ATTUALITÀ/Marche/umbria

QUANDO ENRICO MATTEI A COLFIORITO SCOPRIVA BRONZETTI ETRUSCHI NELLE CASE DEI CONTADINI

Per il rilancio dell’altopiano sul quale è stato avvistato un gigantesco daino, il futuro è nel passato e dunque nell’archeologia

Maurizio Verdenelli
Alla fine, dalla nebbia appena squarciata dai primi chiarori della mattina è sbucato, come in una favola nordica, “lo spettacolo di quel daino”. Un animale adulto, bellissimo, mai visto sull’altopiano. Un ‘nipotino’ dei cervidi giganteschi (4 metri da terra a spalla) che si aggiravano ai margini del grande lago con rinoceronti, ippopotami, mammut, bufali e tigri. Caprioli, sì, ma quel daino è stato una specie di ‘miraggio’ anche per lui, Alfiero Pepponi, folignate, coordinatore Lipu, componente del comitato di salvaguardia del Piano di sviluppo rurale (PSR) e ‘cacciatore’ d’immagini. “Per la verità era stato visto prima ancora: un cervo mi ha attraversato la strada, m’era stata detto. L’errore poi è stato chiaro e proveniva da quelle splendide ramificazioni”.
Il ‘miraggio’ si ‘ concretizzato una mattina di qualche tempo fa: uno spettacolo impressionante. “Sul Monte Orve, appena dietro la sede del Parco regionale e dunque contiguo all’affollatissima ‘Osteria dei vecchi sapori’, nell’ex campo 54 a Colfiorito” precisa Pepponi. Da lì si vede distintamente la striscia d’asfalto della superstrada. La ‘nuova’ rotatoria è a poche centinaia di metri. E pure i cacciatori, nella zona… Dice, infatti allarmata, Nunziatina Ricci: “Spesso dalla cucina della mia osteria sento spari provenire dal bosco di Monte Orve: temo per il daino!”.
Coloro che sono contrari alla nuova arteria potrebbero comunque mettere, d’altro canto, questa ‘meravigliosa’ presenza in relazione ad una silente, estrema ‘protesta’ della Natura nei confronti delle opere umane…?
Pepponi un po’ sorride: “In realtà la strada è una risorsa, ma occorre anche minimizzare il suo impatto sul paesaggio. In particolare evitare la frammentazione urbana, tuttavia in questo senso osserviamo tratti di 50 metri che, seppure pigmentati di marrone, restano impattanti. Il problema vero, resta comunque un altro…”.
Quale?
“Fare tesoro dei tesori immensi dell’altopiano che è per metà umbro e per metà marchigiano. Penso ad un marchio del Parco ad esempio. Una grande opportunità è il recente riconoscimento dell’IGP per la patata rossa che spero conoscerà un percorso di valorizzazione non più lasciato soltanto ai coltivatori locali che la vendono a sacchi lungo una statale sulla quale presto non passerà nessuno con l’inaugurazione della ‘Quadrilatero’. E vuole sapere un’altra cosa…misteriosa?”
Naturalmente..
“Sull’altopiano nasce il fagiolo cinerino colfioritano, unico al mondo. E buonissimo, non viene coltivato, ma i semi sono saldamente in mano ad una serravallese, Paola Boldrini. Importante è recuperare questa eccezionale biodiversità umbro-marchigiana e metterla in commercio: sarebbe un boom anche sul piano economico a far concorrenza ad un mercato dai costi troppo alti”.
Ci sono altri motivi per far sostare i futuri automobilisti di passaggio?
“Certo! L’archeologia. Una storia iniziata con Enrico Mattei che da queste parti veniva a caccia e a pesca insieme con il fratello Italo e i suoi amici di Perugia. Ebbene, una tarda mattina d’inverno, il fondatore dell’Eni, dopo una battuta, che stava riscaldandosi davanti al fuoco in una casa contadina, vede alcuni bronzetti. Erano reperti antichi. Ne chiede la provenienza. E il contadino: ‘Ne troviamo tanti tutt’intorno mentre ariamo o tiriamo su l’acqua del pozzo. Perché, valgono?”.
Tutto nasce da Mattei?
“Sì. Di recente i lavori per la nuova Valdichienti hanno fatto venire alla luce la storia romana dell’altopiano. Ho visto palificazioni e villaggi venuti alla luce e subito interrati. Una massa di reperti, utensili, armi, statuette, pendagli, fibule di finissima fattura finire nei magazzini anziché essere esposti al Mac (il museo aperto da qualche anno) dove invece c’è pochissimo delle campagne precedenti e nulla di queste finanziate dalla Quadrilatero”.
Un grande tesoro a mezzadria tra Marche ed Umbria, ma in realtà appartenente soprattutto alla gente del posto. Per un nuovo sviluppo c’à soprattutto la riscoperta del passato, un futuro passato di qua come suggerisce lo slogan legato al protocollo sottoscritto la settimana scorsa a Roma tra Mibact ed Anas per l’archeologo di cantiere (una pietra miliare) così come Archeolog onlus presieduta da Guido Perosino, amministratore di Quadrilatero che provvederà a restaurare e valorizzare i reperti rinvenuti nei luoghi di scavo dell’Anas. Arte, cultura e tradizioni intorno al lago quando colfioritani e pure serravallesi coglievano sanguisughe (da vendere alle farmacie), e tritoni, raganelle mentre i ‘ranocchiari’ portavano a spalla sacchi di juta al mercato per venderne lo ‘scarso rassegnato’ contenuto. “L’acqua ce n’è dappertutto: a Cupigliolo, durante i lavori per la nuova SS7 è emersa una fonte di straordinaria copiosità” dice Stefano Capocci “importante è captarla: sarebbe una risorsa per generazioni. L’acqua è vita e futuro”.
22/01/2018 01:52:32

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