CULTURA/Libri

APPUNTI PER LA PRESENTAZIONE DEL VOLUME:

Liana Maccari
"Cassandra la società sedotta" è il titolo di questo libro, opera di Maurizio Angeletti, un agile volumetto di 103 pagg, ed. Simple.
    Opera perché è lavorato, è frutto del pensiero, di un progetto e dell'esperienza,  anche amara, della vita, ma come frutto è maturo, ha i suoi zuccheri energetici, ovvero, detto della poesia, si è fatto mito.
    Si raccoglie dall'albero della poesia gnomica, legata alla filosofia, al ragionamento, alla ricerca della verità, allo smascheramento delle menzogne.
Ricorda Socrate, i poeti in ottava rima dell'Appennino e lo stravagante guuizzare del guitto da un argomento all'altro.
    La filosofia è un tralcio continuo, come i rami di una vite, che avviluppa le pagine, fiorisce di collegamenti a poeti e filosofi, è un rigoglio di idee, una vitalità del pensiero, una volontà di comunicare. "Scrivere per parlare/questo è il mio fine"/sogna nel Prologo, nei versi della sua poetica e prosegue: "nello scambio verbale/ non v'è più sordo.../ che voglia sentire,/ in un dialogo cordiale"(Il mio fine)
    Nei versi c'è uno scarto, che non è solo il tentativo di staccarsi dal linguaggio parlato, ma anche un vero e proprio spostamento del pensiero, che cerca una nuova via per comunicare.
Nei versi seguenti lo scarto è nel tempo verbale, dal presente al futuro " Pensieri e cose siamo/ e rimarranno, materia/ di parole dell'inganno."(L'anomalia cosciente)
    Si chiamano viti anche le piante dei pomodori, che, maturi, sono adatti a essere conservati per l'inverno, e a questo forse allude la copertina, con l'autore immerso in un vaso di vetro, di quelli per la conserva sostenuto da una mano femminile.
    Domando a Maurizio Angeletti: "Cosa fai dentro il vaso per la conserva?"
Risponde che il contenitore ermetico lo difende dalla società, ma contemporaneamente è trasparente.
    Interviene più tardi Ferdinando Pallocchini, il direttore de larucola, a notare che l'autore, uscito dal buio col suo primo libro, come da una grotta creativa dove aveva potuto pensare liberamente quello che voleva, ormai che era nella notorietà, nella trasparenza di vetro, era dubbio che potesse ancora considerarsi libero. Si è parlato di maschere. Una via di fuga tra Socrate e Pirandello, tra libertà di pensiero e centomila maschere.
    E la mano che lo sostiene?   
Madre? Madre Natura? La Società sedotta, dice lui!
Io ho un'altra risposta: l'autore stesso ha associato la sua esperienza al mito di Cassandra. Certo, mutato genere, perché Cassandra è femminile e Maurizio è maschile.
E , mutato genere, anche la mano può essere allora quella di Apollo: il dio della poesia, dell'arte, il dio estivo del sole, che sostiene quest'opera, perché senza bellezza di versi, quest'opera non ci sarebbe. Leggo un verso, a caso: " ...e dal mare, un lungo sospiro/ assorto, dolente, profondo:/è vasto il flagello,/ enorme il disastro. (L'anomalia cosciente)
C'è il respiro del mare, prestato al pensiero che contempla la vastità del danno,dell'inganno: un  verso che definirei Omerico.
Questo pensiero, questo sguardo è lo sguardo sul mondo di quest' opera, ed è lo sguardo di Cassandra di fronte alla società sedotta.
    Ma ripercorriamo il mito, con l'aiuto dell'autore: Cassandra: sorella minore dell'indovino Eleno, era, fra l'altro la bellissima figlia del re Priamo di Troia e di Ecuba. Apollo se ne invaghì talmente che, per ottenere i suoi favori, le conferì il dono della profezia, ma lei respinse le sue "avances". Il dio, offeso, si vendicò in maniera terribile, sulla povera ragazza:" fece in modo che le sue predizioni (il dono ormai le era stato concesso), sebbene veraci, da quel momento non fossero più credute". Fu così che Cassandra diede inizio alla sua triste fama...
    Ed ecco quindi la doppia similitudine col poeta- filosofo.
    Da una parte, dotato di veggenza, è lui lo specchio della realtà, un essere umano che si guarda intorno: "Per renderti conto di ciò che succede,/ dovrai solamente guardarti intorno; /allora rimarrai allucinato /vedendo quei danni che, giorno per giorno, /produce uno stupido dio impazzito: / la bestia globale, il mercato"(essere e mercato, p.95)
    Dall'altra parte, condivide con Cassandra di non essere ascoltato.
Nell'orchestra dell'umanità, ogni individuo è libero di scegliere lo strumento con cui suonare la propria musica: sempre diversa da qualsiasi altra. Ma un'infinita possibilità di scelta rende, ogni singolo, un uomo solo, immerso nella moltitudine dei propri simili. ( Musica senza ascolto)
E ancora, il dialogo con il simile è deviato dalla sua medietas: "E se gli dici che è quaggiù che sta l'Inferno,/lui ti risponderà che tardi o presto, /ci penserà quel caro Padreterno /     a metter fine a tutto questo"(La filosofia dell'italiano medio )
    Essi, i simili preferiscono chi poi regolarmente li inganna: "Lo spettacolo di sarabanda/ è in atto ormai da molti anni/ in questa gabbia per il fesso /.../in cui è più facile avere consensi"(Il circo fatale )
 
Gli esseri umani preferiscono i doni dei Greci, che si rivelano degli autentici cavalli di Troia.
Fanno entrare dentro le mure persino una "promessa rottamatrice" (Il bullo toscano).
La massa "segue sempre colui/che ha la faccia di bronzo;/ perché nella ressa/ gli regala l'illusione/ di una nuova donazione./ (Sostanza senza forma)
    Nei versi di Angeletti scorre lo stesso stupore che possiamo attribuire a Cassandra:     "Ostinata fede che ancora nutro nell'uomo /ciononostante non trovo mai conforto,/nella vita dei giorni che trascorrono / da fatti o azioni che immancabilmente, / sono esempi negativi, perpetrati da esistenze,/ sempre più degradanti verso l'abisso"/ e ancora: ...Tutto ciò mi atterrisce molto più / degli attentati terroristici / delle emigrazioni di massa,/ dell'inquinamento selvaggio/ (Batracomiomachia )
    Ecco questo è il tono "profetico" della poesia di Angeletti, la novità di questo libro, in aggiunta all'ispirazione personale, di poesie come "Uno e nessuno" magistralmente letta da Gianfranco Mancini (Io sono nessuno e tu?), "Vanità" e "Consapevolezza" : la descrizione di un sistema che sembra costruito da un Mago, come nel brano in prosa “I prestigiatori della parola”scelto per la lettura da Cristiano Lambertucci, l'altro prezioso collaboratore.
    E certo rimproverargli di non essere poesia amorosa o erotica, è come rimproverare Cassandra di non amare Apollo, il più bello degli dei. E' ovvio che non si può amare quando si è nella fase profetica. Il dono stesso di Apollo l'ha trasformata da principessa in sacerdotessa. Così la poesia, investita di un compito più alto lascia all'Italiano medio di consolarsi con i soliti rimedi: "quindi in conclusione: magna' e be', / ijochi, pallo' e quarche canzone. / Pure 'm po' de sesso glie ce vole, /  per non passà co' l'addri da cojone."(La filosofia dell'Italiano medio)
    Il potere non ascolta la poesia, non ascolta Angeletti, non ascolta Cassandra. Il poeta rivela: "Devo purtroppo darvi una brutta notizia,/ a questo proposito, a tutti coloro / che ancora credono nell'esistenza dei governi, dico: /non illudetevi..."
    Cassandra, infine, ridotta schiava dalla guerra, da quei nemici entrati nelle mura, perché nessuno aveva ascoltato il suo monito, profetizzò anche a se stessa: sarebbe morta, travolta nell' uccisione del padrone, perché così accade degli schiavi, di essere uccisi insieme ai padroni.
Un monito in più, a cercare di essere liberi e a  pensare ognuno con la sua testa per gustare liberamente i frutti del libero pensiero umano. A proseguire, come in una società utopica e ideale, questo "dialogo cordiale".
14/01/2018 02:48:28

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