ATTUALITÀ

Marche ed Umbria
in cima alla lista nera
dei decessi per droga

Marco Ribechi
Il dibattito, con 200 presenti, ieri sera a Macerata sulla droga in citta' si accende all'improvviso e si trasforma quasi in conclusione in un j'accuse  contro il sindaco Romano Carancini che si alza, se ne va e poi ritorna, pregato dal moderatore, l'ex questore Giorgio Iacobone.  «Mi state accusando indirettamente della morte di Pamela» le parole del primo cittadino dopo gli attacchi sul tema immigrazione. Cerca di rassicurare  il questore Antonio Pignataro: «Vi prometto un capillare controllo del territorio, nessun passo indietro». Si chiama "Droga: fra politiche di prevenzione e strategie di repressione e recupero" l'appuntamento promosso dall'associazione Insieme in Sicurezza al teatro della Filarmonica. L'evento, nato per discutere senza colori politici i cd Fatti di Macerata, si è concluso in una specie di ring con il sindaco incalzato dalla contestazione di una parte consistente  del pubblico. "Siete venuti con le claque" risponde Carancini alla platea rimoreggiante. Eppure le condizioni per articolare un dibattito più costruttivo c'erano tutte e così è stato fino a quando le parole di Carancini non hanno calamitato tutti i dissaporii. Sul tavolo dei relatori tante autorità capaci di illustrare il problema droga in provincia. Romeo Renis, presidente dell'associazione, Giorgio Iacobone, ex questore di Ancona, Enna e Trento,  Antonio Pignataro, attuale questore di Macerata e l'avvocato Giuseppe Bommarito. In collegamento telefonico Marco Valerio Verni, zio di Pamela Mastropietro..
Proprio Verni ha puntualizzato alcuni aspetti sulla morte di Pamela mettendo l'accento sul tema droga, comunità terapeutiche e immigrazione incontrollata: «Pamela si è ritrovata ai giardini Diaz perchè, avendo perso il treno per Roma, voleva prendere un pullman - spiega Verni - ma quello è un luogo di spaccio a cielo aperto. La domanda che ci facciamo è perchè Oseghale, un individuo senza nessun permesso, era ancora libero sul territorio. Quello che è successo, pur essendo collegato al mondo della droga, rappresenta un omicidio, non certo una overdose. La responsabilità è anche della comunità terapeutica e della legislazione che le regolano. La fase dell'allontanamento è la più delicata, devono esercitare un controllo maggiore sugli individui che prendono in consegna. Parlare di prevenzione ora che il problema è già in atto è tardivo. La famiglia di Pamela ringrazia Macerata per l'affetto ma critica l'assenza delle istituzioni». Sulla stessa linea l'avvocato Bommarito: «Quella della droga è un'epidemia crescente che vede Marche e Umbria in testa alla triste classifica nazionale dei decessi legati all'uso di sostanze - spiega Bommarito - Siamo uno scalo centrale nel traffico di eroina. I ragazzi sono allo sbaraglio per la crisi della scuola, della famiglia e delle istituzioni formative. Negli ultimi anni abbiamo avuto un aumento del numero di spacciatori e un abbassamento dei prezzi della droga a cui però non si è risposto con un incremento delle forze dell'ordine. Questa tempesta perfetta ha creato le condizioni per i fatti straordinari di Pamela, Oseghale e Traini. Bisogna riportare Macerata a un livello sicuro di gestione».
 «di Camerino, Matelica, S.Severino e Castelraimondo dove invece la vendita di droga è controllata da albanesi. Rafforzeremo sempre più i risultati della lotta alla droga incrementandoli». E' a questo punto che anche il sindaco viene invitato sul palco e l'incontro diventa un'arena con Giorgio Iacobone a far da ...pompiere «Questo momento è un'opportunità per rimettere insieme i cocci e ritrovare una relazione in città - spiega Carancini - bisogna alzare l'asticella dell'impegno pubblico di ognuno. Non siamo all'anno zero della prevenzione, voglio elencarvi tutti i progetti attivi sul territorio». "Tanti progetti ma chi controlla come vengono usati i nostri soldi?" urlano dalla platea. E il sindaco replica stizzito: «Se dovete attaccare mi alzo e me ne vado». E così fa. Solo l'intervento di Iacobone permette di continuare il dibattito: «Vi prego, lasciatelo parlare». Carancini risale e prosegue con un lungo intervento intervallato dalle frecciatine della platea: «Tre sono le chiavi per affrontare il tema droga: aumento della consapevolezza nella cittadinanza e nelle famiglie, incremento dell'informazione e maggiore amore che in una comunità significa senso civico». A questo punto lo scontro con il pubblico che aspettava risposte più concrete sul controllo delle politiche di immigrazione è inevitabile. Il convegno si sposta completamente dal piano droga a quello della presenza di stranieri con il sindaco additato come responsabile di una politica di accoglienza fuori controllo nonostante le tante richieste di moderazione arrivate da vari ambiti. «Mi state accusando di essere indirettamente responsabile della morte di Pamela» è una delle ultime risposte di Carancini a una platea dominata dai consiglieri di opposizione. «Fate domande ai moderatori non attacchi contro il sindaco» le ripetute ammonizioni di Iacobone. C'è tempo anche per un acceso scontro Carancini - Bommarito accusato di fare l'uguaglianza immigrazione - droga. «Non ho mai fatto questa affermazione - si difende duramente Bommarito - il sindaco approfitta dei dibattiti per insultare gli interlocutori».
11/04/2018 14:24:16

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