ATTUALITÀ

25 APRILE
La Macerata ‘nascosta’ attende d’essere ancora liberata

Maurizio Verdenelli
Per Macerata un 25 aprile particolare mentre la trema continua a tremare: nella notte scossa di magnitudo 3.5 ancora a Muccia, a due chilometri dal centro abitato e a 7 km di profondità.
Una Liberazione attesa, quella del capoluogo della provincia più danneggiata del cratere sismico del Centritalia, ma che tarda. Se si aspetta la fine delle scosse aftershocks con una certa speranza, quest’ultima che pasolinianamente non si dovrebbe mai attendere, è ancora una chimera in fatto di ricostruzione mentre il presidente della Provincia risponde un po’ piccato al sindaco di Camerino, Gianluca Pasqui, portavoce di tutti i suoi colleghi del ‘cratere’, che gli chiedeva un consiglio straordinario sul terremoto. Pare comunque che questo verrà presto fissato invitando il presidente della Regione Luca Ceriscioli.
Liberazione attesa, ora che siamo alla vigilia dei processi dei cd Fatti di Macerata: il 9 maggio a Traini, ai nigeriani in carcere per il caso Pamela si vedrà mentre dalle intercettazioni, soprattutto da quelle, emergono particolari inquietanti sullo spaccio della droga, radicatissimo, in città.
Liberazione infine attesa da un certo costume locale dove storicamente la reputazione, il decoro esterno vengono prima della soluzione dei problemi: nel ‘400 certi delitti avvenivano avendo come ‘teatro del crimine’ (da non perdere il bel convegno che verrò organizzato sul tema ad Ascoli il 12 maggio) sui tetti della città…
Ancora è rimasta questa vocazione al ‘nascondimento’. Quando Alessandra Verni, madre di Pamela, ha preso parte alla prima ‘marcia’ a Macerata, il primo cittadino non si è visto. E pure non s’è visto in Tv a Quarto Grado quando è stato invitato a parlare del ‘fenomeno droga’ a Macerata, supportando le critiche che aveva fatto al collega Remo Croci (“Vergognosa inchiesta) tese a provare come nel capoluogo fosse facilissimo acquistare dosi di eroina. E pure l’unica fiera libraria nelle Marche - ‘Macerata Racconta’- ha relegato nel circuito B un instant book sui Fatti di Macerata a cura della redazione di Cronache maceratesi (il primo giornale cittadino, seppure online) e del sottoscritto. E pensare che il tema che la pur pregevole manifestazione si è data quest’anno collimava con il Caso macerata: Enigmi.
Così come fu un enigma fino a qualche anno fa l’effettiva liberazione della città: sempre attribuita ad un’azione partigiana e poi si scoprì (grazie al sottoscritto che dirigeva la redazione provinciale de ‘Il Messaggero’) che tutto si doveva al sangue di circa quaranta combattenti della ‘Nembo’ versato sullo sponde del Chienti a Colbuccaro (Corridonia) dove ora finalmente è stato posto un cippo celebrativo. Anche in quel caso un fatto ‘dimenticato’: una battaglia che ora, finalmente storicizzata, fa parte della leggenda della ‘Folgore’ con Filottrano e Mantova per la liberazione d’Italia.

25/04/2018 13:25:38

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