ATTUALITÀ

Abitazioni e campanile
crollati, famiglie evacuate
treni fermi, scuole chiuse:
torna la paura nel Maceratese

Maurizio Verdenelli
Sciame sismico nella notte con epicentro Muccia e danni a Pievetorina: due botte grosse di magnitudo 4.6 e 3.5. La portavoce dei terremotati: “Subito demolizioni e messa in sicurezza: la gente non ce la fa più e non può più aspettare” La terra ha tremato ancora tra Marche ed Umbria, con epicentro a due chilometri da Muccia (ore 5.11, magnitudo 4.6) e danni rilevanti, come non ne contavano più da mesi, a Pievetorina, visitato di recente dal premier Paolo Gentiloni: uno dei centri più colpiti nel 2016/2017. Il sindaco Alessandro Gentilucci ha comunicato l’evacuazione di quattro famiglie da case gravemente lesionate dallo sciame sismico (16 scosse con la punta di 4.6 di magnitudo e successivamente 3.5 udite pure nel folignate e fino a Perugia) che ha visto questa notte migliaia di persone in strada in tutto l’alto maceratese. Altre venti persone, compresi bambini, sono state allontanate dalle proprie abitazioni a causa del pericolo di danni interni. Un campanile è crollato a Muccia: è quello della chiesa del ‘600 di Santa Maria del Varano. Al lavoro squadre di vigili del fuoco e del comune. Le scuole sono state chiuse, mentre il traffico ferroviario lungo la tratta Civitanova Marche –Macerata, bloccato nella notte, ha ripreso a fluire solo dalle ore 9 di questa mattina. Solo due ore più tardi è stata riattivata la tratta Macerata-Albacina che attraversa l’area più direttamente colpite: in 120 minuti solo state oltre 20 le scosse con magnitudo superiore a 2 ed altre trenta tra lo 0.9 e 1.9. “E’ un’ansia senza fine, con un escalation che non può non ingenerare paura” ha dichiarato il sindaco di Muccia, Mario Baroni che ha ordinato verifiche nel villaggio delle ‘casette’ inaugurato, a blocchi, nei mesi scorsi. Intanto Maria Teresa Nori, portavoce dei terremotati di Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera, ha diramato un appello: “Non si può stare ad aspettare, bisogna subito attuare la messa in sicurezza e le demolizioni. Le gente non può stare la notte con un occhio aperto e il cuore a mille”. La ricostruzione, come noto tarda, e il ‘popolo’ dell’alto maceratese, già decimato, sta seriamente pensando ad un anabasi fuori dalla provincia e dal Centritalia o un ritorno lungo la costa da poco, ed in parte, lasciato per far ritorno alle proprie case, di nuovo al centro di un terremoto che appare senza fine, ed in ogni caso che sta conoscendo un assestamento aftershocks impressionante, molto più duraturo di quello di poco più di vent’anni fa tra Umbria e Marche.
10/04/2018 10:58:51

http://www.cronachedeisibillini.com/cdsarticolo.aspx?idArt=273
I testi presenti sul sito sono liberamente utilizzabili per fini culturali e comunque non di lucro, a patto di citare chiaramente la fonte di provenienza Cronache Dei Sibillini (cronachedeisibillini.com), gli eventuali autori del testo, quando indicati, le date di redazione ed aggiornamento e l'url relativa. Il Gruppo The X-Plan gestisce la comunicazione per conto di CdS ma non e' responsabile per la selezione e la pubblicazione dei suoi contenuti.