CULTURA

The ‘director’s cut’ n. 2

Maurizio Angeletti
Storyboard Italia /3: la visione del professore (Aldo Moro), secondo taglio della regia.





“Molti han giustizia in cuore, e tardi scocca 
per non venir sanza consiglio all’arco; 

ma il popol tuo l’ha in sommo della bocca.” – Dante, Purgatorio VI vs 130-132.

Tanti sono coloro che hanno la giustizia nel cuore, 
e tardi la manifestano; 
ma i più sono coloro che la vomitano dalla bocca (libera interpretazione di chi scrive per quanto attinente al testo).


Roma, 16 marzo 1978, ore 9,15

L’onorevole Aldo Moro è atteso in Parlamento, dove si voterà la fiducia al governo, appoggiato, per la prima volta dopo quasi 40 anni, anche dal partito comunista di Enrico Berlinguer. È lui l’ispiratore di questo governo, il ‘Professore’ (così desiderava esser chiamato), segretario politico e ‘presidente del consiglio nazionale della Democrazia Cristiana’. Boh! Quest’ultima definizione non l’ho mai compresa pienamente. Su questa ambiguità, veicolata a posteriori, una professoressa di Lettere, compaesana di chi scrive, nel suo romanzo “Corri a scuola durante il terrorismo” (interessante ed intrigante punto di vista, col senno di poi, da una prospettiva aliena dai ‘soliti luoghi comuni’) asserisce che in quel periodo fosse il segretario della DC, il Presidente del Consiglio dei Ministri in carica -- seppure di questo non se ne scorga traccia alcuna nei documenti ufficiali – . Un altro mistero nel mistero in un caso che, a quarant’anni di distanza, ancora latita negli infiniti meandri oscuri della nostra Repubblica.

Ritornando alla ‘storia ufficiale’, chi aspettava il “professore” a Montecitorio sarà disatteso; in via Fani si sta consumando la tragedia del rapimento del segretario DC e l’eccidio del ‘corpo di protezione’. Nel rapido e cruento scontro a fuoco tra le parti coinvolte, le… ‘Brigate Rosse’ non subiranno perdite, mentre i cinque componenti della scorta, crivellati da oltre ottanta colpi, verranno inesorabilmente feriti a morte.

All’incrocio tra via Fani e via Stresa, in Roma, in quel momento… cessano di vivere Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Francesco Zizzi, Raffaele Iozzino e Giuliano Rivera. E dopo 55 giorni, lasso di tempo più che sufficiente per creare ogni tipo di depistaggio possibile a vanificare le ricerche investigative, una telefonata anonima annuncia l’avvenuta esecuzione dello statista democristiano e il luogo dove sarebbe stato possibile ritrovarne il corpo senza vita: in via Caetani (tra le sedi DC e PCI) all’interno del bagagliaio di una Renault 4 rossa. Ma per quale motivo si è reso “indispensabile”, per le ‘Brigate Rosse’, l’eliminazione del ‘Professore’ della DC?

Non erano coscienti, costoro, che una tale azione avrebbe avuto, come poi regolarmente avvenne, l’effetto boomerang? E perché tanta fermezza istituzionale verso le richieste dei rapitori quando, dopo circa quindici anni (1993-’94), la Magistratura italiana ha appurato, con sentenza, una trattativa tra Stato (il nostro) e ‘Cosa Nostra’ che ci copre di vergogna agli occhi del mondo?


To be continued (continua)… sabato 13 p.v.
09/05/2018 15:46:23

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