ATTUALITÀ

Per Fabrizio Frizzi
una via a Macerata

Maurizio Verdenelli
Fabrizio Frizzi, il popolare conduttore deceduto il 26 marzo scorso, avrà intitolata a suo nome una via (o forse anche una piazza) a Macerata. “E’ qualcosa cui l’amministrazione lavorerò” ha dichiarato ieri il sindaco Romano Carancini nel corso della conferenza stampa di presentazione di ‘Musicultura’, dall’11 al 17 giugno. Una manifestazione che aveva legato il suo nome e soprattutto tutto il suo successo a Frizzi che garantiva inoltre il rapporto con i vertici Rai: un rapporto che aveva permesso lo scorso anno di vedere dall’Arena Sferisterio in prima serata sul primo canale, ‘la nave ammiraglia’ del servizio radiotelevisivo di Stato,  la manifestazione conclusiva che coniuga nel nome di Giacomo Leopardi note e poesia.
Frizzi amava Macerata (“Ormai dopo tanti anni –aveva detto una volta- considero i maceratesi come parenti stretti”) e l’algida Macerata si era ‘sciolta’ per l’ottimo Fabrizio che garantiva visibilità nazionale alla città diventata quest’inverno tristemente nota per i ‘Fatti’: il caso Pamela e il susseguente raid di Luca Traini.
Quante bellissime dopo-teatro a Villa Lucangeli o agli Antichi forni con Frizzi e le varie autorità locali: dallo stesso Carancini, al presidente della Provincia Pettinari, salendo su su fino al governatore Ceriscioli. Notti magiche anche con i protagonisti della musica leggera italiana ospiti tradizionalmente di Musicultura.
E dunque fa bene il sindaco ad ‘immortalare’ quell’amicizia, così foriera di benefici mediatici, tra il popolarissimo conduttore spentosi troppo presto e Macerata. E seppure il regolamento vieti d’intitolare vie a chi è deceduto prima dei regolamentari dieci anni d’intervallo, c’è pure l’eccezione della ‘chiara fama’. Nessun problema per Fabrizio Frizzi che l’Italia intera ha pianto. Speriamo dunque che il ‘lavoro’ garantito dal sindaco porti i suoi frutti così come finora non è stato per i maceratesissimi Jimmy Fontana (alias Enrico Sbriccoli), cantante, Silvio Spaccesi, attore e regista, e per Giorgio Pagnanelli, già direttore generale dlel’Onui in Italia: l’unico fra i tre illustri concittadini per il quale non ci sarebbero problemi burocratici essendosi spento oltre un decennio fa.

26/05/2018 08:01:32

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