STORIE

Aldo Moro, 51 anni fa
a Civitanova Marche
In un carteggio
la speranza
di un grande futuro

Maurizio Verdenelli
C’è a Civitanova Marche in casa della prof.ssa Anna Gaglioppa tra i ricordi di famiglia più cari una foto in bianco e nero, bene incorniciata che risale all’aprile 1967 e due lettere. L’una del giorno 11 di quel mese di 51 anni fa ed un’altra di appena 11 giorni più tardi, Il 22 proveniente direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. E’ una breve ma significativa storia per immagini e parole tra Aldo Moro, allora presidente del Consiglio dei ministri e suo padre Nicola, fondatore e direttore nella ‘sua’ Civitanova Marche di una piccola ma importante azienda di attrezzature navali. “Apprezzate a livello internazionale e richieste anche dalla FAO (Food and Agriculture Organization of United Nations ndr) per essere inviate in Africa, India e Pakistan” dice la professoressa. “Mio padre non era solo un bravissimo imprenditore ma pure un cittadino spinto da autentico senso civico: partecipava da iscritto al Psdi al dibattito politico contribuendo con il suo innegabile talento alla costruzione di un migliore futuro comune. Seppure non di fede democristiana, Nicola Gaglioppa aveva una spiccata ammirazione per Moro. Ricordo 40 anni fa, dopo l’agguato di via Fani, la sua completa afflizione e come seguisse i 55 giorni della prigionia del presidente della Dc nella ‘prigione del popolo’ delle BR. 
E ricordo il suo dolore per la morte dello statista”. 

In quella primavera di oltre mezzo secolo fa, Moro era stato l’ospite illustre della Mostra dell’Artigianato organizzata a Civitanova Marche. In questo contesto era stato organizzato pure un breve incontro con gli imprenditori locali. La foto in bianco e nero, a casa Gaglioppa, fissa per sempre un momento ‘marchigiano’ di quegli anni del boom. E fissa pure Nicola Gaglioppa che reca in mano un omaggio per il Presidente. Una ruotina da marinaio. Un dono segnaletico del ruolo che Moro aveva alla guida del governo del Paese. Con lui aveva scambiato direttamente più di qualche parola e qualche giorno dopo gli aveva inviato a Palazzo Ghigi una lettera ricordando quel piccolo timone, esprimendogli il suo plauso (da imprenditore) per il discorso che il premier aveva fatto a Firenze sulle politiche del lavoro. Un po’ a sorpresa, a stretto giro di posta, appena undici giorni più tardi (un record anche oggi) Aldo Moro aveva risposto ringraziando “per il gentile pensiero e le parole di solidarietà”. Un messaggio breve che il civitanovese Nicola avrebbe ricordato per tutta la vita, conservando come un prezioso ‘legato’ quella lettera ‘da Roma’ arrivata lo stesso a destinazione seppure con un errore di trascrizione riguardo all’esatta identità del destinatario. 

“A quaranta anni di distanza da via Fani, quel carteggio tra mio padre ed Aldo Moro mi ha dato nuove emozioni” dice la prof.ssa Anna Gaglipppa. Erano tempi in cui gli uomini di buona volontà dialogavano avendo come fine il bene di tutti. In Politica e sul fronte dell’imprenditoria offrendo speranza ed occupazione. Era un’Italia ancora in bianco e nero ma piena di forza, di meriti e voglia di avvenire nel reciproco rispetto.
23/04/2018 10:38:01

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