CULTURA/Viaggi

La Passione di Cristo a Gubbio

Diego Antolini
Il mondo cattolico è nel pieno della “passione” con la rivisitazione del calvario di Cristo e in attesa del giorno della Pasqua di resurrezione. Una delle processioni più suggestive dell’Umbria si tiene a Gubbio da secoli e senza mai aver subito un’interruzione.

La Rai, durante la trasmissione ‘TG IN PIAZZA’, racconterà i tempi della liturgia grazie al contributo dell’ospite d’eccezione Paolo Salciarini, membro della Confraternita di Santa Croce della Foce che organizza l’evento.
I preparativi sono iniziati Mercoledì 28 con i due simulacri pronti per essere portati nelle strade di Gubbio, ma già da lunedì scorso il Santissimo Sacramento è esposto all’interno della chiesa di S. Domenico.
Il corteo vero e proprio si aprirà con i confratelli dell’ordine vestiti di un sacco che dettano il ritmo del passaggio con il suono delle ‘battistrangole’, che assomiglia al cozzare di ferro contro ferro. Altri portano il teschio simbolo del Golgota ed altri oggetti che descrivono la passione di Cristo.
Poi verrà il turno dei simulacri del Cristo Morto e della Madonna Addolorata, il primo deposto sul cataletto, mentre la Vergine nella raggiera risalente al Settecento. Entrambe le statue sono state create in legno da artigiani locali.
Dietro le statue sfileranno i cantori del “Miserere”, canto popolare tramandato per tradizione orale sin dal Ars Antiqua di gregoriana memoria. La processione, illuminata da grandi fuochi detti “focaroni”, percorre le principali vie di Gubbio a partire dal tramonto. Prima dei lavori di ristrutturazione si partiva dalla Chiesa di Santa Croce, ma da quest’anno il corteo si ritrova al S. Domenico alle 19:30.

La diretta Rai, che sarà di circa 7 minuti, si alternerà a contributi registrati quali il video messaggio del Vescovo Luciano Paolucci Bedini, che per la prima volta presiede alla Pasqua eugubina, e dell’assessore alla cultura Augusto Ancillotti che interverrà sulla relazione tra le “Tavole Eugubine” e il Sacro a Gubbio.
Visitare Gubbio in questi giorni permette di apprezzarne il fascino dato dalla sua arte sacra e gotico-medievale in tutta la sua bellezza: a partire dal Duomo (con al suo interno le opere dei maggiori artisti eugubini del Cinquecento), con la Piazza Grande che si apre su un panorama mozzafiato, e il Palazzo dei Consoli all’altra estremità (le “Tavole Eugubine” e il “Campanone” sono le maggiori attrazioni del museo comunale del Palazzo).
Il Palazzo Ducale sorge di fronte al Duomo, voluto nel tardo Quattrocento dal Duca Federico di Montefeltro. Nella Casa di S.Ubaldo, dove in epoca umanistica viveva il santo patrono di Gubbio, una volta ogni 25 anni avviene il restauro del “ceri”, i tre pilastri della Corsa famosa in tutto il mondo.
Degni di nota (e di visita) anche il Teatro Romano, il Parco Ranghiasci e Largo Bargello con una piccola fontana. Basta girarvi intorno tre volte per ottenere la “patente dei matti” e la cittadinanza eugubina.

Tra le specialità della città, impossibile non assaggiare la Crescia al Panaro (focaccia salata), il Friccò di agnello, anatra, pollo e coniglio, i piatti con il tartufo e il Brustengo, un pane fritto che può essere accompagnato a pancetta, prosciutto, salsiccia, cipolla o rosmarino.
Per i dolci tradizionali i Ganascioni delle Suore di Santa Lucia, offerti anticamente con la Barcarola (caffè d’orzo e Mistrà) sono uno dei must di Gubbio.
30/03/2018 20:20:16

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