CULTURA/Libri

"Assassinio in villa", romanzo

Capitolo I - Parte Seconda

Luciano Magnalbò
Alle 10,45 l’Architetto Pietro Daragona proveniente da Roma stava atterrando a Falconara con il suo Hawker 400, e il capitano Ruggero d’Ambrosio con Ferruccio, l’autista, erano appena arrivati all’aereoporto per andarlo a prendere.
Mentre erano in attesa di fronte all’uscita arrivò al telefono del capitano una telefonata del ministro, che non sapeva come dire, ma che comunque riuscì a farsi capire.
Il capitano, un vecchio lupo di mare e marinaio all’antica, con i nervi saldi come l’acciaio, riuscì a mantenere la calma.
- Architetto di qui dovremo subito andare in villa.
- Perché, a che fare? Ma dal tono del comandante aveva già capito che era successo qualcosa di grave.
- La signora Paola non si è sentita bene.
A Pietro si annebbiò la vista, teneva a sua moglie più che a se stesso, l’amava veramente, lo divertiva il suo carattere un po' strambo e sopportava quei cambi improvvisi d' umore che ogni tanto le prendevano, specie quando si sentiva contraddetta o qualcuno non faceva esattamente quello che lei desiderava; altrimenti era una persona solare, che amava le coccole e la vita libera per se e per gli altri, ed in questo tra loro c'era una perfetta intesa; non avevano avuto figli, Paola non poteva averne, e questo le aveva sempre dato un grande dolore.
Provò a telefonare, ma il telefonino della moglie era spento.
Salirono pieni di ansia nella monumentale Bentley, e la vettura divorò l’autostrada da Ancona nord a Porto San Giorgio; al porto salì svelta Martina, l’amica più cara di Paola, la quale era ospite in barca ed avrebbe preso parte alla crociera in Dalmazia, governata e diretta da quello straordinario comandante che era il capitano d ‘Ambrosio. Martina si strinse a Pietro, e quando arrivarono trovarono una vera folla al cancello, che rispettosamente si aprì al passaggio della grossa berlina.
Il ministro, che era ad attenderli sul grande portone centrale, strinse la mano all’architetto flettendo leggermente il busto; poi lo precedette nella camera.
- Guardate quanto è bella, disse uno degli infermieri togliendole la pietosa coperta che la copriva, non sapendo che Pietro fosse il marito.
- Dovevate vederla quando ancora era calda… - s’infiammò subito l’appuntato; ed il maresciallo lo guardò fulminandolo.
Paola era distesa sul suo letto, nella stessa posizione di quando l’arma del delitto l’aveva offesa, supina, con la sola sottoveste rosa indosso; la gamba destra era piegata, la sinistra distesa, le braccia abbandonate ai lati e le mani appena appena strette come i bambini quando dormono; e in mezzo al petto era piantato quello strano e singolare coltello.
- Ma quello è il mio coltello di Gucci! - esclamò l’architetto, il quale era distrutto; sembrava che gli mancasse l’aria, ripeteva non è possibile, non è possibile, e sudava di testa come una fontana; dovettero calmarlo e farlo sedere sulla poltrona; Martina accanto a lui era ridotta un cencio e piangeva senza requie, mentre il capitano, con militare dignità e riserbo, nascondeva le sue emozioni dietro gli occhiali da sole.
Il maresciallo li aveva poi convocati in caserma per un primo interrogatorio, e dopo ci avrebbe pensato il sostituto procuratore.
- Lei è il marito?
- Si, ero il marito.
- Generalità?
L’appuntato ora verbalizzava al computer.
- Daragona Pietro, 21 dicembre 1960, Roma.
- Coniugato?
Pietro lo guardò senza rispondere ed il maresciallo si toccò la fronte scuotendo la testa.
- Coniugato con la persona deceduta - dettò.
- Figli?
- Nessuno.
- Come mai?
- Paola non poteva averne, aveva subìto un intervento da giovane...
- E lei dov’era al momento del sinistro?
- A Roma.
- E perché non era con sua moglie?
- Lavoro ed avevo in programma di lavorare fino al trenta luglio, e di solito ritorno in barca il venerdì sera per il sabato e la domenica.
- Andavate d’accordo? Vi erano frizioni fra voi?
- Perfettamente, nessuna frizione.
Mmm……fece il maresciallo, con il viso falsamente impenetrabile di chi ha qualcosa dentro da dire.
- Avevate rapporti sessuali ?
- Certamente, ma che c’entra?
- Ogni notizia può essere utile per capire.
L’appuntato scrisse che i coniugi, quando la signora era in vita, avevano rapporti sessuali.
- Regolari?
Pietro cominciava a spazientirsi.
- Regolarissimi e di soddisfazione.
Finito l’interrogatorio Pietro alzandosi domandò al maresciallo quando sarebbero iniziate le ricerche per sapere chi fosse stato e come fosse avvenuto.
- Lei ha dei sospetti? chiese il maresciallo guardandolo negli occhi.
- Assolutamente no.
- Tra le persone della casa?
- Maresciallo il ministro lei lo conosce, è praticamente nato in casa, è lì da cinquant’anni, la cameriera lo stesso, la rumena mi sembra abbastanza fidata e Girma appare un essere del tutto innocuo.
- Ma chi è questo signor Girma?
- Girma è un etiope, è stato l’anno scorso mozzo nella mia barca, ed anche quest’anno l’avremmo portato con noi in Dalmazia.
Un etiope? Al maresciallo tra tutti gli immigrati in giro mancava un campione del genere; e diffidando profondamente degli immigrati diffidò immediatamente anche dell’etiope.
- Che mansioni ha nella casa?
- è agli ordini del ministro, il quale lo usa per molte incombenze, dalla spesa ai cani...
- Ma chi ce lo garantisce? Sa quanto sono infìdi questi immigrati! E Lei sa che i cani ieri sera sono stati avvelenati?
Nella villa erano stati allevati due pastori maremmani che la notte giravano intorno casa, abbaiavano ad ogni piccolo rumore e mettevano paura anche ai fantasmi per quanto erano cattivi; ma la sera prima - come riferì il maresciallo - erano stati rinchiusi nei loro box perché era il giovedì del burraco e la contessina con i suoi amici volevano giocare all’aperto.
- E allora questo mozzetto - continuò il maresciallo - che aveva in cura i cani e non si è accorto di nulla?
- Maresciallo, ma che cosa può entrarci il mozzetto? Sembra che lei pensa che sia l’assassino! Le era affezionato come un figlio… e poi, quale potrebbe essere stato il movente?
- I soldi, dottore, o un attimo di irrequietezza, di passione, di insana passione, di libidine, di voglia di consumare... sua moglie era una donna magnifica.
- Maresciallo non si permetta! Consumare cosa?! Maresciallo non v’è traccia di violenza, ha detto il medico legale; e lei pensa che una donna che ha tutto, soldi a volontà, libertà incondizionata, splendide case, amici di alto tono, barca miliardaria ed un marito comprensivo che mai interferisce, si faccia mettere le mani addosso da un mozzetto e si faccia consumare nel suo letto da questo tipo? Ma andiamo!
Il maresciallo continuò come se Pietro non avesse parlato: … -poi l’ha uccisa, le ha rubato i soldi se li aveva in borsa, e bellamente è ritornato nella sua stanza; può darsi che non sia così, ma l’esperienza ci insegna che non bisogna tralasciare nessuna ipotesi, perché qualche volta può saltare la centralina.
E il maresciallo si toccò la tempia destra.
- Lei è la signora Martina Franchi? Il maresciallo faceva le domande e l’appuntato continuava a scrivere domande e risposte.
- Sì, Martina Maria Assunta Franchi di San Giovanni.
- Di San Giovanni? è nata a San Giovanni? E dov’è San Giovanni?
- San Giovanni è un predicato, fa parte del mio cognome, io sono nata ad Atri.
Il maresciallo, malgrado fosse un po' dubbioso sul significato di predicato, per farla breve ordinò all’appuntato di scrivere di San Giovanni come fosse un cognome; poi se la sarebbe sbrigata il procuratore.
- Quando è nata?
- Due agosto 1976.
- Atri è in Abruzzo, vero? Nata nel 1976? Lo stesso anno della povera signora Paola. Abita a Roma?
- Sì. Via Crescenzio 118.
- Ha un lavoro?
- Sono ordinaria di matematica all’Università di Roma.
- Ordinaria? - chiese l’appuntato, incerto se scrivere una simile cosa.
- Sì, sono professoressa con cattedra, di ruolo.
- Scriva appuntato - ordinò il maresciallo vedendolo ancora perplesso - la signora è ordinaria.
- Altro? - domandò poi ancora rivolto a Martina.
- Impartisco ripetizioni private; e tutte fatturate - aggiunse, interpretando uno sguardo astuto del maresciallo.
- Era molto amica della povera signora Paola?
- Molto.
- Conosceva le sue abitudini?
- Una ragazza seria ma amante della vita, molto colta e dedita alla lettura.
- Sa se aveva degli amanti’?
- Maresciallo!!
- è una domanda che dovevo farle.
- Sono portata ad escluderlo maresciallo, ma poi come potrei saperlo? Certe cose così intime non si mettono in piazza.
- Si fanno e basta dice Lei...
Martina si strinse nelle spalle senza rispondere.
- Senta signora Martina Franchi... hu hu come Martinafranca...hu hu... ci sono stato di stazione quand’ero appuntato... conosce bene anche il marito?
- Un ragazzo d’oro, un lavoratore speciale, pensa solo a quello.
All’appuntato venne da ridere; nelle Marche la frase "pensa solo a quello" ha un ben preciso significato.
- A quello cosa? - domandò il maresciallo contenendosi.
- Al lavoro, maresciallo!
- Lui ha amanti?
- Non credo, non gli sarebbe sufficiente il tempo.
- Lei è venuta da sola nelle Marche?
- Si.
- Come è venuta?
- Con il bus di linea.
- è comodo vero?
- Mmm... e mi sono letta un bel libro.
- Che libro?
- Il Sacco di Roma, di Giovanna Solari. Molto bello.
Il Maresciallo la guardò perplesso: - … il sacco...?
- Si, quando Carlo V entrò a Roma, nel 1527...
- Ah, beh! Non è roba recente... il sacco... pensavo alla monnezza... ridacchiò il maresciallo.
Poi si rifece serio.
- Dov’era ieri sera?
Nella villa a giocare a burraco.
- Burraco? Adesso giocano tutti a burraco, è diventata una mania! Anche mia moglie con quelle sfaccendate delle vicine di casa... scusi eh? Stanno lì delle ore a perdere tempo, a trastullarsi, invece di lavare, stirare, cucinare... adesso tutto va in lavanderia, e la sera tutto precotto, oppure prosciutto o lonza con il formaggio! Scusi lo sfogo, eh!
- è così maresciallo, le donne non sono più schiave.
Al maresciallo venne sulla punta della lingua tutto un discorso di parolacce ma si trattenne
- Ricorda quante persone c’erano a giocare?
- Sicuramente ventiquattro maresciallo, sei tavoli esatti.
- E lei con chi ha giocato?
- Ero al tavolo con Paola, il Marchese Delutiis, ed il dottor Vulpiani; accanto vi era quello della contessa Bozzi, del signor Piergiacomi, dell’ingegner Testanera...
- Questi signori sono reperibili?
- Certamente, non sono dei nomadi, hanno un nome e cognome ed un indirizzo preciso, senza alcun alias.
Questa fa la spiritosa, pensò il maresciallo, e mi provoca sui clandestini che hanno cento nomi diversi. Lui li odiava i clandestini, ma lasciò perdere.
- Lei è in grado di ricordarli tutti?
- Certamente maresciallo.
- Mi può fare un elenco con nomi e indirizzi?
- Assolutamente sì.
- Qualcuno di loro poteva essere l’amante della signora Paola?
Martina lo guardò desolata: - e dai maresciallo! A parte che sono tutti vecchiotti e credo che ormai abbiano deposto le armi, ma perché Paola doveva per forza avere un amante.
- Era così bella...
- Ma anche il marito è ganzo!
- Lei ha una dimestichezza particolare con lui?
- Ci conosciamo da tantissimi anni.
- Come è andata alla villa ieri sera?
- Che vuole sapere?
- Il mezzo con cui è andata.
- Con la macchina di Pietro che è lì al porto.
- Guidava lei?
- No maresciallo, mi ha portato l’autista.
- Ah, Ferruccio! - E si dette uno sguardo di intesa con l’appuntato.
Loro in loco conoscevano un po' tutti, e sulla macchina del signor Pietro, una Bentley  speciale, una Mulsanne da trecento all'ora, una vera signora macchina, una rarità in zona, qualche volta c’erano saliti, proprio grazie a Ferruccio l’autista.
Martina accavallando le gambe si accomodò il tubino che indossava cercando di tirarlo il più giù possibile, e l’operazione fu seguita con molto interesse sia dal maresciallo che dall’appuntato; la professoressa non era affatto una donna ordinaria come, secondo loro, voleva far credere, era una bella stacca, con gli occhi grigi, un bel seno e gambe tostacchiotte; e poi aveva un sorriso simpatico ed un modo di fare alla mano.
- Ed è tornata giù con l’autista?
- No maresciallo.
- E come?
- Ieri sera mi sono fermata da Paola finché non si è addormentata; abbiamo parlato a lungo distese sul letto...
12/05/2018 03:53:08

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