ATTUALITÀ

Due caimani-baby sequestrati
sulla A14 a Porto Recanati
I precedenti:
la pantera di Camerino
e il coccodrillo-assassino
di contrada
‘Vergini’ a Macerata

Maurizio Verdenelli
Anche due caimani babies nel tir, targato Repubblica Ceca, fermato ieri dai carabinieri forestali al casello autostradale sull’A14 di Porto Recanati-Loreto. Con i due alligatori ‘in fasce’ anche mille pesci esotici per acquari. Per i primi (due) divieto assoluto d’importazione, per i secondi (mille) mancavano le prescritte autorizzazioni. Ed è scattato il sequestro degli animali. I piccoli alligatori sono stati trasportati al centro rettilario di Perugia, specializzato per la detenzione di animali pericolosi. I due autisti rischiano una condanna penale fino ad un anno di reclusione ed ammenda fino a duecentomila euro.
E’ il secondo colpo dell’Arma di Ancona dopo il sequestro di tartarughe, le settimane scorse. Tuttavia la scoperta dei caimani ‘da crescere’ ha qualcosa di inedito e straordinario: chi aveva interesse ad avere (in qualche laghetto privato o in piscina, si può arguire) tali pericolosi animali?
In provincia di Macerata, peraltro, la cronaca segnala a metà degli anni 80 la ‘scomparsa’ di una pantera nella zona di Camerino. Del predatore i carabinieri, dopo una lunga caccia, persero le tracce su uno dei poggi che domina Colfiorito (Foligno). La belva non fu mai ritrovata: che però s’aggirasse lungo lo sconfinato altopiano che aveva visto un milione d’anni fa i suoi progenitori lo testimoniarono i resti di animali al pascolo e il terrore, la notte, dei cavalli nei recenti che dall’olfatto ‘avvistavano’  la pantera pericolosamente nei pressi.
Il fatto ebbe del clamoroso e gli studenti dell’università di Camerino presero a prestito l’icona della pantera a segnalare, come vent’anni prima in occasione del ’68, un movimento di contestazione che occupò per qualche giorno pure la sede centrale dell’ateneo, a palazzo ducale, quella stessa ora chiusa dopo il sisma del Centritalia che ha avuto facilmente ragione dei restauri realizzati a seguito del terremoto precedente, quello umbro-marchigiano, del ’97. “Se si sovrapponessero le immagini delle rovine di 20 anni prima, ci si accorgerebbe che le scosse hanno provocato le stesse lesioni…” ebbe modo di segnalare l’allora rettore di Unicam, prof. Flavio Corradini.
Andando molto più indietro nel tempo, c’è un altro episodio a ricollegarsi più direttamente ai due caimani sequestrati ieri all’uscita del casello autostradale marchigiano: il coccodrillo alle ‘Vergini’, nell’immediato hinterland maceratese. Un quartiere, all’inizio del secolo scorso, di aperta campagna ancora non del tutto bonificata da acquitrini. Qualcuno, proveniente evidentemente dal Continente Nero (il Mal d’Africa colpì la fascia alta della popolazione del capoluogo, da sempre divisa da ‘ciabattoni’ inguaribili ed altrettanto inguaribili giramondo) aveva avuto la brillante idea di rilasciare nelle paludi di contrada ‘Vergini’ un coccodrillo, souvenir di qualche suo viaggio. Più di un bambino fu vittima dell’animale cui i contadini della zona diedero una gigantesca caccia, conclusa con l’uccisione del coccodrillo. Che fu ‘donato’ in segno di grazia alla Madonna dello storico santuario. E da allora il predatore ormai mummificato continua a ricordare quell’episodio, davvero incredibile, dall’alto di un’altissima colonna nel luogo di culto, qualche anno fa ritornato al suo antico splendore.

25/05/2018 07:13:58

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