ATTUALITÀ

No,
non e' Pamela

Liana Maccari
“Ti stai sbagliando chi hai visto non è Francesca”, cantava anni fa Lucio Battisti. Da telespettatrice colpita da questo atroce delitto, da lettrice resistente a copioni tragici che si replicano ormai in maniera sistematica, da scrittrice di un giallo storico per certi aspetti simile, ho subito formulato l'altra ipotesi, appena visto il volto così bello di Pamela Mastropietro, apparire su tutti i giornali con la notizia del macabro ritrovamento, vicino Macerata, durante i giorni della merla, il 30 gennaio. Era la foto in cui Pamela, vestita di nero, la bella ampia fronte scoperta, assomiglia a Catherine Spaak da giovane. Ho pensato con paura a come tutto ormai, nel commercio globale, venga calcolato in termini di profitto. Ho calcolato che la bellezza produce soldi. Ne è derivata la molesta, perché indimostrabile, ipotesi che si trattasse di una vendita. Un'altra ragazza, venduta in precedenza, è morta, forse soffocata in quello che gli uomini chiamano sesso e le donne tentativo di soffocamento. Quella creatura, ormai deceduta, sarebbe stata fatta a pezzi, mentre un'altra, Pamela, potrebbe essere stata rapita e “pubblicizzata”.

Una seconda foto di Pamela, sui giornali il giorno successivo, mostra un primo piano di una ragazzina, dallo sguardo profondo e trasparente, dal volto serio quasi imbronciato, ornato di graziosissime fossette, incorniciato da un caschetto di lunghi capelli biondo scuro. Forse per il viso lungo, dà l'idea che sia molto magra quasi anoressica.

Ricordo che un tempo, avevo un po' meno della sua età, ho avvertito che mi spiavano dalle stelle, dalla base telelunare, e che tutto il mondo è una gabbia di Hansel e Gretel, e sono diventata secca come un ossicino, inguardabile... da allora li sento sempre calcolare...e masticare.

Altre tre foto il giorno dopo, su diversi giornali e siti di notizie on-line, mostrano: una ragazza con leggins neri e camicione lungo e scuro, che entra in una farmacia; una ragazza con jeans chiari, sdruciti e biancheggianti sulle ginocchia, maglione fantasia, che entra in farmacia; una ragazza con jeans scuri, diritti, con sopra un gilè di pelliccia che entra in farmacia.

Veramente che si tratti di farmacia ogni volta lo leggo scritto, le foto sono troppo sfocate e scure, indistinte. In alcune si vedono anche una o due sagome scure, dietro, o davanti, in fila al bancone.

E' evidente che la polizia ha detto di aver trovato la foto di Pamela che entrava in farmacia, in compagnia di un nigeriano, subito arrestato. Non è quella la foto così fondamentale per le indagini, non viene comunicata ai giornali, i quali ne utilizzano una simile.

Nessuno di noi ha visto la foto della farmacia di via Spalato, che però tutti ritengono di aver visto. Da essa nasce l'arresto del nigeriano Innocent Oseghale e tutto ciò che ne consegue.

Il giorno dopo, sabato, Luca Traini imbraccia armi da fuoco e guidando nel traffico di Macerata mette a segno almeno sei tentativi di omicidio su persone di colore che possono corrispondere all'idea di nigeriani, che comprende ogni tipo di africani e anche una ragazza.

Ha quindi recepito le notizie come vere informazioni, e indicato, grosso modo, la sentenza. L'uomo medio, l'uomo fascista ha fatto di ogni erba un fascio e si è fatto giudice. Al solito la sua è sentenza di morte. Solo la difficoltà di sparare guidando l'auto ha limitato i danni.

E noi altri, spettatori dotati di senso critico verso le fonti, chiamati ormai alla gogna mediatica, che dobbiamo pensare e fare? La maggioranza, stufa del traffico della droga, della delinquenza, dell'immigrazione senza limiti e confini, sia in piazza che nei mass media, ha risposto preparando la forca. Ormai il caso era stato travolto dalla rilevanza politica e sociale.

Il 10 febbraio ho condiviso un post su Facebook, di Claudio Marchina, in cui scriveva che “il vero mostro – un cittadino come tanti, non un immigrato, trova la ragazzina in cerca di droga: invece di aiutarla la paga per fare sesso”. Pubblicava un post di Selvaggia Lucarelli:”L'uomo bianco che poteva salvare Pamela l'ha sfruttata”. Era emerso infatti un altro personaggio, “la figura di un uomo bianco di mezza età, un meccanico, un maceratese come tanti...uno con abitudini banali. Uno a cui nessuno ha sparato, che nessuno ha insultato...” L'opinione pubblica, nazionale e anche mondiale, era ormai magnetizzata sulla questione degli immigrati africani e della reazione maceratese. Condanna quelli, condanna questi, il porco ne è uscito pulito, gaudente di tutta la sua privacy!

L'indagine ormai è solo statistica. Il 100% pensa che il cadavere sia di Pamela ( io solo penso che stia a cantare a Sanremo). Il 50% pensa che l'abbia uccisa l'overdose; l'altro 50% il nigeriano.

Anzi due nigeriani, poi tre, poi quattro. La percentuale aumenta ogni giorno. In quanti pezzi il cadavere trovato in due trolley? Ne vengono nominati una ventina, prima nessuno nominava il collo, ma poi è comparso...certo per motivi di indagine, che proseguirà anche sul fronte dello spaccio, del traffico di esseri umani, sia di neri che di ragazze bianche, non ci diranno tutta la verità, la staranno ancora cercando, ma ormai siamo chiamati a sentenziare, noi il popolo che tutto ignora, a cui tutte le menzogne si danno da bere, siamo chiamati alle urne, ci dobbiamo votare sopra.
Dentro di me non ho alcun dubbio, fanno solo indagine statistica, come le operazioni antidroga, che si ripetono uguali da quando non c'era ancora la superstrada Civitanova-Tolentino. Solo mi chiedo: gli assassini, che trafficano esseri umani e tutte le informazioni, che hanno ogni potere sulle televisioni e su tutte le foto, come fanno a fare insieme Macerata e Sanremo?

Anche quest'anno ce l'hanno fatta benissimo.

I giornali dicono “riti woodoo”, ma se ci pensi, anche quando la mafia nasconde una morte per overdose, e lo fa per non far sapere quanti ne uccide la sostanza tossica, fa eliminare tutto il sangue, togliendo il cuore e gli arti, e lavando tutto. Così l'allarme si sposta su un'altra causa di morte.

Un'amica di Facebook mi commenta che una cosa non esclude l'altra, e questa volta ci terremo il dubbio perchè il soggetto non parlerà.

I Nigeriani, a volte rapiti da bambini, costretti a diventare banditi, a volte riportati nei loro stessi villaggi e fatti sparare ai loro stessi genitori, poi trasferiti in Europa, obbediscono agli ordini. Oseghale non parlerà, se non per dire ciò che gli comandano. Non credo neanche alla sua confessione.

Continuo a pensare che si tratti del cadavere di un'altra ragazza.Certo il cadavere c'è (per quanto, chi me lo dice? Televisione e giornali! A loro chi glielo dice? I soliti poteri forti, occulti, non controllabili dal popolo), e che si tratti appunto del cadavere di un'altra ragazza. La mafia nasconde le vittime dei clienti, i quali poi pagano per tutta la vita. A Abu Dhabi, come a Milano, nel Brunei, come in Florida, le ragazze in vendita stanno dappertutto e sono sempre giovani, sempre nuove. Ti sei mai chiesto da dove spuntano fuori, e dove finiscono?

Il tossicologo della procura di Macerata, Rino Froldi, ha trovato tracce di morfina e lo spiega sostenendo che Pamela (non parla però del D.N.A di accertamento della identità), ha assunto eroina che si deteriora in morfina base. Non sarebbe morta di overdose: in caso di decesso per overdose lo stupefacente tende a concentrarsi nella parte del corpo in cui è avvenuta l'assunzione.

Penso che al cadavere erano stati tolti in effetti anche i muscoli delle braccia, dove in genere si fanno le iniezioni.

Nel cadavere c'era morfina. Si usa per addormentare. A volte la mafia nasconde le vittime di operazioni avvenute nelle cliniche sia pubbliche che private, per non pagare i miliardari risarcimenti. Del resto la mafia sta dappertutto, è una ragnatela mondiale.

Ho trovato on line il luogo dove sarebbe avvenuto il delitto, in via Spalato, all'ultimo piano. Nella realtà non riesco a trovarlo, per le indicazioni stradali poco chiare. Comunque è una zona tranquilla, benestante, con un passaggio pedonale privato, giardinetti antistanti...davvero un bel posto per abitare.

Mi chiedo: nella nostra società dell'immagine, anzi della pubblicità, ogni notizia è vendita? Sia le foto di esterni che di interni sarebbero l'orgoglio di ogni agenzia immobiliare.

I vicini non hanno sentito niente. L'appartamento, molto silenzioso, non era neanche sempre abitato, forse serviva come location per chi acquistava l'eroina e voleva anche un posto tranquillo. Tracce di sangue molto poche.

Il luogo dove Oseghale avrebbe buttato i due trolley invece lo trovo subito, lungo la strada che da Macerata porta a Tolentino, o volendo a Pollenza, o a Corridonia, un posto maledettamente qualunque, proprio qualunque, qua vicino, ma come se ne trovano lungo ogni strada, appena fuori città. Mi fermo, lo fotografo. Un cancello di una villa, in mattoncini rosa, circondato di verde e di campi, lo rende idilliaco, nella gelida e scintillante luce invernale. Sempre l'impressione che lo abbia scelto la pubblicità. E' un luogo bellissimo. Sull'altro lato della strada una fabbrica, nuova, e un cumulo di terra da riporto, però arrotondata a forma di collinetta e coperta di erba. Appena cento metri più in là, il grande inceneritore della provincia. La mafia avrebbe potuto far arrivare il corpo fino all'inceneritore. E invece esso è stato lasciato nel fosso erboso. L'impotenza dell'assassino improvvisato? O una scrittura cinematografica che già prevedeva tutte le foto e i servizi televisivi, la magnetizzazione della società, fino alle elezioni, e oltre? Intanto anche io non posso fare a meno di scattare foto.

La casa di via Spalato, leggo il giorno dopo, è di proprietà di un regista che abita lontano, in Sardegna e che l'ha utilizzata come set cinematografico per un film giallo. La foto mostra una diapositiva del film, con il corpo di un uomo disteso cadavere sul tappeto al centro di un pavimento in parquet, in una stanza luminosa. Mi riprometto di vedere il film.

Non sarà anche stavolta questa, la pista che porta più in alto? Quella dei veri remoti proprietari, come nel caso della villetta del Circeo, dove furono compiuti delitti simili nel 1975? Il grande mistero sulla ormai lontana morte di Rosaria Lopez mi guida in questi interrogativi sulla morte di una ragazza, che potrebbe non essere Pamela. Un amico di Facebook mi commenta: “dovresti rinsavire, non pubblicare squallide fake news”.

Sei certo che sia io a pubblicare fake news? E comunque, se sono chiamata con tanta violenza a giudicare, a esprimere la sentenza, beh, allora anche io ho diritto a indagare con libera mente. Ne ho il dovere.Vorrei anzi che ogni archivio, di ogni stazione, di ogni farmacia, di ogni indagine statistica o giudiziaria, sia in qualche modo accessibile al popolo, e non in mano a pochi manipolatori mondiali.
22/05/2018 07:06:01

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