STORIE

Tutte le ‘debolezze’
di Macerata.
Infrastrutture in cerca
ancora d’autore

4/Da ‘Macerata granne’ a Carancinopoli

Luciano Magnalbò
Comunque le debolezze di Macerata non sono tutte identificabili in Carancinopoli, perché i maggiori disagi vengono da tanto lontano che sembra impossibile che ancora esistano: il maggiore, e quello che più fa andare tutti fuori di testa, è il passaggio a livello di Via Roma, dove non si è trovato modo dal dopoguerra di fare un sottopassaggio, nemmeno quando Quadrilatero offrì di costruire la bretella con la superstrada perché Meschinopoli disse fieramente di no, bloccando anche il traffico con Piediripa nelle ore di punta.
Vi furono poi due Pambiancopoli , delle quali la prima fu quella forza che sempre ostinatamente si oppose alla costruzione di parcheggi alle mura nord, e la seconda quella che ha imposto la realizzazione di Valleverde, la cui urbanizzazione ha distrutto l’ambiente e che costituisce uno dei più grandi flop urbanistici a memoria d’uomo, con tutte le luci gialle dei lampioni che si accendono di notte per nessuno, salvo che per i consumatori e le consumatrici di preservativi, che maleducatamente e senza alcun rispetto per l’Amministrazione a festa consumata gettano dal finestrino assieme ai fazzolettini detergenti e alle carte di caramelle; e come poi dimenticare Sposettopoli e Cingolanopoli, le gang per la realizzazione e il controllo dei primi supermercati, il denotare iniziale per l’esplosione dei negozi di alimentari e dei bazar del centro, una massiccia presenza cui a poco a poco a poco si sono dovuti piegare i singoli esercizi.
Si può anche continuare: un Tribunale oramai assolutamente inadeguato, in cui sono concentrate anche le attività dell’ex Tribunale di Camerino e della sezione distaccata di Civitanova, con le cancellerie civili al V e VI piano servite da obsoleti ascensori insufficienti per l’utenza ed esasperatamente lenti, e dove nell’affollato androne delle udienze a piano terra non è previsto un servizio igienico per portatori di handicap; la sede degli ufficiali giudiziari collocata in cima ad una erta salita, vietata anche questa a diversamente abili e a cardiopatici; l’Ufficio dei giudici di pace sistemato in un vecchio palazzotto del centro, violentato e sventrato alla bisogna, per raggiungere il quale bisogna lasciare l’auto al parcheggio dei giardini o farsi accompagnare da qualche anima buona che non sempre si trova; gli uffici finanziari sparsi qua e la per la città, il vecchio catasto sistemato in un terraneo senza finestre della vecchia caserma, la Commissione Tributaria nascosta al terzo piano del Direzionale in mezzo agli ambulatori dell’INAIL, la Conservatoria dei registri immobiliari lasciata  in solitudine per via Pancalducci, la lunga di Villa Potenza; infine la Camera di Commercio costretta nella inaccessibile via Armaroli, una delle vie più anguste e soffocate della città, e la Caserma dei Carabinieri la cui uscita in piazza Oberdan è posta al contrario rispetto al senso di marcia, con la conseguenza che le gazzelle sono costrette ogni volta a macchinose manovre che spezzano l’urlo delle sirene attivate in occasione di eventuali immediati interventi.  
Rendono per fortuna grazia a Macerata  l’Università, che costituisce la più grande azienda della città, il teatro Lauro Rossi e lo Sferisterio che vanno alla grande,  le efficientissime biblioteche e l’Archivio di Stato, nonché un sistema organizzato di bus capace di fornire collegamenti rapidi con molte parti del territorio nazionale; e sarebbe sufficiente un rispettoso e concreto dibattito tra amministrazione e residenti per trovare ragionate soluzioni a quelle cose che non vanno: ma qui cade l’asino, non quello dei Monteverde, ma quello che si annida nella mente di chi con presunzione s’intestardisce a fare come gli pare senza stare a sentire l’opinione di nessuno.     
   
4/Fine
28/03/2018 07:50:33

http://www.cronachedeisibillini.com/cdsarticolo.aspx?idArt=230
I testi presenti sul sito sono liberamente utilizzabili per fini culturali e comunque non di lucro, a patto di citare chiaramente la fonte di provenienza Cronache Dei Sibillini (cronachedeisibillini.com), gli eventuali autori del testo, quando indicati, le date di redazione ed aggiornamento e l'url relativa. Il Gruppo The X-Plan gestisce la comunicazione per conto di CdS ma non e' responsabile per la selezione e la pubblicazione dei suoi contenuti.