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Il ‘lupo’ in Corte d’Assise:
per Traini rito abbreviato

La sua ex insegnante delle scuole medie: “Luca è un caso umano”. Tredici le parti civili ammesse. Il legale della ragazza ferita ha chiesto un risarcimento di 750mila euro

Maurizio Verdenelli
Il ‘lupo’ è tornato a Macerata. In Corte d’Assise la prima udienza a carico di Luca Traini, 29 anni, imputato di strage aggravata dall’odio razziale, è durata tre ore. Si riprenderà mercoledì 16 maggio. La Corte ha accettato la richiesta della difesa (avv. Giancarlo Giulianelli) per il ‘rito abbreviato’ senza condizionarlo ad una perizia psichiatrica richiesta dai pm considerato anche che il difensore ha depositato un’analoga consulenza sullo stato di salute mentale del suo assistito. Allo stesso avv. Giulianelli e a chi lo conosce bene, Traini è apparso diverso rispetto al ‘lupo’ subito dopo l’arresto, la mattina del 3 febbraio, a seguito del suo raid che ha fatto sei feriti tra uomini (ed una donna) di colore. Più sollevato, più tranquillo. “Luca sta tornando quello che conoscevamo” dice una giornalista, amica di famiglia. “Ho avuto sempre l’impressione di trovarmi di fronte ad un gigante buono” ha riferito il suo legale. E la insegnante delle scuole medie di Traini, arrivata per prima in aula, rapidamente sold out nonostante l’apertura di spazi adiacenti: “Luca è un caso umano. A 13 anni mi disse che ammirava tanto Mussolini. Naturalmente non posso non condannare ora il suo gesto”. 

Intanto tredici saranno le parti civili che affiancheranno il procuratore Giovanni Giorgio nella pubblica accusa. Respinte le richieste di Acsim e del Pd nazionale, accolta quella del partito a livello locale che lamenta il vetro infranto da un proiettile sparato dal ‘lupo’ (e che ora uno scultore berlinese vorrebbe per un allestimento da portare in giro per il mondo come testimonianza antirazzista). Tra le parti civili quella di Jennifer Otiotio –che non si è presentata in aula perché ancora terrorizzata- sostenuta dall’avv. Delle Fave, il quale a garanzia di un risarcimento contabilizzato in 750mila euro, ha richiesto il sequestro conservativo di tutti i beni dell’imputato. La Corte d’Assise si è riservata di decidere alla prossima udienza. 

Per il Palazzo di Giustizia di Macerata, blindatissimo, è stato un evento memorabile nella sua storia. Presente il sindaco di Macerata, Carancini, con la richiesta di parte civile a nome della città e pure l’ex direttore del Tg1 Gad Lerner che dibatterà il caso del ‘lupo’ nella sua trasmissione ‘La difesa della razza’. 

Ha commentato un ex alto ufficiale: “Il raid del 3 febbraio troverà presto nella Giustizia già in corso la sua giusta e prevista sanzione così come tutte le parti lese, il loro ristoro nella misura che la Corte riterrà propria. Così ugualmente l’attenzione di tutti con la medesima ansia di giustizia è rivolta al caso Pamela seguendo lo sforzo ancora in atto nel far luce su chi ha straziato la diciottenne romana. Fornendo finalmente verità ed un po’ di umana pace alla famiglia sconvolta da un tale disumano orrore che non può non ferire nel profondo la coscienza di ognuno”.
10/05/2018 08:43:29

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