INCOGNITA

UN MISTERO UNISCE L'ANNAPURNA A COSTACCIARO

Il racconto di Maurizio Serafini, 'salvato' dalle preghiere di una signora umbra dalla morte bianca in Nepal

Maurizio Verdenelli
Una storia (ed un mistero) che dalla tempesta ‘perfetta’ di neve, a metà dell’ottobre del 2014 in Nepal sull’Annapurna sull’Himalaya – il massiccio comprende sei ‘giganti’ tra i 7 e gli 8mila metri, arriva sino a Costacciaro, Gualdo Tadino. Una bufera che fece 43 vittime, 289 gli scalatori salvati dagli sherpa, con al centro un italiano scampato miracolosamente. Lui è Maurizio Serafini, cinquantenne, musicista maceratese (con gli Ogam) celebre per organizzare ad agosto ogni anno, da oltre venti, sull’altopiano di Colfiorito, il Montelago Celtic festival. E’ anche un habituè del Nepal, Maurizio. Ci va ogni anno, è rientrato da poco da Katmandu dov’è stato con l’avv. Gianfranco Borgani ed altri amici innamorati come lui e il figlio, delle vette più altre del mondo. “Eppure l’Himalaya stava per uccidermi nell’ottobre di tre anni e mezzo fa” ci dice incontrandolo a Colfiorito alla ‘Botteguccia dei vecchi sapori’ di Annunziata Ricci. “E in Nepal ho conosciuto Costacciaro: prima neppure sapevo che esistesse”.
“Avevamo scalato il Makalulu e il Kancheryunga, ad est del Paese nel territorio di Lumba Sumba, ma eravamo sfiniti, con i polmoni a pezzi, portati in vetta quasi a braccia dai nostri amici sherpa. Al ritorno, un pastore ci aveva raccomandato di scendere più in basso che potevamo: era in arrivo una bufera ‘perfetta’. Chissa se ci saremmo salvati anche scappando a perdifiato. Posto il campo sul fondovalle, a 4.800 metri, però risultammo fortunatamente seppur in extremis al sicuro. Dal basso, si fa per dire, assistemmo alla tormenta che stava squassando letteralmente i giganti di pietra del mondo, gli ottomila. Ebbio in tenda poi un sonno agitato, delirava: la febbre era altissima. Nel sonno ricordo d’essere capitato in un paesino umbro, Costacciaro, mai sentito prima e che dalle case usciva una grande processione di gente. Tra loro, Fabio che mi invitata a restare in amicizia: così mi sarei salvato”.
Maurizio Serafini continua il suo racconto: “Appena sveglio, consultai Google, Costacciaro esisteva davvero. Appena rientrato in Italia giurai a me due cose. Una non la mantenni: era quella di non ritornare più in Nepal, considerato il rischio patito. La seconda si: andare a visitare Costacciaro”.
In paese, Maurizio ha incontrato ‘Fabio’ e cioè Euro Puletti. Cui ha raccontato la sua incredibile storia. “Lui ha compreso subito. Mi ha portato da sua madre, che tutti conoscono per le sue doti di veggente. Quella sera, quando le Tv di tutto il mondo diedero notizia della tragedia sull’Annapurna, la signora aveva pregato... ed un filo misteriosamente si era saldato dall’altro capo del mondo. Così fui sottratto io, i miei cari e i miei amici dalla morte bianca che avrebbe fatto cos’ tante vittime. Ho abbracciata commosso la mamma di Euro. L’ho ringraziata. Non la dimenticherò. Costacciaro adesso è il mio posto dell’anima, come Taverne a Serravalle sull’altopiano dove celebro il mio festival unendo anche nel rito celtico giovani coppie, e come il percorso francescano tra Umbria e Marche che faccio tutte le volte, ed infine come la Grecia, dove in riva al mare, come sugli ottomila nepalesi, medito su questo mondo sconvolto, non solo dalle tempeste ‘perfette’ di neve”.
19/01/2018 02:57:02

http://www.cronachedeisibillini.com/cdsarticolo.aspx?idArt=31
I testi presenti sul sito sono liberamente utilizzabili per fini culturali e comunque non di lucro, a patto di citare chiaramente la fonte di provenienza Cronache Dei Sibillini (cronachedeisibillini.com), gli eventuali autori del testo, quando indicati, le date di redazione ed aggiornamento e l'url relativa. Il Gruppo The X-Plan gestisce la comunicazione per conto di CdS ma non e' responsabile per la selezione e la pubblicazione dei suoi contenuti.