ATTUALITÀ

Fabrizio Frizzi: “I maceratesi
sono come miei familiari”

Il conduttore scomparso
era stato per nove anni
conduttore di ‘Musicultura’
allo Sferisterio

Maurizio Verdenelli
“I maceratesi, come fai a dimenticarli? Dopo nove anni sono diventati quasi miei familiari, non solo amici come il sindaco Romano (Carancini ndr) e il presidente della provincia, Tonino (Pettinari ndr)”.
Mancherà (e tanto!) anche lui, come un familiare, alla grande platea dei maceratesi che ogni fine giugno, affollava lo Sferisterio per le finali di ‘Musicultura’. Fabrizio Frizzi (morto l’altra notte a Roma) è stato il grande amico di un capoluogo che ora è al centro della cronaca nera internazionale con il caso Pamela. Con il suo nome, la professionalità superba, la simpatia aveva lanciato definitivamente Musicultura tra le manifestazioni che contano in Italia: la consacrazione era arrivata nell’ultima edizione con la diretta su Ra1 che neppure in oltre 50 anni di spettacoli a livello europeo la stagione lirica aveva mai ottenuto. “Frizzi era uno di noi, perdiamo un grande amico!” dice Carancini.
Mancherà Fabrizio, il suo calore umano, la sua vicinanza ‘vera’ anche nei dopoteatri a Villa Lucangeli oppure all’Asilo Ricci insieme con Piero Cesanelli, il patron e a tutti gli altri. Ieri sera Musicultura l’ha ricordato al teatro della Filarmonico-Drammatica attraverso un lungo cortometraggio, una testimonianza commovente che ha strappato lacrime ed applausi. E ieri l’hanno ricordato in tanti a Macerata, anche nei ristoranti che frequentava a cominciare dalla trattoria ‘Da Ezio’ (che ha chiuso i battenti a fine febbraio) che lui aveva segnalato alla sua grande amica Antonella Clerici per la ‘Prova del Cuoco’: così il 17 novembre Mirella e suo figlio Marco erano stati ospiti degli studi Rai per i ‘vincisgrassi’. Mancherà a Paolo e Francesco del ‘Pozzo’: “Veniva qui –ricorda Francesco Braconi- salutava tutti non dimenticando alcuno al momento del commiato. Persona squisita”. Lo ricorda il collega Andrea Verdolini, plurivincitore a ‘L’Eredità’: “Sono stato con lui tre giorni: mi ha dato serenità e tranquillità. Un ricordo stupendo”. Lo ricordano Cesare Bocci, il vice di Montalbano, il commissario Mimì Augello, da Camporotondo sul Fiastrone., testimonial Anffass che l’ebbe a fianco nella prova ‘kasrtisti’ per celebrare i 50 anni della benemerita associazione che aiuta le persone in difficoltà Lo ricorda il sindaco di Tolentino, Giuseppe Pezzanesi, che perde con Frizzi il carismatico conduttore del ‘Premio Ravera’.
Ed infine lo ricorda il ‘sindaco del terremoto’ del ’97, umbro-marchigiano, Venanzo Ronchetti (con lui nella foto), già primo cittadino di Serravalle di Chienti. Una diecina d’anni fa, Frizzi volle Ronchetti a due sue trasmissioni: “Scomettiamo che?” (Ronchetti, ex portalettere, riconobbe 260 indirizzi di Serravalle) e ad ‘Eredità ignote’. “Ero sindaco, mi fece portare a Roma tre abiti completi per poi vestirmi con maglietta e jeans per creare problermi a chi doveva riconoscermi: ero allora una celebrità come ‘sindaco della cittadina epicentro del terremoto che provocò devastazioni nelle Marche ed in Umbria. Era davvero una persona simpatica, Frizzi, che ti sapeva circondare con affetto e garbo: non ti sentivi mai fuori posto con lui. La sua morte è un lutto per tutti noi che abbiamo avuto il privilegio di conoscerlo”.    

27/03/2018 08:15:17

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