestazioni al Parco anche ‘Pinocchio e i suoi personaggi in cerca d’autore’. Ed allora anche a Macerata, pur nei prossimi giorni, si possa dare spessore a questa per tanti versi incredibile vicenda dove è sembrata mancare la magia di una fata Turchina a garantire la bontà del finale per la cultura locale.
In ogni caso sarebbe bene che assessorato competente e direzione dei Musei vogliano intervenire sulla vicenda sollevata dalla donazione e dalle parole della prof. Gabriella Volpe che (seppure per il Burattino si tratti di un ‘rientro’ in Toscana) rivelano la ‘fuga’ fuori da Macerata e dalle Marche di un indubbio bene culturale così ricco e variegato: medaglie dal ‘600 ad oggi, preziosi libri sull’apicoltura (non siamo un territorio a vocazione agricola?) e soprattutto le 950 pubblicazioni nel nome del burattino amato ‘da grandi e piccini’ di tutto il mondo. Si dirà che tutto cominciò nel ’72 ma certo le ultime, triennali trattative tra gli eredi Volpe e il comune non hanno reso idilliaci i rapporti  tra i primi e l’ente pubblico a beneficio di un auspicabile esito finale, in conclusione, fallito.


26/05/2018 08:06:59

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