ATTUALITÀ

Forte scossa di terremoto (4.0)
a Muccia tra Marche ed Umbria,
da Ancona a Perugia

Maurizio Verdenelli
Gente in strada nella notte. Paura anche nelle ‘casette’. Incontro con i sindaci e il direttore dell’ufficio marchigiano per la Ricostruzione, ing. Spuri, a Passo di Treia, domenica prossima



Grossa botta di terremoto (magnitudo 4.0) questa mattina alle ore 4.19 a due chilometri da Muccia, dove pure 24 ore fa, nella mattinata, la terra era tornata a tremare (magnitudo 3.2). L’epicentro a due chilometri dal paese che la tradizione vuole sia la terra di Muzio Scevola, ad una profondità di ‘appena’ 8,8 chilometri.
La scossa si è sentita distintamente in tutta la provincia di Macerata, la più martoriata dal sisma del Centritalia, fino all’Anconetano e in Umbria fino a Perugia. Sono tornate le scene di paura del fenomeno tellurico di vent’anni fa che è tornato per una notte nel territorio delle due regioni, con epicentro appena sotto Serravalle di Chienti. Muccia è stato il comune a subire i maggiori danni in entrambi i terremoti. La popolazione si è ridotta di un terzo: solo trecento persone abitano nel villaggio delle Sae sotto oltre la vecchia statale, fuori dal centro storico, a fianco della superstrada Civitanova Marche-Foligno. “E’ un incubo senza fine” ha detto questa mattina il sindaco Mario Baroni, l
di Maurizio Verdenelli
Grossa botta di terremoto (magnitudo 4.0) questa mattina alle ore 4.19 a due chilometri da Muccia, dove pure 24 ore fa, nella mattinata, la terra era tornata a tremare (magnitudo 3.2). L’epicentro a due chilometri dal paese che la tradizione vuole sia la terra di Muzio Scevola, ad una profondità di ‘appena’ 8,8 chilometri.
La scossa si è sentita distintamente in tutta la provincia di Macerata, la più martoriata dal sisma del Centritalia, fino all’Anconetano e in Umbria fino a Perugia. Sono tornate le scene di paura del fenomeno tellurico di vent’anni fa che è tornato per una notte nel territorio delle due regioni, con epicentro appena sotto Serravalle di Chienti. Muccia è stato il comune a subire i maggiori danni in entrambi i terremoti. La popolazione si è ridotta di un terzo: solo trecento persone abitano nel villaggio delle Sae sotto oltre la vecchia statale, fuori dal centro storico, a fianco della superstrada Civitanova Marche-Foligno. “E’ un incubo senza fine” ha detto questa mattina il sindaco Mario Baroni, laurea a Perugia.
Sulle prime l’InGv aveva classificato la ‘botta grossa’ a 3.9 gradi, per poi ritoccare (caso rarissimo) la misurazione in alto. Tantissime persone sono state svegliate dalla scossa. Nelle abitazioni hanno a lungo oscillato i lampadari, si sono aperti gli sportelli dei mobili, le luci si sono accese autonomamente e pure nelle ‘casette’ è tornata tra gli abitanti l’ansia e la voglia di andarsene di nuovo lungo i centri costieri, da poco lasciati. Non pochi sono tornati a dormire in auto, in roulotte o nei camper: qualcuno di questi sono ancora lasciati a disposizione dei terremotati da parte dei volontari di tutt’Italia.
Proprio domenica a Passo di Treia sui problemi della ricostruzione e soprattutto ed ancora dell’emergenza si riuniranno alcuni sindaci, a cominciare dallo stesso Baroni (Muccia) che con il direttore dell’Ufficio regionale per la ricostruzione ing, Cesare Spuri, ed insieme con i colleghi Pietro Cecoli (Monte Cavallo),  del sismologo Unicam, prof. Emanuele Tondi (Camporotondo sul Fiastrone) e dell’ex ‘sindaco del terremoto’, Venanzo Ronchetti (Serravalle di Chienti) tratteranno delle problematiche sempre attuali in quello che viene forse impropriamente definito ‘post sisma’. Il prof. Tondi in precedenza aveva rassicurato: “Queste scosse sono di assestamento, aftershocks”.
L’angoscia da due anni a questa parte è ritornata in “Questa amara dolce terra mia” così come è stato definito l’incontro (all’interno dello stabilimento Trea) dal suo organizzatore: Maurizio Angeletti, che i nostri lettori conoscono anche con lo pseudonimo ‘Zio Nele’. Tra i relatori pure l’avv. Sen. Luciano Magnalbò, autore del libro ‘Una tragedia dimenticata’ sui sismi nel Centritalia da Carlo Magno ‘terremotato’ a Spoleto, fino ai giorni nostri.

04/04/2018 15:06:00

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