ATTUALITÀ

Un ‘cimitero’ della malavita
scoperto a Porto Recanati?
Nel pozzo dell’orrore
tra molti resti umani
forse anche quelli della 15enne Cameyi
scomparsa nel 2010 da Ancona

Maurizio Verdenelli
Sembra diventato l’epicentro del Male, pur senza colpe specifiche, la provincia di Macerata (il capoluogo elevato alcuni decenni fa a ‘Civitas Mariae’ seppure resta nella memoria l’esortazione di san Giovanni paolo II a sapersi meritare tale impegnativo appellativo). Dopo i Fatti di Macerata –il caso Pamela e il sanguinoso raid  di Luca Traini- dopo la casa dell’Orrore, come i cronisti hanno a più riprese definita l’appartamento mansardato di via Spalato dove si è consumata la breve vita della ragazza romana. Ecco il pozzo dell’orrore. A Porto Recanati, vicino all’Hotel House, una specie di territorio franco e multietnico che ha ospitato di volte in volta un covo delle Brigate Rosse, poi migranti di ogni estrazione e dove la violenza è signora incontrastata. In località Santa Maria in Potenza, accanto alla statale 16 Adriatica, nei pressi di quella che l’antica città romana Potentia, e all’ombra dell’inquietante ‘grattacielo’ che risale agli anni 70, durante lavori di scavo vicino ad un casolare di campagna, sotto uno strato di terriccio è emerso un pozzo. Dopo la segnalazione della Guardia di Finanza cui si devono i primi sopralluoghi ed indagini, dal pozzo, dragato, sono emersi resti di ossa umane, secondo indiscrezioni che la Procura di Macerata ha confermato. Ossa che potrebbero appartenere a più di un cadavere: un orrore senza fine mentre emerge anche l’ipotesi che in quel pozzo, dal fondo pieno d’acqua, possa essere scaraventata la quindicenne di origini bengalesi Cameyi Mosamnmet di cui non si sa più nulla da otto anni. Nel 2010 l’adolescente era partita da Ancona, dove abitava con i genitori, per andare a far visita ad un fidanzatino residente proprio all’Hotel House di Porto Recanati. Nel pozzo sono stati trovate 20-25 ossa umane, alcune appartenenti a persona minuta (da qui l’ipotesi Cameyi) non così per altre. Le ricerche intanto continueranno domani.
L’impressione è che ci troviamo di fronte ad un ‘cimitero’ della malavita che imperversa da anni, sostenuta dallo spaccio degli stupefacenti e pure dallo sfruttamento della prostituzione, lungo la fascia adriatica.
29/03/2018 07:16:24

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