ATTUALITÀ

Altra scossa nella notte
a Pievetorina
Il Maceratese fa la conta
dei danni

Maurizio Verdenelli
Angoscia senza fine nelle zone interne della provincia di Macerata, la più colpita dal terremoto del Centritalia. Nella notte ancora scosse telluriche ed ancora nella zona di Pievetorina, già duramente colpita appena 24 ore fa (162 ‘botte’ tra questo centro e quello vicino di Muccia in pochi sismi giorni). Quella di maggior intensità è stata di magnitudo 3.4, alle ore 2, epicentro a due chilometri dal centro abitato. Lo sciame è continuato con numerose altre scosse di magnitudo superiore a 2 senza però registrare ulteriori danni. Che tuttavia continuano a contarsi nell’area dopo la notte di paura tra lunedì e martedì scorsi. Paura anche e soprattutto tra gli animali, i primi a percepire il battito irregolare della terra. A Valfornace, una cavalla impauritasi ha calpestato il puledrino che aveva dato alla luce appena due giorni fa. L’autopsia ha confermato: nella notte la piccola carcassa è stata portata via dai lupi scesi fino all’allevamento di Albano Liberti cui la cavalla appartiene. Martedì mattina, raggiunta Pievetorina (che registra l’evacuazione di sei famiglie, l’inagibilità della biblioteca e danni gravi all’acquedotto) la commissaria Paola De Micheli insieme con il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, nell’area delle casette Sae, in località Le Piane ha fatto il punto “sulla diecina di norme alle quali stiamo lavorando per far partire la ricostruzione” ha dichiarato ai cronisti. Aggiungendo: “Tutti devono sentirsi sicuri, sono operativi completamente gli strumenti dell’emergenza”. La De Micheli tenta così di placare la ‘rabbia’ dei sindaci ormai tutti sul piede di guerra e di chi lotta per restare. La testimonianza di chi è costruito una casetta di legno per proprio conto: “Considerato quasi come un delinquente”. E pure la politica è in agitazione. Il senatore Pazzaglini, sindaco di Visso: “Queste nuove scosse hanno provocato un effetto devastante sulle persone da due anni sotto stress terribile”. L’on. Morgoni: “Unità per la ricostruzione”. I consiglieri regionale di FI, Marcozzi e Celani: “Le sae invece di essere un porto sicuro rappresentano lo specchio di inefficienza amministrativa”. Il sindaco di Sarnano, Franco Ceregioli: “Il problema non è qualche pensile cadutoi nelle Sae: è la constatazione che dall’agosto 2016 praticamente non si è mosso un passo verso la ricostruzione vera”. Intanto in queste ore l’elicottero della polizia a volo radente sta monitorando il territorio dell’entroterra maceratese per sopralluoghi sui luoghi dei ultimi danni. A Macerata controlli nelle scuole e nelle abitazioni mentre a Tolentino è stata rimossa la croce della piccola chiesa della ‘Stelluccia’ inclinatasi. A San Severino questa mattina è stato riaperto il cantiere nella grande area dove prima c’era l’istituto scolastico ‘Divini’, uno dei primi edifici abbattuti a seguito delle scosse dell’ottobre 2016. Ancora in mattinata la municipalizzata Assem ha fatto scattare i controlli sulla potabilità dell’acqua nella possibilità che a seguito delle scosse, dai rubinetti fluisca acqua torbida, mista a terra. “In caso di rischio –fa sapere una nota- la popolazione verrà subito informata”. E da parte sua il sindaco Rosa Piermattei di San Severino ha incontrato la De Micheli a margine del vertice di Pievetorina. Ed è sbottata: “Il pericolo è di dover ricominciare tutto da capo. Gli uffici comunali sono investiti da una nuova ondata di richieste di sopralluoghi”. Infine a Castelraimondo, al cimitero, una transenna supplementare è stata posta a ‘guardia’ di quelle parti che già danneggiata dal sisma dell’altra notte, potrebbero risultare pericolose per l’incolumità delle persone.
11/04/2018 20:23:47

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