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Il messaggio di Sottani a Macerata:
"Solidarietà contro odio e terrorismo"

INCONTRI - L'ex pm di Peugia ora Procuratore generale alla Corte d'Appello ad Ancona ha inviato una comunicazione al convegno sull'immigrazione organizzato da Unimc. "Dopo gli spari del 3 febbraio la città è rappresentativa dell'Italia"

Marco Ribechi
Era l'ospite più atteso di un convegno significativo proprio per la città dove ieri si è tenuto: Macerata. Una città dove tornava dopo alcuni anni dopo essere stato prima pretore a San Ginesio, poi giudice del Lavoro presso il Palazzo di Giustizia con sentenze che hanno fatto giurisprudenza in tema di attività giornalistica e dopo pm a Perugia, la sua Perugia, quindi procuratore capo a Forlì ed ora di nuovo nelle Marche come primo magistrato nel ruolo di Procuratore Generale presso la Corte d'Appello ad Ancona. Lui, il dottor Sergio Sottani, a Macerata per la verità è tornato altre volte, sopratutto in estate allo Sferisterio essendo un appassionato di lirica. Ieri avrebbe partecipare all'incontro su "Immigrazione tra disinformazione, ansie e solidarietà". Non ha potuto farlo perchè conovocato dal CSM a Roma insieme con i dirigenti degli uffici giudiziari delle Corti d' Appello. In ogni caso il dottor Sottani non si è voluto sottrarre ad un prezioso contributo di testimonianza ringraziando 'la squisita disponibilità' del rettore Adornato che ha ospitato il convegno promosso dai magistrati di Area, 'degnamente' rappresentati dal collega Daniele Paci. Che, presenti lo stesso rettore Adornato, il sindaco Carancini e la presidente dell'ordine forense, Ottavianoni ha letto il messaggio del PG delle Marche così tanto inerente i Fatti di Macerata. "Non posso oggi ascoltare gli spunti di riflessione degli interventi di illustri relatori (Calzolaio, Borraccetti, Simoni, Di Cosimo, Salari, Caraceni, Cetro ndr): parole che vengono pronunciate in una città con la quale sono legato da un vincolo affettivo ma che, sicuramente non per sua volontà, è diventata un simbolo nella rappresentazione narrativa del nostro quotidiano anche per i fatti accaduti il 3 febbraio scorso. In quella giornata i colpi sparati per rappresaglia nei confronti di innocenti, hanno fatto seguito alle parole di odio, pronunciate successivamente al macabro rinvenimento del corpo di una sventurata giovane italiana, ed a loro volta hanno anticipato le parole di esaltazione di quel gesto criminale. Come da altri ricordato, in una democrazia la libertà di parola nel dibattito politico non rende tutte le parole uguali e legittime. La Convenzione contro il genocidio proibisce le parole che costituiscano incitamento diretto e pubblico a commettere genocidio e la Convenzione sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale punisce chiunque istiga a commettere violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Quindi un convegno come quello sull'immigrazione serve a ricordare come le parole corrotte dilaniano l'animo umano, seminano rancore, alimentano l'ansia, organizzano la paura mentre esistono parole che guariscono quando richiamano i valori di libertà, pace, giustizia, rispetto dei diritti e della dignità delle persone. Parole che richiamano i valori fondanti della nostra Costituzione, quelli che affermano i principi di uguaglianza sostanziale contro coloro che vorrebbero invocare distinzioni razziali, smentite dalla scienza e dalla genetica ancor prima che dalla coscienza individuale, di supremazia, dei diritti individuali rispetto alle esigenze di sicurezza pubblica, in quanto queste ultime non possono mai giungere ad invocare la pena di morte, e di ripudi della guerra, quindi di protezione per tutti coloro che la guerra la subiscono. Diritti certi - ha concluso nel suo messaggio il dottor Sottani - sempre affiancati a doveri di solidarietà, economica, sociale che rappresentano il patto su cui si fonda il concetti di patria nel quale mi riconosco, come comunità che vive in un territorio e che valorizza non solo i legami di sangue, ma sopratutto le relazioni umane ed affettive che quotidianamente nascono e si sviluppano" . Parole nobili, queste del PG delle Marche, ancora più significative perchè risuonate pel tramite del dottor Daniele Paci, sostituto procuratore ad Ancona, a Macerata ancora sconvolta da un inverno crudele di fatti senza precedenti nella storia del capoluogo e dove in questi giorni in Corte d'Assise si celebra il processo a Luca Traini, l' autore del sanguinoso e razzista raid evocato nella sala convegni di Unimc dal primo magistrato della regione.
18/05/2018 15:14:53

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