STORIE

IL MIRACOLO 'MARCHIGIANO' DI FRATEL CARRETTO

Avvenne tutto durante un viaggio in auto tra Spello e Macerata

Maurizio Verdenelli
Avvenne tutto durante un viaggio in auto tra Spello e Macerata.



Alcuni potrebbero parlare addirittura di un ‘miracolo’, altri di predizione straordinaria soprattutto in riferimento da chi venne. Un uomo altrettanto straordinario la cui profonda interiorità lo spingeva, dal suo ‘affollatissimo’ eremitaggio sul Subasio, a Spello, sulle orme di San Francesco (morì nell’88, il 4 ottobre lo stesso giorno del Santo di cui fu biografo) ad interessarsi del mondo in spirito di ‘profezia’ e di servizio. In ogni caso si tratta di una profezia, avveratasi: un episodio legato alla vita di Fratel Carlo Carretto di cui a distanza di circa trent’anni ora si sa perché rivelato nel corso delle varie commemorazioni della morte (nel novembre 2014) dell’ex sindaco di Macerata il professor Gian Mario Maulo, 71 anni, molto legato a colui che fu il presidente dei Giovani dell’Azione Cattolica.
 “Fratel Carlo Carretto allora si voltò dietro guardando fisso Gian Mario che sedeva nel sedile posteriore nell’auto che guidavo. E gli disse: ‘Fra un anno esatto ti nascerà una figlia’. Gian Mario non rispose, tuttavia si vedeva che era stato toccato nel profondo. Mentre io guidavo sulla statale E7 da Spello a Macerata, poco prima Gian Mario aveva detto a Fratel Carretto che lui stava facendo le carte per adottare una bambina. Considerati infatti gli anni, suoi e di sua moglie e quelli del matrimonio, appariva chiaro che l’unica strada per avere un figlio era quella dell’adozione”.
Così dall’altare si espresse, con i fedeli nel corso della messa serale (appena succeduta a quella in suffragio dell’ex sindaco di Macerata) il parroco di Santa Maria in Selva (Treia), don Giuseppe Branchesi. “Eravamo a metà degli anni ’80, ancora in autunno. A quattr’occhi, proprio poco fa, ho rivelato quelle parole profetiche di Fratel Carlo alla vedova Anna Rita E’ rimasta sorpresa e commossa. Il marito non ne aveva fatto menzione con lei, quella sera appena arrivato a Macerata da Spello. Forse temendo di ingenerare false speranze nella donna che teneva fortemente ad una maternità fino a quel punto negata”. Ed ancora: “Andavo regolarmente a trovare la Fraternità dei ‘Piccoli Fratelli del Vangelo’ fondata da Carretto a San Girolamo di Spello, nel 1965, sull’ esempio di Charles de Foucauld”. Carretto, torinese, direttore didattico, aveva dovuto lasciare la presidenza nazionale della Gioventù italiana di Azione Cattolica (GIAC) per il  ‘no’ intransigente ad ambienti di destra, lui antifascista e già perseguitato dal Regime (che lo aveva radiato dalla professione di insegnante). Ambienti reazionari che stavano mettendo radici anche dentro la Chiesa. Come dirigente (era pure vice presidente del Bureau International) aveva portato trecentomila giovani, i ‘baschi verdi’, in piazza San Pietro in un evento che in quelle dimensioni non si sarebbe più ripetuto. Poi l’addio alla vita pubblica e il buen retiro sul Subasio e nei suoi romitaggi sulle orme del Poverello. Era diventato presto un Maestro seguitissimo anche dai giovani delle Marche: frequenti i suoi viaggi pure nel Maceratese, in particolare a Recanati e nel capoluogo. "Erano circa ottomila i giovani italiani che annualmente andavano a Spello ai corsi di Fratel Carretto: molte volte ho guidato gruppi dal maceratese" ricorda don Luigi Taliani, assistente di Azione Cattolica (cui il professor Maulo era iscritto) e direttore responsabile del settimanale diocesano 'Emmaus'.
Don Giuseppe ha aggiunto: “Maulo, che sentiva forte l’insegnamento e il volontario ‘esilio’ di Fratel Carretto il quale aveva rinunciato ad una vita politica di sicuro successo, mi accompagnava spesso. Il professore spesso era ospite nella mia parrocchia dei corsi di esperienza ecclesiale e spirituale e i suoi discorsi erano molto seguiti. Diventammo amici, presto seppure fosse politicamente schierato: con i Cristiani per il socialismo”.
Anna Rita Maulo anche se il marito aveva taciuto per un senso di tenera discrezione, era tuttavia venuta a sapere di lì a poco della ‘profezia’ che la riguardava. “Fu lo stesso Fratel Carretto a ripetere quelle stesse parole nel viaggio di ritorno, dopo due, tre giorni di accoglienza maceratese: ‘Fra un anno preciso vi nascerà una figlia vostra’”.
Così fu, nacque puntualmente Sara. Come aveva profetizzato Fratel Carlo. A fargli compagnia c'era già Ortensia: i coniugi Maulo infatti non ritennero, nello spirito della solidarietà umana e della loro umana generosità, interrompere la pratica d’adozione iniziata dando ospitalità a quella bambina africana. Ortensia appena arrivata a Macerata disse ai suoi nuovi genitori, sorpresa, osservando i palazzoni della periferia cittadina: "Come mai qui le capanne sono messe una sopra l'altra?!". Per tutti questi anni, sull’intera vicenda, peraltro privatissima, l’ex sindaco di Macerata non fece mai cenno neppure agli amici più stretti limitandosi a dire che "la moglie era rimasta incinta nel corso della pratica d'adozione di Ortensia". Troppo forte ed emozionante, certo, il messaggio ‘profetico’ del diacono più vicino al Poverello di Dio. Così chiamarono la figlia 'annunciata' un anno prima che nascesse, con il nome biblico di Sara: 'quella che viene dopo' sapendo con certezza che in realtà, nel disegno di Dio rivelato loro da Fratel Carlo, era già 'prima' che dall'Africa arrivasse quella bambina nera che li avrebbero poi resi nonni.
16/01/2018 02:23:20

http://www.cronachedeisibillini.com/cdsarticolo.aspx?idArt=27
I testi presenti sul sito sono liberamente utilizzabili per fini culturali e comunque non di lucro, a patto di citare chiaramente la fonte di provenienza Cronache Dei Sibillini (cronachedeisibillini.com), gli eventuali autori del testo, quando indicati, le date di redazione ed aggiornamento e l'url relativa. Il Gruppo The X-Plan gestisce la comunicazione per conto di CdS ma non e' responsabile per la selezione e la pubblicazione dei suoi contenuti.