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ARRIVA L'ARCHEOLOGO DI CANTIERE

Protocollo tra ANAS e Ministero 'promosso' dalle scoperte sulla Valdichienti

Maurizio Verdenelli
"Mai più la storia in magazzino" dice Guido Perosino, presidente di Archeolog Onlus che apre al mecenatismo. Cultura e archeologia per lo sviluppo dei territori. Intanto sull'altopiano di Colfiorito la tomba degli amanti catalizza l'attenzione degli esperti.





ROMA, 17 gennaio 2018 - Il futuro è passato da qui. E il rivoluzionario atto sottoscritto a Roma oggi al MIBACT tra ministero ed Anas (“Rivoluzionario? si tratta solo di buon senso” dice la  direttrice generale Caterina Bon Valsassina) è un ritorno al futuro e allo sviluppo culturale e dunque socioeconomico tout court di un Paese, l’Italia che ha oltre l’85 per cento delle testimonianze storiche del mondo. Quanti reperti di assoluto –e pure medio- valore che avrebbero fatto felici altri Stati europei per il loro rinvenimento sono finiti nascostamente o in ‘stanze segrete’ o vendute al mercato nero internazionale o semplicemente dissolte non nell’acido ma nelle betoniere che incessantemente mescolano il calcestruzzo nei cantieri edili di tanti siti italiani. L’accordo di oggi –ha dichiarato con una nota il ministro Dario Franceschini- contribuisce all’arricchimento dello straordinario museo diffuso presente sul nostro territorio”. Ed uno dei contraenti, il presidente di Anas, Gianni Vittorio Armani ha chiarito come l’interferenza archeologica che fino a ieri gettava nella più cupa disperazione i capo cantieri che s’imbattevano nella storia sepolta, sarà volta ad una grande opportunità: “Obiettivo. “La strada diventa uno strumento di conoscenza e crescita: “Obiettivo abbandonare la prassi della separatezza ed episodicità degli interventi, per avviare nuovi percorsi collaborativi e nuovi strumenti di programmazione strategica”. “L’archeologia si fa strada. Scavi, scoperte e tesori lungo le vie d’Italia” è stato significativamente il tema dell’incontro questa mattina nella Sala della Crociera al secondo piano del ministero. E il ministro Delrio sul binomi infrastrutture ed archeologia e il potenziale che deriva dalla valorizzazione delle testimonianze che emergono continuamente sugli oltre mille cantieri di Anas, ogni anno, ha dichiarato in una nota: La strada diventa uno strumento di conoscenza e crescita economica e culturale”. Questa rivoluzione culturale corre ora sulle ‘ruote’ di una Onlus, Archeolog, di cui è presidente il dottor Guido Perosino, amministratore unico di Quadrilatero. E tutto nasce non solo dal contributo determinante di Armani e alla sensibilità multidisciplinare di un manager (Perosino) volto ugualmente all’arte così come alla tecnologia, ma anche grazie alle scoperte umbro-marchigiane che si sono imposte sull’intero panorama italiano. “D’ora in avanti ci sarà l’archeologo di cantiere” ha annunciato il sottosegretario on. Antimo Cesaro. Che veglierà sui tesori che la Terra di Mezzo (infiniti reperti per oltre tremila anni dall’età del bronzo al Medioevo) e tutte le altre aree del Belpaese farà emergere dagli scavi per la realizzazione di infrastrutture che d’ora in avanti non saranno più ‘nemiche’ della Storia. Su tutti,  due grandi rinvenimenti che hanno avviato questo circolo virtuoso Ed altrettanti restauri che Archeolog ha già finanziato con contributi già raccolti. I lavori, da parte delle Soprintendenze cui le aree di ritrovamento si riferiscono, inizieranno da subito e riguarderanno i ‘Carri di Colfiorito’ e ‘Principessa di Plestia’ (ora ad Ancona) rinvenuti alla luce durante la realizzazione della superstrada maremonti all’interno di una necropoli di età arcaica che ospita oltre 65 sepolture. La Tomba dei Carri (VI secolo A.C.) di cui chi scrive diede notizia in anteprima è composta da una sepoltura multipla di un uomo con una lancia, una donna con una fusaiola, peso utilizzato per la filatura della lana e due fanciulli assieme al corredo vascolare, una punta di lancia ed una spada. Straordinario è il ritrovamento di un carri a sei ruote (sei cerchioni in ferro, probabilmente pertinenti alle ruote di un cursus e ad un calesse/carro funebre, oltre a morsi equini ed altri elementi metallici al timone. Che fosse una tomba che contenesse più carri è scoperta di un’esperta indicata a Perosino dalla presidente del comitato scientifico di Arceholog, prof.ssa Simonetta Stopponi che citando Nicoletta Frapiccini per il lavoro marchigiano, ha detto: “Le strade fanno l’archeologia e dunque questi carri frutto di una scoperta senza precedenti, possono ben rappresentare il logo di un nuovo percorso comune”. Attualmente il corredo funebre è in deposito presso la Soprintendenza umbra che sta concludendo la selezione pubblica per individuare la ditta che si occuperà del restauro dei componenti bronzei e metallici, mentre il corredo vascolare sarà restaurato dalla stessa Soprintendenza.
E alla Stopponi -che in conferenza stampa ha parlato di splendidi sepolcri femminili con boccette di unguento e tracce, in altri, del color rosso a sottolineare l’incarnato della sepolta- chiediamo: E circa il restauro della splendida e finora inedita Tomba degli Sposi? .
“Vorrà dire la Tomba degli Amanti (gli scheletri sono stati rinvenuti mani nelle mani: un atto d’amore antico quanto il mondo ndr)?”.
Già, la Tomba degli Amanti?
“Qui il percorso è più complesso. Ci vorrà del tempo. Intanto occorre dire che il terreno dell’altopiano di Colfiorito è molto acido e corrosivo delle parti ossee e quindi ci vogliono altri finanziamenti di rilievo. Tuttavia è necessario fare tutto perché questo tesoro possa finalmente essere esposto all’ammirazione di tutti”.
Il problema è tutto di Perosino e della onlus chiamato a presiedere nel 2015. Lo Stato naturalmente è ben presente, non solo attraverso l’archeologo di cantiere, previsto da Anas. Archeolog diviene
concessionario temporaneo dei progetti di restauro delle scoperte, promuovendo la raccolta di fondi per il restauro, la conservazione e la valorizzazione dei siti e dei reperti  anche al fine di far beneficiare i propri donatori delle agevolazioni fiscali dell’art bonus (credito di imposta, pari al 65% dell’importo donato a chi effettua erogazioni liberali a sostegno del patrimonio culturale pubblico italiano).
In tal modo il protocollo favorisce le iniziative dirette al fund raising destinato al recupero e al restauro dei reperti, permette la valorizzazione sistematica dei beni culturali anche mediante la cooperazione tra enti pubblici, territoriali e privati e attraverso la promozione del binomio cultura-infrastrutture anche con iniziative espositivei.
Per dare attuazione alla nuova visione archeologica, a dicembre Anas ha pubblicato un bando di gara per l’affidamento dei lavori di scavo archeologico connessi agli interventi sulla rete nazionale per un valore di 12,5 milioni di euro. L’appalto, quadriennale, è attivato con la procedura di Accordo Quadro che garantisce la possibilità di avviare i lavori con la massima tempestività nel momento in cui si manifesta il bisogno, senza dover espletare ogni volta una nuova gara di appalto.
Il primo restauro: ‘Carri di Colfiorito’ e ‘Principessa di Plestia’
Grazie a una convenzione, firmata nel luglio 2017 con la Soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio dell’Umbria, Archelog Onlus ha già avviato le procedure per il primo restauro finanziato con i contributi raccolti. In particolare, questo restauro – che inizierà nelle prossime settimane – interessa i corredi denominati ‘Carri di Colfiorito’ e ‘Principessa di Plestia’, rinvenuti durante i lavori di realizzazione della nuova statale 77 Foligno-Civitanova Marche, in località Colfiorito di Foligno (Perugia), all’interno di una necropoli di età arcaica che ospita più di 65 sepolture.
La tomba dei Carri (VI secolo a. C.) è composta da una sepoltura multipla di un uomo con una lancia, una donna con una fusaiola, peso utilizzato per la filatura della lana, e due fanciulli, insieme al corredo vascolare, una punta di lancia e una spada. Straordinario è il ritrovamento di un carro a sei ruote (sei cerchioni in ferro, probabilmente pertinenti alle ruote di un currus e a un calesse/carro funebre, oltre a morsi equini ed altri elementi metallici relativi al timone).
Attualmente il corredo funebre è in deposito presso la Soprintendenza che sta concludendo le attività di selezione pubblica per individuare la ditta che si occuperà del restauro dei componenti bronzei e metallici, mentre il corredo vascolare sarà restaurato dal personale della stessa Soprintendenza.
 
La collana editoriale Il volume “L’archeologia si fa strada. Scavi, scoperte e tesori lungo le vie d’Italia”
Tra le iniziative volte a valorizzare e far conoscere i preziosi reperti archeologici rinvenuti, Anas e Archeolog Onlus, hanno promosso una collana editoriale “I percorsi dell’archeologia”, presentando oggi il primo volume “L’archeologia si fa strada. Scavi, scoperte e tesori lungo le vie d’Italia” nel quale confluiscono contributi che illustrano alcune delle importanti scoperte emerse nel corso dei lavori promossi da Anas. Il testo restituisce la prova tangibile degli ottimi risultati che la sinergia fra opere infrastrutturali e indagini archeologiche può produrre. Nel volume sono sintetizzati millenni di storia ricostruita attraverso le tessere di un mosaico che ha al centro l’uomo e la sua evoluzione.
Per informazioni si ritrovamenti, e sulla raccolta fondi per i restauri è possibile consultare il sito dedicato www.archeologonlus.org/
18/01/2018 01:36:11

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