ATTUALITÀ

Un anno fa
se ne andava
Bruno Brunori,
'padre' del moderno
giornalismo umbro

Maurizio Verdenelli
Esattamente un anno fa all improvviso ci lasciava un grande uomo ed un grande giornalista umbro (seppure fosse nato a Pisa e veracemente si sentisse fino in fondo toscano): Bruno Brunori. Brunori era stato per decenni a 'La Nazione. Dalla redazione della natia Pisa alla direzione di quella di Carrara poi in Umbria, a Perugia sostituendo come capi servizio Nunzio Bassi passato alla Rai ed indimenticabile maestro di tanti talenti a cominciare da Monica Maggioni a Francesco Greco alla scuola di giornalismo di Ponte Felcino. Dal capoluogo Brunori aveva diretto come redattore capo le redazioni presenti sul territorio delle due province dando vita a 'La Nazione Umbria'. Un inserto regionale 'padre' di tutti gli inserti che sarebbero venuti su quel modello in tutt' Italia. Ed era stato fondatore dell Ordine dei Giornalisti dell'Umbria e per tre mandati presidente. Tuttavia, di piu ancora, Bruno era stato il 'padre' del giornalismo regionale moderno di spessore dignita e natura pari se nn superiore a quello nazionale. Personalmente ricordo in redazione grandi inviati come Piero Magi . celebre al tempo del caso Lavorini a Viareggio _sarebbe diventato. Piero, poi direttore de La Nazione), Pier Francesco Crispi, Giampiero Masieri e sopratutto Mauro Mancini (mori poco dopo essere stato salvato sulla zattera con Ambrogio Fogar) il capo del servizio Province, Gastone De Anna e lo stesso direttore Domenico Bartoli: tutti quanti intorno a Brunori come un maestro. Moltissimi i riconoscimenti tra i quali quello di 'personaggio' illustre di Perugia. Ne aveva cosi tanti che ormai nn ci faceva piu caso. In una delle sue ultime mail prima di morire, indirizzata a me che gli chiedevo due righe di autopresentazione per il libro sul sisma ('Una tragedia dimenticata'), cui preziosamente aveva contribuito, modestamente aveva chuariti d' aver ormai messo da parte tutte le medaglie. Ha insegnato a tutti i suoi giornalisti il lavoro senza limiti, la umilta', raccontando le storie 'sul posto' senza intermediari, vicerle insomma stando sempre dalla parte degli ultimi. Era stato questa la chiave del sui impressionante successo, apprezzato perfino dai suoi competitors come la rovesciata di Cristiano Ronaldo a Torino. L' ultima medaglia un mese orima d'andarsene da uno suoi tanti allievi, il presidente dell'Ordine, Roberto Conticelli, per i suoi 60 anni di attivita'. Bello quest'anno senture poi tanti colleghi, all'assemblea annuale dei giornalisti umbri al Plaza Hotel di Perugia, professarsi con orgoglio 'allievi di Bruno'. Gia' i suoi amatissimi, sempre da Lui stessi ricordati, Les enfants du Brunori.
19/04/2018 17:51:56

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